annalapini.it Rss http://www.annalapini.it/ Anna Lapini - attenzione alla creatività, alle tendenze, all’arte e al cromatismo. it-it Sat, 10 Jun 2017 14:42:35 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 info@annalapini.it (Anna Lapini) info@annalapini.it (Anna Lapini) Mediacontent http://www.annalapini.it/vida/foto/logo.png annalapini.it Rss http://www.annalapini.it/ COZY HOME: COME RENDERE LA PROPRIA CASA UN LUOGO PIU’ ACCOGLIENTE ED INTIMO http://www.annalapini.it/mc/513/1/cozy-home-come-rendere-la-propria-casa-un-luogo-piu-accogliente-ed-intimo

In inglese il termine che racchiude insieme il concetto di comodità, confortevolezza, accoglienza ed intimità viene tradotto con il termine “cozy”. Rendere la propria casa cozy vuole dire oggi mettere il benessere al centro della scena, modulare il proprio appartamento, quindi, a seconda delle persone che lo abitano riuscendo a donare ad ogni stanza una propria anima, che rispecchi quella dei suoi abitanti. Il gusto personale di ogni persona dovrebbe, nella propria casa, riuscire ad emergere grazie anche ad ambienti dal design flessibile, dotati di spazi ampi e materiali adeguati ad ogni eventuale utilizzo, anche perché il trend più moderno ci porta a spazi, che , superati i confini tradizionali delle camere create con un unico scopo, in maniera trasversale si possono adeguare a molteplici utilizzi. La sfida di designer e progettisti è proprio quella di riuscire a soddisfare le esigenze dell’abitare. Gli stili di vita, però, sono in continua trasformazione e la casa è il luogo che rispecchia maggiormente questi cambiamenti. La casa è mutata, rimane comunque il luogo più intimo ma, allo stesso tempo, anche il più sociale in cui viviamo le nostre vite. Come affermò l’architetto Richard Rogers: “Non si può pensare a un’architettura senza pensare alla gente”. Trovare il giusto equilibrio tra comfort e design è sicuramente un’arte. Gli scandinavi, che per quanto riguarda il living casalingo ne sanno abbastanza, consigliano di adottare l’arte di “Hygge”, non esiste una traduzione precisa italiana per questa parola danese, ma il significato si avvicina a quella sensazione che si prova quando si crea uno spazio caldo ed ambientale che mette in evidenza le cose buone della vita. Lo stile di progettazione scandinavo si basa, inoltre, sulla rimozione delle cose in eccesso e sulla scelta di mantenere solo le cose funzionali, ma semplici. Nella progettazione di una stanza, sia che la si stia progettando secondo lo stile scandinavo  sia in qualunque altro stile di altre parti del mondo, rimane comunque sempre lo stesso ingrediente principale ossia l’equilibrio delle parti. Aggiungere sempre un pezzo alla volta alla casa, facendo attenzione a non stravolgere eccessivamente lo spazio con troppi oggetti, chiedendosi ancora prima di immettere nuovi elementi in casa il perché di quella nostra scelta: l’armonia tra gli elementi è l’obiettivo da perseguire per l’arredamento di ogni stanza dove andremo a vivere. Nella fase primaria di pianificazione pensate, quindi, a tutto ciò che vi servirà per rendere la vostra abitazione perfettamente funzionante per voi e per il vostro stile di vita. Di cosa avete bisogno? cosa è fondamentale e cosa invece è un extra rinunciabile? La creazione di un ambiente che mostri un aspetto vivo e vissuto è fondamentale per far sentire caldo ed accogliente quello che, per scelte di design minimaliste, potrebbe risultare invece piatto o addirittura clinico. Portare un po’ di natura dentro casa, grazie all’utilizzo di piante e fiori, ma anche ciottoli e conchiglie per una casa sulla costa, o ghiande per una casa tra le montagne, è un buon modo per sentir la casa più viva. Usare materiali naturali, come il legno per i mobili o tessuti animali per cuscini e divani, aggiungono sicuramente interesse e calore all’aspetto finale dell’abitazione. Sulla scelta dei colori, sempre seguendo i consigli dei designer scandinavi, è meglio puntare su colori neutri come i bianchi e tutte le sfumature che esistono lungo lo spettro dei grigi, il trend degli ultimi anni vuole l’alternanza tra queste pareti con particolari invece a tinta unita molto più forti come blu scuro, verde e perfino nero. La disposizione di finestre e lampade è poi fondamentale per dare la giusta luminosità all’ambiente, a differenza dei paesi del Nord Europa dove la luce solare è una merce rara, noi italiani possiamo ritenerci molto più fortunati, ma non per questo dobbiamo comunque dimenticare questo importante aspetto: una lampada o una candela accesa sul davanzale delle nostre case può garantire una sensazione calda ed invitante sia dentro sia fuori. Anche l’utilizzo di candele profumate può aiutare a rendere la nostra casa ancora più accogliente, ci sono certi profumi che riescono a rilassare la mente attraverso le narici e anche gli occhi attraverso la particolare danza che la fiamma esegue una volta accesa. Specie quando torniamo a casa dopo una lunga giornata lavorativa la scelta di una fragranza che non sia fastidiosa, ma al contrario ben bilanciata, può regalare grandi soddisfazioni, lasciando inoltre un piacevole odore per ore e ore nella nostra abitazione. Alcune fragranze sono più adatte per determinati periodi dell’anno, mentre scrivo queste righe oggi la giornata ci ha regalato una discreta pioggia nonostante si sia già in primavera, e quindi la mia candela alla cannella e chiodi di garofano mi sembra perfetta per il momento, perfetta per scaldare l’atmosfera senza appesantirla eccessivamente grazie ai diversi oli essenziali presenti che, presentando diverse sfaccettature, si prestano sia in cucina per coprire eventuali odori di cibo rimasto, sia in salotto per creare un clima caldo e gioviale. E con questi piacevoli profumi è un piacere rilassarsi sul proprio divano potendo finalmente socchiudere gli occhi dopo una giornata di lavoro…

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Sat, 10 Jun 2017 14:42:35 +0000 http://www.annalapini.it/mc/513/1/cozy-home-come-rendere-la-propria-casa-un-luogo-piu-accogliente-ed-intimo Anna Lapini
SMART HOME, LA CASA INTELLIGENTE E’ UN BUSINESS IN CONTINUA CRESCITA, TRASFORMIAMOLA GIA’ DA ORA!!! http://www.annalapini.it/mc/512/1/smart-home-la-casa-intelligente-e-un-business-in-continua-crescita-trasformiamola-gia-da-ora

Un potenziale enorme quello delle soluzioni dell’Internet of Things (IoT) per rendere la nostra casa sempre più connessa ed intelligente: con una crescita sul mercato del 23% nell’ultimo anno, questo mercato vale attualmente 185 milioni di euro, ma ricerche di mercato ci dicono già che la “domotica” è così in espansione da poter toccare entro il 2021 cifre record per 72,2 miliardi di dollari! La domotica, per chi non conoscesse ancora questa parola, è l’applicazione della tecnologia informatica ed elettronica all’abitazione e questo si traduce in una casa connessa ad internet, in grado di cercare informazioni, dialogare con l’uomo e coordinare i vari dispositivi che operano sotto lo stesso tetto attraverso comandi vocali tra le mura di casa o inviati dal proprio smartphone mentre stiamo in giro magari per farci trovare la casa già calda al nostro ritorno o per chiudere le serrande di casa a distanza. La domotica, infatti, coinvolge tutti quei dispositivi che consentono di modificare l'ambiente domestico in base al suo utilizzo, in modo da coniugare il risparmio (economico ed energetico) con la funzionalità per garantire alla fine dei giochi il maggior comfort e la maggiore efficienza possibile. Gli usi sono tantissimi: dalla sorveglianza a distanza attraverso webcam ad infrarossi che si attivano appena notano il movimento ed inviano foto o permettono uno streaming online direttamente sui nostri cellulari, a luci che si accendono solo quando necessario, per passare per sensori che registrano e mantengono stabili umidità e temperatura per assicurarci la casa più accogliente che potremmo desiderare. Le funzionalità sono tantissime e chissà quante altre ce ne saranno con gli anni a venire perché, con l’evoluzione di tale tecnologia, e con il miglioramento delle intelligenze artificiali di questi dispositivi, la nostra casa con il tempo imparerà a conoscerci sempre meglio così da poter conoscere le nostre abitudini e regolarsi di seguito anche senza i nostri interventi diretti. E se, inizialmente, il muro più grande per noi consumatori era il prezzo spropositato di tali prodotti, adesso le cose stanno cambiando ed i prezzi sono in netto calo così da poter, già da ora, farci sognare ed iniziare ad assaporare quella che sarà la smart home del futuro, a partire da piccoli cambiamenti che possiamo già predisporre da oggi. La domotica include prodotti molto diversi: per esempio Amazon Echo e Google Home consentono, grazie a connessioni WiFi e Bluetooth, di dialogare con l'ambiente e pescare informazioni dal web in tempo reale. Ogni casa può diventare intelligente: basta innanzitutto una connessione Wifi potente che sia in grado di raggiungere qualsiasi dispositivo. A partire dalla porta di casa, nel mercato delle Smart Home ci sono già diverse opzioni che permettono di aprire la porta con un dito o con il vostro smartphone attraverso l’applicazione corrispondente. Controllare il riscaldamento ed il condizionamento di casa mentre siamo in giro per avere la temperatura ideale una volta arrivati nella nostra dimora è importante, non solo per risparmiare energia e denaro, ma anche per regalarci un’accoglienza migliore una volta che superiamo la porta di casa.

