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QUANDO IL DESIGN ESCE DAI MUSEI E SI MANIFESTA NELLE CITTA' ATTRAVERSO LA STREET ART.....

“Complesso di pratiche ed esperienze di espressione e comunicazione artistico-visuali che intervengono nella dimensione stradale e pubblica dello spazio urbano, originariamente provviste di una fisionomia alternativa, spontanea, effimera e giuridicamente illegale salvo poi essere, in una fase posteriore, parzialmente sanzionate e fatte proprie dalla cultura popolare di massa, dal mercato e dalle istituzioni…” Questa è la definizione che dà l’Enciclopedia Treccani sul fenomeno, effervescente ed in continuo movimento, della Street Art. Identificata anche come arte urbana, ed affiancata anche al graffiti-writing, questa “arte” che si mette in mostra sempre di più e con sempre più grandiosità tra le strade delle nostra città sta aiutando anche a cambiare il panorama delle nostre città, non meno a rivitalizzare certi quartieri per troppo tempo dimenticati grazie ad una “riverniciata di colore” capace di attirare curiosi e ridare vivacità a quelle zone. 
L'origine di questa denominazione deriva dai mass media, che hanno portato all'attenzione di un vasto pubblico quella che in precedenza veniva considerata esclusivamente come espressione dell'inquietudine giovanile, piuttosto che una vera e propria forma d’arte. In effetti, ancora oggi, il confine tra quello che viene considerato come vandalismo e arte rimane molto sottile, tanto che è abbastanza comune ascoltare dibattiti pubblici a riguardo di queste tematiche. “La Street Art“ si evolve dalla pop art e dalla graffiti art, ma sviluppa tematiche più profonde. Molti writers, raggiunta una maturità artistica, sono passati alla “street art”. La nascita di questo movimento non può essere ricondotta ad una data precisa, in quanto come movimento globale, non si può sapere con esattezza dove o con chi sia iniziato. L’impatto della Street Art e della cultura metropolitana sull’immaginario pubblico è ormai evidente. Sempre più spesso, infatti, la street art influenza i prodotti e le campagne pubblicitarie, portando questa “cultura della strada” nel mainstream. Tutto è arte, dalla musica ai quadri, dallo scrivere al comunicare. Ciò che differenzia un artista di strada, da ciò che è comunemente definito “artista”, è ciò che usa come base: non una tela ma i muri delle nostre città. Ad allontanare l’etichetta di “vandalismo” ed avvicinare quella di “arte” ci hanno pensato artisti di fama internazionale come Banksy, Haring, Os Gemeos.
Sul fenomeno sono oggi anche puntati gli occhi di musei e critici d’arte come a voler rifar propri certi pezzi artistici che nascono nelle strade e vengono poi ripresi tra musei, workshop e persino hotel privati. Nel 2007 “Street Art, Sweet Art. Dalla cultura hip hop alla generazione pop up” è stata la prima mostra in Italia a consacrare ufficialmente, all’interno di un’istituzione museale pubblica, il fenomeno degli artisti di strada (specialmente in quel caso di writers e street artist della scena milanese e bolognese), diventando punto d’arrivo o di partenza per molti di loro. Dieci anni dopo il linguaggio della Street Art è entrato prepotentemente nella scena artistica “ufficiale”. Da movimento culturale e artistico dal basso, dalla forte carica dissacrante, l’esperienza estetica del Muralismo è diventata così uno strumento di coesione sociale, di partecipazione e di riqualificazione urbana sempre più di frequente utilizzata dalle amministrazioni pubbliche e dagli enti privati per esprimere messaggi encomiastici o celebrativi.
A Milano sta nascendo una nuova generazione di hotel in cui tra art concept innovativo e design esclusivo si respira una particolare atmosfera da “club” e così ogni piano dell’hotel si presenta come una vera e propria galleria dedicata alla street art più d’avanguardia grazie alle realizzazioni di 13 tra i più famosi writer italiani della scena artistica locale. In questo caso la Street Art urbana si fonde così con la struttura alberghiera creando un continuum tra l’hotel, la vita urbana e le strade cittadine circostanti, i graffiti enfatizzano, infatti, il leitmotiv urbano riuscendo a portare all’interno di ciascun hotel un pizzico dello street style che rende unica ogni città. Quella forma d’arte nata un tempo come espressione dell’inquietudine giovanile viene ripresa oggi sempre di più anche direttamente dalle amministrazioni comunali per rinnovare graficamente e visivamente le città. Bandi pubblici vengono così lanciati tra i creativi di talento della street art e del design per, come nel caso ultimo di Soliera in provincia di Modena, riqualificare e dare un’identità alle fermate dell’autobus che si trovano per le strade attraverso la realizzazione di opere d’arte urbane che utilizzino come supporto le future “pensiline d’artista”. Sempre a Modena un evento simile, che coinvolgerà cinque street artist internazionali con le opere, porterà a scoprire quello che la città nasconde sotto le sue strade: gli artisti infatti sfonderanno “illusoriamente” la pavimentazione della città attraverso la tecnica artistica dell’anamorfismo (che inganna chi guarda da una determinata posizione creando sprofondamenti illusionistici nel terreno) per svelare al pubblico i siti più significativi dell’antica città romana di Mutina celata per secoli nel sottosuolo da una coltre d’argilla. 
Quello della Street Art è un movimento in continuo cambiamento che può, utilizzando il titolo della mappa prospettica della città di Roma sul fenomeno, farci visitare una città in maniera insolita, guardandola da un nuovo punto di vista: “Cambia prospettiva. La strada è il tuo nuovo museo”.

 








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Anna Lapini Foto di Anna Lapini Consulente di Space Clearing, Arte del Ricevere, Interior Designer info@annalapini.it

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