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Il nuovo senso del vivere, armonia e rispetto per l'ambiente: Il Bosco verticale

Al termine dell’Expo, chi oggi si rechi a Milano, ha una nuova meta da visitare; nel quartiere di Porta Nuova oggetto di una importante opera di riqualificazione, è stata creata una struttura che può assurgere a simbolo dell’architettura contemporanea: il “Bosco verticale” creato dagli architetti Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni Lavarra. Il sogno di unione con la natura, anche all’interno di ambienti cittadini, perseguito dall’uomo già in tempi remoti (basti pensare ai giardini pensili di Babilonia tramandataci dalla storia, ai lecci che svettano sulla Torre dei Giungi a Lucca, agli alberi che fuoriescono dai palazzi creati dall’architetto Friedensreich Hundertwasser a Vienna) sembra essersi realizzato in questi due edifici che appaiono realmente come due boschi verticali; sulle ampie terrazze sono stati piantati oltre mille alberi, 4000 arbusti, 15.000 tra rampicanti e piante perenni scelti in base all’esposizione delle facciate in modo che, nel corso delle stagioni, muti l’aspetto della vegetazione donando agli edifici sempre nuovi colori. Le piante, però, non svolgono una funzione semplicemente estetica, ma hanno una preziosa funzione ambientale (riparano dal sole, dal freddo e dal calore, creano un microclima favorevole, filtrano l’anidride carbonica regalando ossigeno, creano un habitat per la biodiversità di piante ed animali.) Si pensi infine che, se fosse esteso in orizzontale, il bosco si estenderebbe per due ettari ed avere tutto questo in soli 1500 metri quadri in pieno centro è realmente strabiliante. Anche per questi motivi i due edifici hanno ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, nel 2014, infatti, il Bosco Verticale è stato premiato dall’International Highrise Aword come miglior palazzo a molti piani e nel novembre 2015, è stato eletto dal Council on tall buildings and urban habitat (CTBUH) come il miglior edificio europeo e mondiale dell’anno, sbaragliando la concorrenza di grattacieli famosi.

Un sogno realizzato, quindi? In parte sì, anche se il Bosco Verticale è divenuto già un icona ambientalista, ci si possono porre delle domande sulla effettiva sostenibilità di questo mix tra natura ed architettura. Costruiti utilizzando i più sofisticati dispositivi tecnologici i due edifici hanno avuto costi di realizzazione molto alti ed oggi richiedono costi di manutenzione proibitivi (da qualche mese sono stati ceduti al fondo immobiliare del Qatar), saranno, quindi, a disposizione di “inquilini” molto abbienti.

Nonostante ciò, resta il merito per Boeri di avere reso straordinario un edificio ordinario e di aver lanciato un messaggio comprensibile a tutti: l’uomo può ancora creare nuovi rapporti e nuove comunanze con la natura.

Anna Lapini








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Anna Lapini Foto di Anna Lapini Consulente di Space Clearing, Arte del Ricevere, Interior Designer info@annalapini.it

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