Una delle prime cose che amo fare quando arrivo a casa è accendere la radio, ma, con il centro multimediale connesso, gli altoparlanti intelligenti ci potrebbero già accogliere con la nostra compilation preferita, o magari adatta anche alla giornata a seconda del tempo atmosferico o degli eventi predefiniti, con sistemi multiroom in grado di far ascoltare la musica da diverse piattaforme ed in ogni diversa stanza di casa. Altro aspetto fondamentale, quando si rientra a casa, è quello dell’atmosfera che uno si aspetta o desidera, le lampadine, tutte connesse, a basso consumo e modificabili nei colori, sono adatte a creare le tonalità più adatte al momento, dal relax di colori caldi a colori più accesi per gusti diversi. Il tutto gestito, ovviamente, tramite smartphone capaci di interagire con le varie soluzioni di lampadine intelligenti (e ce ne sono già diverse e di molteplici marche facilmente acquistabili su internet o nei supermercati). Una volta entrati in cucina troveremo il nostro super intelligente frigorifero, dotato di touch screen e telecamere utili per la scansione del cibo che è presente all’interno , capace di controllare in automatico sia la data di scadenza sia la quantità di prodotti rimasta così da avvertirci se stiamo, per esempio, finendo le birre magari proprio nel momento in cui ci troviamo a fare la spesa in qualche grande supermercato. Una volta che avremo preso qualche cibo da sgranocchiare e magari qualche bibita potremo anche rilassarci davanti al nostro TV smart, (uno dei prodotti più diffusi al momento per quanto riguarda una smart home) con qualche film o serie tv vista facilmente in streaming on-demand a nostro piacimento, oppure qualche novità che la nostra TV saprà consigliarci sapendo quali sono i programmi che preferiamo vedere. Non dovremo neanche preoccuparci delle pulizie quotidiane di casa perché già qualcuno lo farà per noi, e no, non parlo della domestica, ma del nostro ultimo dispositivo automatizzato per la pulizia intelligente: un aspirapolvere robot, probabilmente di forma circolare, in grado di girare per casa in maniera autonoma ed in grado di riconoscere gli angoli dei mobili e dei muri. Tutte le varie idee espresse qui già da ora non sono più fantasia, ma i prodotti che ci permettono di eseguire tutte queste operazioni esistono tutti e si possono già comprare nei maggiori negozi di elettronica online o nei grandi centri commerciali. Sarebbe questo un metodo, già da ora, per proiettarci verso quella che sarà in futuro la smart home dei nostri sogni.

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Sat, 10 Jun 2017 14:39:23 +0000 http://www.annalapini.it/mc/512/1/smart-home-la-casa-intelligente-e-un-business-in-continua-crescita-trasformiamola-gia-da-ora Anna Lapini
MENO PRINCIPESSE E PIU’ BAMBINE CORAGGIOSE, A PARTIRE DALLA PROPRIA CAMERETTA..... http://www.annalapini.it/mc/511/1/meno-principesse-e-piu-bambine-coraggiose-a-partire-dalla-propria-cameretta

Non tutte le bambine sono destinate a diventare principesse e la vita di molte di noi, una volta cresciute, alla fine si rivela molto differente da come ci era stata prospettata e raccontata. Bisognerebbe fin da piccole sognare e sognare in grande, ma senza dimenticare mai che la vita perfetta, magari con il principe azzurro e con il “vissero felici e contenti”, è più difficile di quanto si immagini. Insomma non tutte sono destinate a diventare principesse, chissà magari qualcuna potrebbe anche riuscirci, ma tutte siamo destinate a grandi cose, l’importante è crederci e metterci in gioco, fin da piccole: puntare in alto e lottare con più energia possibile per seguire i nostri sogni. Leggendo uno dei casi editoriali dell’anno mi è venuto in mente quanto effettivamente più che principesse le ragazze di oggi, e le donne di domani, dovrebbero imparare ad essere delle “bambine ribelli”. Il titolo del libro che mi ha ispirato, e a cui mi riferisco, è proprio “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, che racconta cento storie di vite di donne straordinarie (come artiste, scrittrici, musiciste, giudici, chef o tenniste) che dovrebbero essere prese d’esempio per il coraggio e la determinazione che hanno saputo mettere per centrare il loro obiettivo di vita e realizzare il sogno che portavano dentro fin da bambine. Non sono donne perfette quelle raccontate, ma reali, con tutti i loro difetti, perché in fondo la perfezione non esiste ed è bene capirlo già da piccoli, eliminando i tanti stereotipi di genere che invece la maggior parte dei libri per bambini da sempre ci regalano. E quando magari, crescendo, le bambine cominciano a perdere fiducia in loro stesse, perché si vedono cambiare e magari non essere pronte alle sfide che la vita sta mettendo loro davanti, una narrazione diversa dalla solita visione femminista è fondamentale. Se un grande genio della tecnologia come Steve Jobs consigliava agli studenti laureati di essere sempre “affamati” di conoscenza e “folli” per tentare a seguire i propri sogni, qui il consiglio è “siate ribelli, non per forza sante, e pronte a seguire i vostri sogni” con tutte le difficoltà e le complessità che questo porta. Meno principesse, quindi, e più bambine coraggiose: la rottura degli stereotipi di genere è possibile, infatti, anche a partire dall’arredamento e dalle attività dentro casa. Come il ruolo dell’educazione è quello di aiutare il bambino a rendersi autonomo e a fare da solo, così qualche piccolo accorgimento nell’organizzazione della nuova cameretta può facilitare l’espressione di una personalità libera e non costretta dai pregiudizi e dalla consuetudini che magari la dipingevano più come una principessa che come una bambina coraggiosa: sognatrice ed intraprendente e non per forza soggetta all’imperativo della perfezione a tutti i costi, ma in grado, invece, di mettersi in gioco, seguendo i propri sogni senza aver paura di sbagliare per perseguire i propri desideri. Per le bambine, la propria cameretta diventa così il luogo dove potranno dare sfogo a tutta la loro creatività, dove si sentiranno libere di inventare i giochi più strani; il luogo prediletto per sognare e, in quanto tale, dovrà presentare un tipo di arredamento che si sposi perfettamente con il loro entusiasmo e voglia di divertirsi. Sarà la loro dimensione, il loro mondo, la loro stanza dei giochi, il posto tranquillo dove studieranno e faranno i compiti e il luogo dove, a fine giornata, si addormenteranno. L’organizzazione della cameretta, non influenzata da pregiudizi e consuetudini necessariamente “in rosa”  potrebbe, e, a detta di molti, dovrebbe, partire con l’offrire alle bambine tanti libri sempre a disposizione poiché i libri, fin da piccole, possono nutrire l’immaginario delle future donne portandole fuori dalle rotte consolidate dei grandi stereotipi. Prima dell’arrivo della scuola, e del minore tempo a disposizione , infatti, di solito le ragazze sono delle grandi lettrici ed avere sempre qualche buon volume a portata di mano, meglio ancora se grazie a delle librerie frontali che rendono le copertine visibili e i libri accessibili ad altezza di bambino, può essere utile. I titoli dei libri, ovviamente, sono tutti a discrezione dei genitori, augurandomi che sappiano decidere con attenzione che tipo di educazione vogliono dare ai loro figli. Dopo la lettura un altro aspetto fondamentale è quello ludico, è fondamentale , infatti, promuovere l’uso dei buoni giochi di una volta, come costruzioni o puzzle, in grado di attivare la creatività dei nostri pargoletti. Non sempre le case moderne hanno la fortuna di avere un giardino (si potrà comunque sempre utilizzare qualche parco pubblico nelle vicinanze), ma in ogni caso è fondamentale non limitare il movimento dentro casa, anzi bisogna incoraggiarlo in maniera tale da mettere le bambine in condizione di sperimentare il movimento e divertirsi, da sole o in compagnia, magari su un materasso in gommapiuma per dilettarsi in salti, capriole o lanci. La libertà fisica deve seguire di pari passo quella creativa, posizionare un tavolino alla loro altezza pieno di colori, pennarelli, colla e carta da ritagliare può diventare l’epicentro della messa in atto della loro espressione artistica, ed in questo la sperimentazione libera è fondamentale, quindi siate pronti a veder i vostri figli impiastricciati e non fatevi problemi per questo. Anche la scelta dei colori per la nuova cameretta ,infine, dovrebbe discostarsi dal solito e classico e monotono celeste e rosa: la scelta, quando saranno pronti ad esplicitare i propri desideri, lasciatela proprio ai vostri figli. Sapranno loro trovare il giusto abbinamento seguendo i gusti che svilupperanno nella loro crescita.

