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Le donne che hanno cambiato e cambiano il design italiano

W. Women in Italian Design è il titolo della mostra che è stata allestita alla XXI Triennale di Milano e che, dal 2 Aprile 2016 resterà aperta fino al 19 Febbraio 2017. Questa mostra, che ha inteso celebrare la creatività al femminile, ha avuto l’allestimento di Margherita Pelli ed è stata curata da Silvana Annicchiarico.

L’idea di fondo che l’ha ispirata è la questione del “genere”, ovvero l’idea che la creatività al femminile non derivi solo da un dato biologico o naturale ma anche da una questione culturale. Osservando, però, le più di 600 opere in mostra (oggetti, manufatti e progetti di oltre 350 creative) si può rilevare come la creatività femminile abbia un denominatore comune: la sua caratteristica essenziale è quella di essere basata sulla sensibilità e sulla cultura dell’accoglienza e della cura. Mentre gli uomini vedono le cose in maniera selettiva le donne mostrano una capacità onnicomprensiva e riescono a creare forme che uniscono le esigenze pratiche a quelle estetiche. Nonostante questo la progettualità al femminile è stata messa ai margini e pressoché ignorata dagli storici e teorici del Design. Proprio a questa lacuna intende rimediare la mostra attuale, che propone un percorso attraverso il Novecento e le designer emergenti del XXI secolo. Si accede alla mostra attraverso una passerella scenografica che conduce ad una stanza buia, quasi grembo femminile, dedicata al tema della tessitura, fin dall’antichità, infatti, la creatività con cui le donne hanno saputo intrecciare i fili (come Penelope o come nel mito delle Parche dove vengono tagliati) ha rappresentato la loro capacità di intrecciare vite e destini. La mostra prosegue, poi, con un percorso cronologico che permette di conoscere la storia del design femminile nel secolo scorso fino ai nostri giorni. Non solo attraverso i prodotti delle grandi protagoniste (come Gae Aulenti, Cini Boeri, Lina Bo Bardi) ma con le opere di centinaia di altri designer. La mostra si snoda anche coniugando alcuni verbi: “Intrecciare e procreare”, “Proteggere” (e qui si possono osservare numerose illustrazioni di Sante protettrici che vengono raffigurate con un attrezzo di lavoro), “Rappresentare” (ovvero gli elementi che sono stati alla base della mostra), “Riflettere” (con numerose tavole rotonde che consentiranno un dibattito ed un confronto sul divenire del design). Si può, quindi, affermare che la mostra sia il giusto riconoscimento della creatività femminile che sa dar vita ad un design più spontaneo e dinamico rispetto a quello maschile.

Anna Lapini








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Anna Lapini Foto di Anna Lapini Consulente di Space Clearing, Arte del Ricevere, Interior Designer info@annalapini.it

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