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Aggiungere un po' di design agli oggetti del nostro quotidiano, e diventar ricchi

Nella nostra vita quotidiana, più o meno tutti i giorni, ci troviamo ad utilizzare oggetti di ogni genere e funzionalità. E dal momento che di molti di questi oggetti proprio non possiamo più farne a meno, l’idea può sembrare semplice ma risulta geniale se valorizzata nella maniera corretta, perché oltre ad essere funzionali questi oggetti non potrebbero essere anche “oggettivamente belli” ? Dopotutto il design ci insegna proprio questo: un design intelligente non dovrebbe essere fine a se stesso ma riuscire a sintetizzare progresso tecnico e problem solving in oggetti caratteristici ed in grado di innovare e fare la differenza sul mercato.

Per creare prodotti innovativi il primo consiglio è quello di puntare ad un settore non innovativo, magari dominato da multinazionali, che lascia, alcuni bisogni nei consumatori, non ancora soddisfatti. Bisogna inoltre studiare non solo il mercato ma anche l’evoluzione delle persone: tutto è diventato più mobile e veloce e anche da questo nascono nuovi bisogni. In mezzo a tanti prodotti di massa inoltre vince chi sa unire le qualità del singolo prodotto (funzionalità, design) alla personalizzazione offrendo più soluzioni ed adattandole ai singoli utenti. Sembra un discorso banale ma forse così banale non è. Il mestiere dell’imprenditore non è sicuramente alla portata di tutti e dare vita alla propria idea di business non è affatto un’impresa semplice ma, i veri leader si riconoscono dall’abilità di affrontare le complessità con intelligenza traendo da ogni sfida una straordinaria opportunità. Ne è la prova, per esempio, “Banale” (un nome che è tutto un programma) la start-up milanese che sta ottenendo degli ottimi risultati proprio grazie all’innovazione di un oggetto quotidiano semplice ed indispensabile: “Toothbrush” è, infatti, uno spazzolino da viaggio con dentifricio incorporato ricaricabile e lavabile in lavastoviglie, oggetto quotidiano ma di design, con un prezzo tra i 15 e 25 euro che solo nei primi sei mesi ha venduto oltre 10 mila pezzi e che ora è distribuito ormai in circa 200 negozi in Italia, 5 in Europa e 3 in Asia. “Trovare prodotti banali a cui dare una nuova vita Banale” è stata l’idea vincente dei due fondatori della giovane start-up: Stefano Bossi e Tommaso Puccioni, entrambi senza particolari competenze iniziali nel campo del design ma, con la passione comune per l’innovazione. Tutto si basa quindi sul trasformare comunissimi oggetti donandogli una veste hi-tech e nuove funzionalità, riportando così il design nella vita quotidiana, la stessa vita che si svolge perlopiù fuori casa ed in continuo movimento. Anche gli oggetti più poveri, magari dimenticati e relegati alla semplice funzione di uso quotidiano, hanno un grande potenziale, sta a noi scoprire quale.

Anna Lapini








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Anna Lapini Foto di Anna Lapini Consulente di Space Clearing, Arte del Ricevere, Interior Designer info@annalapini.it

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