Ci tengo a ripeterlo l’importante è: Sognare sempre e sognare in grande.

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Sat, 10 Jun 2017 14:29:56 +0000 http://www.annalapini.it/mc/511/1/meno-principesse-e-piu-bambine-coraggiose-a-partire-dalla-propria-cameretta Anna Lapini
QUANDO IL DESIGN ESCE DAI MUSEI E SI MANIFESTA NELLE CITTA’ ATTRAVERSO LA STREET ART..... http://www.annalapini.it/mc/510/1/quando-il-design-esce-dai-musei-e-si-manifesta-nelle-citta-attraverso-la-street-art

“Complesso di pratiche ed esperienze di espressione e comunicazione artistico-visuali che intervengono nella dimensione stradale e pubblica dello spazio urbano, originariamente provviste di una fisionomia alternativa, spontanea, effimera e giuridicamente illegale salvo poi essere, in una fase posteriore, parzialmente sanzionate e fatte proprie dalla cultura popolare di massa, dal mercato e dalle istituzioni…” Questa è la definizione che dà l’Enciclopedia Treccani sul fenomeno, effervescente ed in continuo movimento, della Street Art. Identificata anche come arte urbana, ed affiancata anche al graffiti-writing, questa “arte” che si mette in mostra sempre di più e con sempre più grandiosità tra le strade delle nostra città sta aiutando anche a cambiare il panorama delle nostre città, non meno a rivitalizzare certi quartieri per troppo tempo dimenticati grazie ad una “riverniciata di colore” capace di attirare curiosi e ridare vivacità a quelle zone. 
L'origine di questa denominazione deriva dai mass media, che hanno portato all'attenzione di un vasto pubblico quella che in precedenza veniva considerata esclusivamente come espressione dell'inquietudine giovanile, piuttosto che una vera e propria forma d’arte. In effetti, ancora oggi, il confine tra quello che viene considerato come vandalismo e arte rimane molto sottile, tanto che è abbastanza comune ascoltare dibattiti pubblici a riguardo di queste tematiche. “La Street Art“ si evolve dalla pop art e dalla graffiti art, ma sviluppa tematiche più profonde. Molti writers, raggiunta una maturità artistica, sono passati alla “street art”. La nascita di questo movimento non può essere ricondotta ad una data precisa, in quanto come movimento globale, non si può sapere con esattezza dove o con chi sia iniziato. L’impatto della Street Art e della cultura metropolitana sull’immaginario pubblico è ormai evidente. Sempre più spesso, infatti, la street art influenza i prodotti e le campagne pubblicitarie, portando questa “cultura della strada” nel mainstream. Tutto è arte, dalla musica ai quadri, dallo scrivere al comunicare. Ciò che differenzia un artista di strada, da ciò che è comunemente definito “artista”, è ciò che usa come base: non una tela ma i muri delle nostre città. Ad allontanare l’etichetta di “vandalismo” ed avvicinare quella di “arte” ci hanno pensato artisti di fama internazionale come Banksy, Haring, Os Gemeos.
Sul fenomeno sono oggi anche puntati gli occhi di musei e critici d’arte come a voler rifar propri certi pezzi artistici che nascono nelle strade e vengono poi ripresi tra musei, workshop e persino hotel privati. Nel 2007 “Street Art, Sweet Art. Dalla cultura hip hop alla generazione pop up” è stata la prima mostra in Italia a consacrare ufficialmente, all’interno di un’istituzione museale pubblica, il fenomeno degli artisti di strada (specialmente in quel caso di writers e street artist della scena milanese e bolognese), diventando punto d’arrivo o di partenza per molti di loro. Dieci anni dopo il linguaggio della Street Art è entrato prepotentemente nella scena artistica “ufficiale”. Da movimento culturale e artistico dal basso, dalla forte carica dissacrante, l’esperienza estetica del Muralismo è diventata così uno strumento di coesione sociale, di partecipazione e di riqualificazione urbana sempre più di frequente utilizzata dalle amministrazioni pubbliche e dagli enti privati per esprimere messaggi encomiastici o celebrativi.
A Milano sta nascendo una nuova generazione di hotel in cui tra art concept innovativo e design esclusivo si respira una particolare atmosfera da “club” e così ogni piano dell’hotel si presenta come una vera e propria galleria dedicata alla street art più d’avanguardia grazie alle realizzazioni di 13 tra i più famosi writer italiani della scena artistica locale. In questo caso la Street Art urbana si fonde così con la struttura alberghiera creando un continuum tra l’hotel, la vita urbana e le strade cittadine circostanti, i graffiti enfatizzano, infatti, il leitmotiv urbano riuscendo a portare all’interno di ciascun hotel un pizzico dello street style che rende unica ogni città. Quella forma d’arte nata un tempo come espressione dell’inquietudine giovanile viene ripresa oggi sempre di più anche direttamente dalle amministrazioni comunali per rinnovare graficamente e visivamente le città. Bandi pubblici vengono così lanciati tra i creativi di talento della street art e del design per, come nel caso ultimo di Soliera in provincia di Modena, riqualificare e dare un’identità alle fermate dell’autobus che si trovano per le strade attraverso la realizzazione di opere d’arte urbane che utilizzino come supporto le future “pensiline d’artista”. Sempre a Modena un evento simile, che coinvolgerà cinque street artist internazionali con le opere, porterà a scoprire quello che la città nasconde sotto le sue strade: gli artisti infatti sfonderanno “illusoriamente” la pavimentazione della città attraverso la tecnica artistica dell’anamorfismo (che inganna chi guarda da una determinata posizione creando sprofondamenti illusionistici nel terreno) per svelare al pubblico i siti più significativi dell’antica città romana di Mutina celata per secoli nel sottosuolo da una coltre d’argilla. 
Quello della Street Art è un movimento in continuo cambiamento che può, utilizzando il titolo della mappa prospettica della città di Roma sul fenomeno, farci visitare una città in maniera insolita, guardandola da un nuovo punto di vista: “Cambia prospettiva. La strada è il tuo nuovo museo”.

 

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Sat, 10 Jun 2017 14:20:17 +0000 http://www.annalapini.it/mc/510/1/quando-il-design-esce-dai-musei-e-si-manifesta-nelle-citta-attraverso-la-street-art Anna Lapini
UNA PERFETTA CASA PER SINGLE..... http://www.annalapini.it/mc/509/1/una-perfetta-casa-per-single

I single sono in continuo aumento ed è importante comprendere come la casa possa bene interpretare le loro esigenze.

Il desiderio principale è quello di vivere in una casa molto confortevole, che possa rappresentare un “nido protettivo”, e che contemporaneamente sia comoda per ospitare gli amici. La casa di un single presenta minime dimensioni ed è fondamentale garantire la funzionalità di tutti gli ambienti come: il soggiorno, la cucina, la camera da letto ed il bagno. Se ben attrezzato e studiato con soluzioni adeguate, anche un monolocale può rispondere perfettamente alle esigenze abitative di un single.

Oggi vive da solo un italiano su tre. Nella maggior parte dei casi, la soluzione abitativa ricade sul monolocale, che è ovviamente più facile da gestire, da pulire, ed è anche la più economica. Il segreto delle case dei “single” sta nello sfruttare e fare coesistere al meglio gli ambienti, dando vita ad un’abitazione dove regni armonia e gusto a livello di spazi e di look.

Un single ha generalmente una vita molto attiva ed una casa piena di amici, e questo rende necessario progettare l’area giorno attrezzandola con un divano comodo e trasformabile in letto, posizionato davanti ad una tv su parete e cuscini da pavimento o pouf contenitore. La zona cucina dovrà essere pratica e funzionale, attrezzata con gli accessori e gli elettrodomestici fondamentali come: forno a microonde, mini lavastoviglie e frigo sottopiano. Questo spazio potrà comunque coesistere con la zona living in modo da risparmiare spazio e di facilitare i movimenti del padrone di casa durante le cene con gli amici.

Una libreria senza fondo può costituire un buon elemento di divisione degli spazi, evitando così di chiudere gli spazi con murature opprimenti, così come la costruzione di un soppalco per la zona letto se l’altezza del locale lo permette.

La vita da single ha i suoi vantaggi, anche dentro le mura di casa. La gestione della vita quotidiana dipende solo da te, puoi avere più spazio per i tuoi progetti e prendere le decisioni più importanti in totale libertà.

Puoi decidere il tuo stile preferito senza dover rendere conto a nessuno e decorare ogni stanza secondo i tuoi gusti.

Vuoi dare una rinfrescata agli arredi già presenti? Inizia con una bella sessione di “decluttering” o “arte del riordino” selezionando ciò che ti serve realmente per fare spazio al futuro e ai nuovi ricordi!

Nonostante si abiti da soli è fondamentale mantenere ordine e pulizia, sia per una forma di rispetto verso se stessi, sia per accogliere in tranquillità gli ospiti, anche quelli “last minute”!

Abitare da soli infatti non significa solitudine!

Puoi organizzare la tua casa per accogliere gli ospiti quando vuoi e renderla pronta per accogliere amici e parenti.

Non dimenticare di mettere a disposizione un tavolino da caffè, delle belle copertine per le serate più fredde ed un carrello bar per offrire un drink e qualche snack a chi ti verrà a trovare.

In soggiorno, nella camera per gli ospiti o nello studio un divano-letto potrà ospitare chi si ferma fino a tardi.

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Mon, 6 Mar 2017 17:27:08 +0000 http://www.annalapini.it/mc/509/1/una-perfetta-casa-per-single Anna Lapini
GLI ESPERTI DI MARKETING OLFATTIVO. COME VENDERE DI PIU’ GRAZIE AD AROMI E PROFUMI.... http://www.annalapini.it/mc/508/1/gli-esperti-di-marketing-olfattivo-come-vendere-di-piu-grazie-ad-aromi-e-profumi

Si chiama “marketing sensoriale”, o meglio “marketing olfattivo”. Lo scopo è quello di vendere attraverso l’olfatto, il più diretto ed ancestrale dei nostri cinque sensi, poiché in strettissima relazione con l’ippocampo, sede di emozioni e memoria.

La percezione degli odori influenza i nostri comportamenti, determina l’umore ed incide sulle decisioni che prendiamo. Numerosi studi scientifici documentano gli effetti delle diverse fragranze: il limone stimolante, la menta piperita energica ed elettrizzante, il profumo di bosco in grado di trasmettere ottimismo, il profumo di rose rilassante ed in grado di farci sognare cose belle e positive!

Le conseguenze del legame fra odori ed il nsotro pensiero è sconcertante. Leggevo che una ricerca condotta nei Paesi Bassi ha scoperto che l’aroma di limone avrebbe il potere di indurre le persone a svolgere le pulizie. I ricercatori hanno capito quindi che l’odore stimola le zone del cervello collegate alle emozioni, determinando una maggiore attenzione visiva, rendendo le decisioni più emotive e meno razionali.

Il potere psicoattivo di un profumo può influenzare le persone, inducendole a prolungare la permanenza in un luogo e nel caso di un negozio favorire la propensione all’acquisto.

Negli Usa sembra che il profumo del pane caldo e del cioccolato abbiano fatto aumentare le vendite nei supermercati.

Anche rispetto alla vendita di una casa, l’agenzia immobiliare ha più speranza se inonda l’ambiente di profumo di caffè o di torta di mele.

La tecnica subliminale di diffondere nell’aria odori gradevoli è quindi un utilissimo strumento di marketing.

Personalmente consiglio di dare sempre un’identità forte ad un punto vendita. Negli alberghi o nei centri benessere creare un’atmosfera rilassante e di beatitudine, producendo un ricordo emozionale positivo che indurrà sicuramente il cliente a tornare.

In uno studio medico trasmettiamo serenità e fiducia con un aroma calmante.

In situazioni pubbliche particolari (mostre, fiere, esibizioni) lo scopo dell’aroma sarò quello di trasmettere energia, vitalità al fine di risvegliare l’interesse dei visitatori.

Insomma, per ogni luogo un profumo! Con l’obiettivo sempre di stimolare all’acquisto giusto!

 

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Mon, 6 Mar 2017 17:16:50 +0000 http://www.annalapini.it/mc/508/1/gli-esperti-di-marketing-olfattivo-come-vendere-di-piu-grazie-ad-aromi-e-profumi Anna Lapini
COME ADDOBBARE LA NOSTRA CASA PER IL NATALE...... http://www.annalapini.it/mc/507/1/come-addobbare-la-nostra-casa-per-il-natale

Durante il periodo di Natale, la tradizione vuole che la casa venga addobbata e arricchita con quelli che sono considerati dei classici natalizi: l'albero e/o il presepe. Tuttavia, questi due elementi da soli non bastano a creare l'atmosfera calda e festosa che si dovrebbe sentire in ogni casa, anche prima di entrarvi. L'atmosfera natalizia deve essere allegra, serena ed elegante allo stesso tempo: per questo motivo è importante scegliere con cura colori da abbinare e accessori da accostare, creando dei temi, che possono essere cromatici o di altra natura. Gli addobbi devono sempre essere realizzati con cura e attenzione e mai posizionati a caso: il rischio, infatti, è quello di creare un senso di confusione e non di armonia natalizia. Come muoversi quindi, per addobbare la propria casa per il Natale in modo da ottenere un effetto elegante e non pacchiano? Per prima cosa è importante definire la posizione dell'elemento chiave, ossia l'albero. L'albero di Natale può avere dimensioni differenti e proprio a seconda dell'altezza e dello spazio che occupa va scelto il suo posto. Le posizioni migliori per l'albero di Natale in casa sono in un angolo o, nel caso si disponga di un salone molto ampio, è possibile scegliere una posizione centrale. In entrambi i casi, tuttavia, è necessario poi utilizzare decorazioni e illuminazioni giuste. Le moderne tendenze vogliono l'albero di Natale rigorosamente ecologico, sia per garantire una maggiore tutela agli abeti, sia per un problema di design. L'albero ecologico, infatti, presenta una forma molto regolare e, pertanto, si presta meglio ad essere decorato in maniera elegante e piena. Come decorare l'albero? La domanda sorge spontanea e, va sottolineato, non prevede una risposta unica. Si può infatti scegliere una decorazione classica, fatta di palline colorate, cioccolatini in carte natalizie e classici fili dorati, oppure preferire gli stili europei, che prevedono la presenza di angioletti e coccarde o, ancora, puntare su un mix tra i due stili. Festoni e fili dorati vanno scelti in una tonalità unica, e mai colorati di cromie differenti: si rischierebbe, infatti, di realizzare un albero di Carnevale e non di Natale! La scelta migliore, che si sposa alla perfezione con il verde degli aghi (reali o ecologici che siano) è quella dei classici colori natalizi, ossia il rosso, il bianco, l'argento e l'oro o del più recente blu metallizzato. Ottima la scelta del tono su tono, soprattutto quando si tratta di addobbare un albero di Natale con decorazioni bianche in un ambiente shabby chic: inutile sottolineare che l'effetto che si otterrebbe sarebbe di una raffinata ricercatezza. Tra gli addobbi di Natale non possono mancare alcuni elementi che, pur venendo dalle tradizioni nord-europee (come d'altro canto lo stesso Babbo Natale), sono a pieno titolo utilizzati nelle case italiane come simbolo natalizio. Tra questi, le pigne, le ghirlande, l'agrifoglio e il pungitopo e i simpatici gnomi, folletti e pupazzi di neve. Le possibilità di addobbare un appartamento con i simboli di Natale dipendono molto dalle caratteristiche e dalle dimensioni dell'appartamento stesso, per cui è necessario personalizzare al massimo qualsiasi idea e consiglio. Chi, ad esempio, ha un soppalco o un appartamento a due piani, può sfruttare la scala per appendervi vari tipi di decorazioni, dai festoni alle luminarie. Anche eventuali accessi ad arco e senza porta possono essere messi in evidenza fissando eleganti festoni o illuminazioni natalizie con accensione fissa o alternata. Molto più raffinate delle classiche luci natalizie sono le candele, da poter posizionare sui gradini delle scale, su tavoli e tavolini, su mensole e altri piani d'appoggio. Per un effetto natalizio di elegante impatto si possono utilizzare candele dorate o rosse, da posizionare affiancate o a distanza ravvicinata. Le decorazioni con le candele natalizie, tuttavia, non sono fatte per durare a lungo. Si può infatti decidere di lasciare le candele sempre spente, in modo da garantire la durata dell'eleganza e della bellezza di una candela decorativa, oppure si può scegliere di accendere le candele per godere delle romantica luce che esse emanano. In questo caso è fondamentale avere altre candele da poter sostituire, per non rischiare di trovarsi in poco tempo senza decorazioni. Attenzione, infine, all'accensione: le candele non andrebbero mai lasciate accese in stanze in cui non vi sia nessuno né tanto meno andrebbero lasciate ad altezze facilmente raggiungibili dai bambini. Le ghirlande sono un altro classico del Natale: se ne trovano realizzate con pigne o con bacche, vere o sintetiche e anche commestibili! Le ghirlande possono essere attaccate alla porta d'ingresso per dare il benvenuto agli ospiti e per indicare il senso di festività che si sente in casa. Oppure possono essere fissate alle pareti di un corridoio per introdurre all'atmosfera natalizia che regna nella zona living o, ancora, possono essere poste a circondare la stanza in cui si concentra il maggior numero di elementi natalizi. E tra questi, naturalmente non dovrebbero mai mancare i doni, da posizionare ben impacchettati ai piedi dell'albero di Natale. I pacchi di Natale possono essere doni reali, da offrire ad amici e parenti oppure possono essere elementi esclusivamente decorativi, realizzati con carte e fiocchi con i colori dell'albero e di tutte le altre decorazioni. Infine, non va mai dimenticata una cosa, fondamentale per assicurarsi la giusta aria natalizia in casa: i classici accessori ed elementi d'arredo dovrebbero essere cambiati con elementi che si utilizzano solo a Natale, perché caratterizzati dai tipici colori natalizi. Tovaglie rosse, cuscini bianchi e dorati, copri-divano che richiamano tematiche natalizie e molto altro ancora deve accompagnarsi a tutte le altre decorazioni per non rischiare di ottenere un effetto disomogeneo, con parte della casa chiaramente natalizia e un'altra parte che mantiene invece lo stesso aspetto di sempre.

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Sun, 11 Dec 2016 17:30:44 +0000 http://www.annalapini.it/mc/507/1/come-addobbare-la-nostra-casa-per-il-natale Anna Lapini
Dall’America le ’TINY HOUSES’. Cosa sono e queli vantaggi’ http://www.annalapini.it/mc/506/1/dallamerica-le-tiny-houses-cosa-sono-e-queli-vantaggi

Le cosiddette tiny-houses (da tiny, minuscolo e house, casa) sono delle case molto piccole. Spesso su ruote, in condominio, sugli alberi e galleggianti, ne esistono di moltissimi tipi, accomunate dalla loro caratteristica principale: le dimensioni ridottissime. 

Un’equazione vincente che offre la soluzione ai problemi legati ai consumi energetici e alla gestione degli sprechi di ogni tipo.

L’ecosostenibilità quindi è inversamente proporzionale alla dimensione delle abitazioni.

Fondamentale è la suddivisione degli spazi e quindi la loro distribuzione interna.

Si eliminano i corridoi, gli angoli cottura sostituiscono le cucine abitabili. Un’ unica stanza “soggiorno-sala-cucina” che in un unico spazio racchiude una triplice funzione.  

Anche in Italia, in virtù delle nuove esigenze e nuclei familiari alternativi, nel periodo tra il 2007 e il 2013 le superfici degli appartamenti si sono ridotte mediamente del 10%.

Ma quali sono i vantaggi di queste case minuscole?

Le case più piccole da sempre sono state l’alternativa per chi non dispone di grandi patrimoni. Una casa piccola ha un costo più basso, sia per l'acquisto che per l'affitto. Le spese di gestione diminuiscono, sia che si tratti di un’abitazione monofamiliare che in condominio, dove sono si hanno meno millesimi relativi ad una proprietà e bollette condominiali più basse. Anche i mutui per l’acquisto sono più contenuti e questo è un grande vantaggio per l’accesso ai finanziamenti bancari.

Non solo i giovani “freschi di studi”, desiderosi della propria indipendenza cercano casa, ma anche gli anziani. Vi è tutta una parte di popolazione che per motivi fisici e/o organizzativi si ritrova a dover modificare la propria abitazione o a cercarne una nuova. Scegliere una casa con spazi ridotti all’essenziale è utile sia alle persone anziane, che hanno ridotte capacità motorie ed ogni cosa è rapidamente raggiungibile, che ai giovani che lavorano ed hanno poco tempo per le incombenze domestiche.

Una casa di piccole dimensioni, se attentamente progettata e gestita si rivela un ottimo strumento per combattere l’impatto ambientale. Meno energia rispetto alle abitazioni più grandi non significa soltanto risparmio in termini di denaro, ma anche un impatto ridotto sull’ambiente. Spesso le “tiny houses”, riescono inoltre a collocarsi in posizioni eccezionali, con una vista e panorama mozzafiato. Se sono su ruote poi, la vista può cambiare tutti i giorni e si riscopre una sorta di “nomadismo” alternativo. 

Una soluzione quindi ecosostenibile ed anti-crisi.

Una “tiny-house” davvero estrema è quella realizzata dal giovane Scott Brooks, che dopo anni trascorsi a vivere in tenda ha scelto un’abitazione stanziale a Shaw Island, nell’arcipelago di San Juan nello stato di Washington grande esattamente come la sua tenda dove alloggiava precedentemente.

Nelle “tiny houses” ovviamente l’ordine è d’obbligo. Non ci si può permettere di certo di accumulare oggetti, abiti ed accessori in più!

Anna Lapini

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Thu, 22 Sep 2016 19:29:44 +0000 http://www.annalapini.it/mc/506/1/dallamerica-le-tiny-houses-cosa-sono-e-queli-vantaggi Anna Lapini
Home Staging: come mettere in mostra la nostra casa per vendita o affitto http://www.annalapini.it/mc/505/1/home-staging-come-mettere-in-mostra-la-nostra-casa-per-vendita-o-affitto

Avete intenzione di vendere casa ma non riuscite ancora a concludere il vostro affare? Sicuramente quello che vi potrebbe essere utile è un “home stager", una nuova figura professionale nel campo immobiliare il cui compito è quello di preparare al meglio un immobile da porre in vendita, o in affitto, per ridurre la sua permanenza sul mercato ed ottenere il prezzo più elevato per la sua fascia di vendita.

La “casa” per l’home stager viene considerata come un prodotto commerciale e, attraverso una serie mirata di interventi, trasformata per essere adattata al gusto della maggior parte degli utenti, grazie ad un attento lavoro di spersonalizzazione degli ambienti, di ridefinizione degli spazi e delle destinazioni d’uso, il tutto tenendo conto del budget definito in precedenza. La tecnica dell’home staging non si basa sul nascondere i difetti di un immobile ma, sull’esaltarne le potenzialità e le particolarità attraverso un preciso processo di marketing immobiliare capace di comunicare adeguatamente le qualità e le caratteristiche dell’immobile stesso e permettendogli di conquistarsi una fetta del mercato ed un target specifico: i tempi in cui le case si vendevano ed affittavano da sole sono purtroppo finiti. Questa attività si rivolge in particolare modo a tre categorie di persone: privati, mediatori immobiliari e costruttori. I privati grazie all’home staging possono preparare meglio la loro abitazione prima di metterla in mostra nel mercato immobiliare così da venderla o affittarla in tempi minori. I mediatori immobiliari lo usano invece per differenziarsi dalla concorrenza grazie ad una gamma di servizi più ampia, difendendo così la provvigione e riducendo la forbice tra domanda ed offerta. Infine, i costruttori ne fanno uso per mostrare ai potenziali acquirenti come potrebbe essere un “appartamento tipo” una volta portato a termine (comprese le finiture e gli arredi di base) in modo tale da farsi già un’idea del risultato finale anche partendo da una proposta su carta. Il professionista della valorizzazione immobiliare trova la soluzione adatta per ogni esigenza, non solo grazie al suo talento ma, anche alla giusta collocazione degli arredi, la conoscenza dei tessuti e l’uso sapiente dei colori e della fotografia d’interni, utilizzati per rinfrescare e rinnovare le abitazioni prese in carico rendendole più armoniose ed attraenti al fine di attirare un numero maggiore di potenziali clienti. Ricerche statunitensi presentano dei dati sconvolgenti su come si riduca di un terzo il tempo di stazionamento dell’immobile nel mercato una volta preparato, rispetto ad una casa non allestita. Le fotografie realizzate dopo l’home staging catturano quindi un numero più elevato di persone: più visualizzazioni nei motori di ricerca web e quindi più contatti, più visite e quindi più opportunità per tutti gli immobili da collocare.

“Home Staging" letteralmente significa “mettere in mostra la casa” ed è una tecnica nata in America negli anni 80 ma che sta diffondendosi anche nel nostro paese grazie a molti programmi Tv incentrati sull’arredamento e la ristrutturazione delle case. Alla stregua di una sposa pronta per l’altare o di una macchina da competizione, la casa deve essere adeguatamente sistemata in modo da avere un aspetto oggettivo e percepito in linea con la richiesta del mercato. Possiamo sintetizzare le cinque regole d’oro nell’Home staging in questo modo:

  • Ordine e pulizia: dal momento che la prima impressione è la più importante bisogna presentare la nostra casa nella migliore luce possibile e quindi solo dopo una bella pulizia ed un riordino dei mobili (magari avvalendosi anche della tecnica del feng shui);
  • Depersonalizzare: rendere cioè le camere il meno possibile legate ai vecchi proprietari, eliminando foto e qualsiasi altro rimando a chi quella casa l’ha già vissuta, ognuno vuole sentirsi a casa propria e non degli altri;
  • Riparare: dal momento che sicuramente ci saranno parti della casa, anche in minima parte magari, da ristrutturare, è bene adoperarsi in piccole attività di bricolage ed adeguamento degli impianti. La qualità della casa sicuramente ne risentirà in positivo;
  • Colorare: adeguare le stanze alla loro funzione anche in relazione alla cromoterapia, il colore, infatti, influisce in modo straordinario sull’umore modificando addirittura la percezione degli spazi con cui interagiamo;
  • Fotografare: per comunicare al meglio l’immagine della casa anche a persone lontane, attraverso i vari portali web e siti immobiliari, è fondamentale scegliere un servizio fotografico professionale.

I costi legati all’Home Staging sono variabili ma di solito un progetto di marketing immobiliare di questo tipo costa molto meno della riduzione di prezzo necessaria per collocare l'immobile sul mercato nelle condizioni in cui si trova. Inoltre “il tempo è denaro” e quindi il collocamento più veloce della casa rappresenta un guadagno. Se siete rimasti colpiti da queste tecniche e non riuscite ancora a collocare la vostra casa in vendita con questi piccoli consigli non esitate a contattarmi! 

Anna Lapini

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Fri, 16 Sep 2016 19:09:26 +0000 http://www.annalapini.it/mc/505/1/home-staging-come-mettere-in-mostra-la-nostra-casa-per-vendita-o-affitto Anna Lapini
Relax in casa attraverso il tuo spazio meditativo Zen personale http://www.annalapini.it/mc/504/1/relax-in-casa-attraverso-il-tuo-spazio-meditativo-zen-personale

La casa per molti è il rifugio dove cerchiamo di trovare il giusto riposo dal lavoro e dagli impegni di ogni giorno, lo spazio protetto dove ogni giorno non vediamo l’ora di ritrovarci a fine serata. Nonostante ci si possa rilassare e meditare ovunque, possiamo migliorare un momento che dedichiamo a noi stessi, come quello della meditazione, creando anche dentro le mura di casa uno spazio meditativo privato. Uno dei metodi per trovare pace e benessere, secondo la filosofia orientale, è vivere in un ambiente ordinato e sereno, abbracciando lo stile zen giapponese possiamo quindi creare un angolo di tranquillità nella nostra abitazione, per fortuna non serve necessariamente una stanza intera per realizzare un angolo d’oriente a casa.

Per chi non ha la fortuna di disporre di un giardino vero nel quale ricreare un giardino in stile Zen può “accontentarsi” di uno da tavolo, ricreando così nella propria abitazione le emozioni e le ambientazioni dei grandi giardini giapponesi Zen. I Bonseki sono, infatti, giardini in miniatura con una superficie minima di 30x30 cm fino ad una massima di 200x215 cm. La struttura portante è una cornice in legno generalmente nera, inoltre, anche se in miniatura, si devono rispecchiare tutti i canoni tradizionali di questo stile e quindi il posizionamento delle pietre, le onde rappresentate dalla sabbia e tutti gli altri elementi. Tra i tre elementi fondamentali, ossia acqua, pietra e piante, non deve mancare l’equilibrio perfetto. L’obiettivo finale, infatti, è ricreare le armonie della natura realizzando un luogo sereno ed ospitale. Più l’ambiente sarà libero e sgombro e più la mente potrà concentrarsi nel rilassamento, senza perdersi in pensieri inutili. Spesso vengono utilizzate fontane e piccole cascate dal momento che il modo in qui l’acqua cade, ed il rumore che provoca di conseguenza, sono fortemente rilassanti. Negli ambienti interni si tende ad utilizzare la sabbia al posto dell’acqua per una questione di comodità e praticità. I grani bianchi della sabbia o della ghiaia creano la giusta atmosfera illuminando con il loro riflesso tutto ciò che li circonda e devono essere rastrellati in maniera tale da formare percorsi omogenei e senza interruzioni.  Le pietre ed il loro posizionamento sono fondamentali per creare un dialetto con determinate caratteristiche: devono sembrare essere posizionate casualmente ma in realtà seguire regole precise così da simboleggiare un vero percorso spirituale. Esse sono simbolo di immortalità, longevità e salute; rappresentano inoltre le isole, punto cardine della meditazione. Per le piante, meglio le sempreverdi, ci si può affidare a quelle trasmettono pace e armonia come: bambù, pino, acero, azalea, rododendro o camelia.  Le piante da fiore, in un angolo zen, simboleggiano la bellezza e rappresentano il cammino della vita per raggiungere un obiettivo difficile come quello della fioritura di un bocciolo. In alternativa i bonsai sono perfetti per gli spazi più piccoli. Insomma un vassoio, sabbia bianca, un rastrello, una cannuccia per fare disegni soffiando, qualche goccia di aroma essenziale in un micro-vaso, una candela accesa e piccoli sassi da spostare a piacimento con l’aggiunto magari di un po' di musica soft in sottofondo. Il vostro mini giardino zen da camera è servito.

Anna Lapini

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Wed, 14 Sep 2016 16:49:31 +0000 http://www.annalapini.it/mc/504/1/relax-in-casa-attraverso-il-tuo-spazio-meditativo-zen-personale Anna Lapini
Alimentazione e benessere: estrattore o centrifuga? Quale scegliere? http://www.annalapini.it/mc/503/1/alimentazione-e-benessere-estrattore-o-centrifuga-quale-scegliere

L’attenzione all’alimentazione ed al benessere è ormai nell’interesse di tutti.

Ormai gustarsi un’ottima centrifuga non è più un lusso di pochi ma è la prassi quotidiana per molti e spesso anche una sostituzione di pasto per chi lavora.

Ma che differenza c’è tra centrifuga ed estrattore?

L’estrattore è un macchinario straordinario che pressa qualsiasi tipo di frutta e verdura ricavandone il massimo del succo. 

Una presenza carismatica all’interno della cucina in grado di regalare “emozioni vitaminiche” ed energia a go go.

Se state pensando di comprare una centrifuga, aggiungete qualche centinaio di euro in più ed investite in un buon estrattore. Risparmierete molto in scarti di frutta e verdura ed alla fine vi renderete conto che ne valeva la pena. Un investimento a lungo termine.

E adesso cerchiamo di capire le differenze sostanziali tra CENTRIFUGA ed ESTRATTORE.

La CENTRIFUGA è dotata di una lama circolare che girando ad elevatissime velocità tritura la frutta e la verdura per poi (sfruttando la forza centrifuga) spingere la poltiglia verso un setaccio a fori molto piccoli che fa filtrare il succo trattenendo gli scarti.

L’ESTRATTORE consente di ottenere succhi dalla frutta e dalla verdura macinandola con movimenti simili alla masticazione. La polpa e il succo vengono divise grazie a una coclea in plastica che ruota,  posta all’interno di un filtro a trama fitta. La polpa e il succo vengono espulse dalla macchina separatamente, come avviene per la centrifuga. Gli estrattori lavorano a velocità inferiori rispetto alle centrifughe, sono più silenziosi e sono in grado di estrarre quantità maggiori di succo producendo meno scarto. Uno dei vantaggi maggiori dell’estrattore è quello di essere in grado di estrarre il succo anche da verdure a foglia: spinaci, erbe aromatiche, insalate etc.

Da non trascurare che la pulizia dell’estrattore risulta più semplice e veloce rispetto a quella della centrifuga.

A livello nutrizionale abbiamo delle differenze tra il prodotto finito di una centrifuga e quello di un estrattore.

La differenza sta nel numero di giri. Una centrifuga infatti effettua tra i 6.000 e i  18.000 giri al minuto, l’estrattore meno di 100.

L’estrattore quindi girando ad un bassissimo numero di giri non si surriscalda mantenendo le proprietà nutritive inalterate.

Sperando di avervi fornito informazioni utili per il vostro prossimo acquisto, mirato al vostro benessere, ovviamente presso il mio negozio si Arezzo saprò offrirvi maggiori informazioni!

Anna Lapini 

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Sun, 11 Sep 2016 19:06:19 +0000 http://www.annalapini.it/mc/503/1/alimentazione-e-benessere-estrattore-o-centrifuga-quale-scegliere Anna Lapini
L’organizzazione degli armadi al rientro dalle vacanze estive http://www.annalapini.it/mc/502/1/lorganizzazione-degli-armadi-al-rientro-dalle-vacanze-estive

Il cambio degli armadi è spesso un compito noioso ed estenuante ma con pochi accorgimenti ed un po' di tempo a disposizione possiamo ottenere grandi risultati.

Per prima cosa facciamo un inventario di quello che può servire come:

scatole, contenitori, etichette, profumabiancheria, antitarme etc.

Per riporre il guardaroba estivo serve sicuramente meno spazio che per quello invernale, quindi procuriamoci delle scatole smontabili che diventino piatte e che torneranno utili al prossimo cambio di stagione.

Liberiamo completamente il letto della camera in quanto dovremmo svuotare completamente l'armadio e riporre tutti gli indumenti in bella vista.

Ora che abbiamo l'armadio vuoto ed abbiamo tutto sott'occhio fermiamoci due minuti a visualizzare in silenzio il nostro guardaroba.

Armiamoci di coraggio: è il momento di buttare, o meglio donare a chi ne ha bisogno, i vestiti che non mettiamo da almeno due stagioni. Significa che probabilmente non li indosseremo più, a meno che non decidiamo di portarli da una brava sarta e modificare la linea o il modello in base alle tendenze più attuali.

Suddividiamo il guardaroba in estivo e invernale e cominciamo ad archiviare i capi più leggeri che sicuramente non metteremo nella stagione fredda.

Ricordiamoci di etichettare sempre le scatole così da facilitare il prossimo cambio degli armadi e poter trovare facilmente qualcosa che possa esserci utile nei prossimi mesi.

I vestiti "archiviati" devono essere riposti sempre ben puliti e asciutti.

Se non abbiamo abbastanza ripiani liberi nell'armadio per riporre i vestiti estivi, possiamo utilizzare delle scatole "alternative" come un pouf contenitore che arredi la camera o il soggiorno ed allo stesso tempo possa contenere quello che non ci serve al momento.

Riponiamo i vestiti ben sigillati per evitare la polvere.

A volte basta aggiungere un elemento o spostare un ripiano per trovare spazio utile in più. Ad esempio appendere i vestiti (anche le maglie) ci fa risparmiare il tempo di piegarle e in più le abbiamo sempre sott'occhio. Quindi potremmo far aggiungere un bastone o un ripiano sopra i cassetti ecc.

Le grucce non devono essere troppe (per evitare di addossare i vestiti uno all'altro), devono essere tutte di dimensioni simili e posizionate nella stessa direzione.

Cinte, foulards, sciarpe possono essere ugualmente appesi.

Approfittiamo quindi del rientro delle vacanze per liberare la nostra casa dal disordine e dal superfluo. Ci sentiremo subito meglio!

Anna Lapini

 

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Fri, 2 Sep 2016 19:23:14 +0000 http://www.annalapini.it/mc/502/1/lorganizzazione-degli-armadi-al-rientro-dalle-vacanze-estive Anna Lapini
Organizzare gli spazi e la cambusa in barca per una vacanza al top! http://www.annalapini.it/mc/501/1/organizzare-gli-spazi-e-la-cambusa-in-barca-per-una-vacanza-al-top

Le vacanze in barca sono un’occasione unica per vivere a contatto con la natura e per godere a pieno i benefici del nostro mare. Gli spazi contenuti ed il fatto di non trovarsi sulla terraferma per approvvigionarci ogni volta che ne abbiamo bisogno, ci obbligano ad avere un occhio di riguardo per la cambusa.

In barca il momento del pasto è il momento più sociale e divertente.

Cucinare in barca però richiede un grandissimo spirito di adattamento e siamo costretti a rinunciare a molte comodità.

Anche qui però una buona organizzazione preliminare ci permetterà di non vivere la nostra vacanza in barca come uno stress!

Iniziamo dalla cambusa. Conviene sicuramente fare una spesa prima di imbarcarsi, acquistando i prodotti base. Ma quali?

Acqua, naturalmente, e succhi di frutta per garantire la giusta idratazione e il pieno di vitamine. La pasta non può mancare: la spaghettata “aglio e olio” a mezzanotte è un classico ed anche uno dei piatti più facili e veloci da preparare.

Olio, aceto, sale e pepe sono indispensabili, così come aglio, cipolle e peperoncino macinato. Per la prima colazione non dimenticate caffè, zucchero, biscotti, fette biscottate e marmellata.

Il latte sicuramente a lunga conservazione.

Lo scatolame è un’ottima soluzione per tutte le emergenze: si ai pomodori pelati, al tonno in scatola, ai fagioli cannellini e tutti i salutari legumi.

Meglio sostiuire il pane con crackers, gallette e pan carrè.

I formaggi freschi sono delicati meglio quindi abbondare in parmigiano, pecorino e formaggi spalmabili confezionati.

Piatti, bicchieri e tovaglioli di carta non possono mancare, anche per evitare sprechi di acqua per il lavaggio.

Per quanto riguarda i detersivi sceglieteli preferibilmente biologici così da essere attenti all’inquinamento del nostro amato mare.

Frutta e verdura, invece, andranno acquistate fresche ogni volta che vi fermerete in porto.

Per quanto riguarda le stoviglie evitare assolutamente apparecchiature in vetro e porcellana. Meglio servizi di piatti e bicchieri in melamina, oggi esteticamente bellissimi ed ultraresistenti. La batteria di pentole per la cucina deve essere costituita di pochi pezzi ma essenziali. Anche la pentola a pressione può essere utilizzata poiché la chiusura ermetica la rende “a prova” di oscillazioni.

Poche teglie ed ovviamente antiaderenti.

Il caffè per noi italiani è irrinunciabile. Consigliamo di prepararlo con la moka solo in rada. Durante la navigazione è meglio adottare il caffè liofilizzato.

Non dimenticate una buona musica di sottofondo garantita da un buon altoparlante o speaker bluetooth, magari impermeabile e compatibile con il nostro smartphone !

Anna Lapini

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Tue, 23 Aug 2016 17:52:06 +0000 http://www.annalapini.it/mc/501/1/organizzare-gli-spazi-e-la-cambusa-in-barca-per-una-vacanza-al-top Anna Lapini
Stimolare mente e corpo tra le mura di casa grazie all’aromaterapia http://www.annalapini.it/mc/500/1/stimolare-mente-e-corpo-tra-le-mura-di-casa-grazie-allaromaterapia

Fin dai tempi antichi si utilizzano diverse essenze aromatiche per alleviare lo spirito ed il corpo, grazie all’olfatto infatti possiamo riportare alla nostra memoria ricordi particolari e suggerire stati d’animo legati al relax, alla vitalità o all’energia positiva. L’uso dell’aromaterapia (attraverso oli essenziali, spezie e candele profumate) può realmente conferire alle pareti domestiche ed all’animo di chi ci abita vitalità e pace. Una mente distesa e ben disposta verso l’ambiente esterno aiuta, infatti, a mantenersi in forma e a rimanere in contatto con la parte fisica di se stessi. Un buon odore quando si apre la porta di casa è un chiaro messaggio di benvenuto, oltre ad essere la prima cosa che accoglie un potenziale ospite, e questo influirà anche sull’impressione che le persone si faranno della vostra casa. Una casa profumata al naturale è un’isola di salute dove tornare e rilassarsi dopo una giornata stressante o faticosa per colpa del lavoro o di tanti altri motivi. Per diffondere gli aromi è consigliato un vaporizzatore (elettrico o alimentato dal calore emesso dalle candele accese) e durante la stagione invernale si possono utilizzare anche dei cocci umidificatori collocati sui termosifoni di casa. Il materiale migliore sia per resistenza al calore sia per la diffusione dogli aromi è la ceramica smaltata, ma vanno bene anche la terracotta grezza o la pietra. Non tutti gli aromi sono adatti per ogni stanza però, nello scegliere la fragranza si deve tenere, infatti, in considerazione l’effetto da essa prodotto, per meglio valorizzare il suo utilizzo. Gli oli essenziali vengono estratti tramite distillazione da fiori e piante, ognuna delle quali ha particolari proprietà benefiche e corrisponde quindi ai diversi stati d’animo; all’occorrenza, è possibile miscelare diversi oli, ottenendo diversi risultati. Ecco qualche consiglio personale per la vostra casa.

  • Per l’ingresso si possono utilizzare tutti gli oli essenziali estratti dagli agrumi (limone, arancia, cedro, bergamotto, pompelmo) che, con il loro effetto energizzante regalano un tocco di ottimismo per affrontare la giornata; anche l’incenso viene utilizzato, fin dall’antichità, per ricevere gli ospiti ed aiutare a riequilibrare l’umore.
  • In salotto si gode spesso la compagnia degli amici e ci si rilassa anche grazie ad oli tonificanti e frizzanti (come quello essenziale di ylang ylang) magari uniti alla cannella per rendere l’ambiente più caldo. Adatta agli incontri e con effetto tonico o sedativo si può inoltre usare la verbena usata come stimolante e indicata nei casi di stanchezza.
  • In bagno si può usare qualche goccia di lavanda direttamente nella vasca prima di un bagno caldo, ha infatti un effetto rilassante naturale capace di calmare corpo e mente e conciliare il sonno. Per rinfrescare invece l’aria e fornire un’azione tonificante si può usare la menta, specie di mattina per portar una sferzata di energia alla casa.
  • In cucina, utili a cancellare gli odori di cottura che non vogliono andarsene, si può usare la citronella, adatta con il suo aroma forte a contrastare gli odori sgradevoli, oppure gli oli essenziali di pino silvestre ed eucalipto che purificano l’aria lasciandola piacevolmente balsamica.
  • Per stimolare concentrazione e stanchezza nello studio si può usare la fragranza fresca e agrumata del limone, perfetta per gli uffici e per aiutare i più piccoli a fare i compiti. Anche il rosmarino regala nuove energie e viene usato spesso contro stress e depressione.
  • In camera da letto le note delicate della lavanda favoriscono il relax e agevolano il sonno, l’arancio dolce è molto adatto alla camera di adulti e bambini poiché allieva ansia e tensione. Qualche goccia di estratto di camomilla blu aiuta inoltre a far dormire dolci sonni ai vostri bambini. Per risvegliare la passione potete scegliere invece l’olio essenziale di patchouli oppure il gelsomino che, con il suo intenso profumo, che sprigiona proprio di notte, ha potere afrodisiaco ed aiuta a ravvivare la sensualità alleviando ansia e paure.

Un consiglio aggiuntivo: se siamo perseguitati dalle punture di insetto la soluzione può essere quella di usare un mattone poroso con sopra qualche goccia essenziale di geranio e di citronella, rilascerà in questo modo delle fragranze repellenti per le zanzare. Non dimenticate che su ciascuno i profumi provocano suggestioni diverse, quindi provando e riprovando ognuno troverà l’essenza più adatta alla sua abitazione ed al suo stato d’animo.

Anna Lapini

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Sat, 20 Aug 2016 08:34:42 +0000 http://www.annalapini.it/mc/500/1/stimolare-mente-e-corpo-tra-le-mura-di-casa-grazie-allaromaterapia Anna Lapini
Aggiungere un po’ di design agli oggetti del nostro quotidiano, e diventar ricchi http://www.annalapini.it/mc/499/1/aggiungere-un-po-di-design-agli-oggetti-del-nostro-quotidiano-e-diventar-ricchi

Nella nostra vita quotidiana, più o meno tutti i giorni, ci troviamo ad utilizzare oggetti di ogni genere e funzionalità. E dal momento che di molti di questi oggetti proprio non possiamo più farne a meno, l’idea può sembrare semplice ma risulta geniale se valorizzata nella maniera corretta, perché oltre ad essere funzionali questi oggetti non potrebbero essere anche “oggettivamente belli” ? Dopotutto il design ci insegna proprio questo: un design intelligente non dovrebbe essere fine a se stesso ma riuscire a sintetizzare progresso tecnico e problem solving in oggetti caratteristici ed in grado di innovare e fare la differenza sul mercato.

Per creare prodotti innovativi il primo consiglio è quello di puntare ad un settore non innovativo, magari dominato da multinazionali, che lascia, alcuni bisogni nei consumatori, non ancora soddisfatti. Bisogna inoltre studiare non solo il mercato ma anche l’evoluzione delle persone: tutto è diventato più mobile e veloce e anche da questo nascono nuovi bisogni. In mezzo a tanti prodotti di massa inoltre vince chi sa unire le qualità del singolo prodotto (funzionalità, design) alla personalizzazione offrendo più soluzioni ed adattandole ai singoli utenti. Sembra un discorso banale ma forse così banale non è. Il mestiere dell’imprenditore non è sicuramente alla portata di tutti e dare vita alla propria idea di business non è affatto un’impresa semplice ma, i veri leader si riconoscono dall’abilità di affrontare le complessità con intelligenza traendo da ogni sfida una straordinaria opportunità. Ne è la prova, per esempio, “Banale” (un nome che è tutto un programma) la start-up milanese che sta ottenendo degli ottimi risultati proprio grazie all’innovazione di un oggetto quotidiano semplice ed indispensabile: “Toothbrush” è, infatti, uno spazzolino da viaggio con dentifricio incorporato ricaricabile e lavabile in lavastoviglie, oggetto quotidiano ma di design, con un prezzo tra i 15 e 25 euro che solo nei primi sei mesi ha venduto oltre 10 mila pezzi e che ora è distribuito ormai in circa 200 negozi in Italia, 5 in Europa e 3 in Asia. “Trovare prodotti banali a cui dare una nuova vita Banale” è stata l’idea vincente dei due fondatori della giovane start-up: Stefano Bossi e Tommaso Puccioni, entrambi senza particolari competenze iniziali nel campo del design ma, con la passione comune per l’innovazione. Tutto si basa quindi sul trasformare comunissimi oggetti donandogli una veste hi-tech e nuove funzionalità, riportando così il design nella vita quotidiana, la stessa vita che si svolge perlopiù fuori casa ed in continuo movimento. Anche gli oggetti più poveri, magari dimenticati e relegati alla semplice funzione di uso quotidiano, hanno un grande potenziale, sta a noi scoprire quale.

Anna Lapini

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Fri, 12 Aug 2016 21:29:32 +0000 http://www.annalapini.it/mc/499/1/aggiungere-un-po-di-design-agli-oggetti-del-nostro-quotidiano-e-diventar-ricchi Anna Lapini
Behavioral designer, o architetto della scelta. Come rendere migliore il lavoro http://www.annalapini.it/mc/498/1/behavioral-designer-o-architetto-della-scelta-come-rendere-migliore-il-lavoro

Che sia all’interno del lavoro, così come in famiglia, nella quotidianità di ogni giorno o nei momenti particolari della nostra vita, ci troviamo spesso di fronte a delle scelte che in un modo o nell’altro condizioneranno il nostro futuro. Quante di queste scelte vengono totalmente fatte seguendo solamente il nostro istinto, il nostro carattere, i nostri gusti, senza condizionamenti, consci o inconsci, dall’esterno? Probabilmente nessuna. Nel processo decisionale, infatti, avviene la cosiddetta “teoria dei nudge”, la quale teoria sostiene che: rinforzi positivi, suggerimenti o aiuti indiretti possano portare gli individui verso una determinata scelta allo stesso modo di quanto facciano già istruzioni dirette, leggi o adempimenti forzati (il termine “nudge” si traduce letteralmente proprio con “leggera spinta”).

Questo aspetto psicologico, trasportato nel campo dell’architettura, ci porta alla figura innovativa del cosiddetto “architetto della scelta” il cui scopo è quello di alterare il comportamento degli individui in modo prevedibile, senza proibire la scelta di altre opzioni, ma, “invogliando” le persone a compiere quella determinata decisione che a priori è stata presa in considerazione attraverso il processo di architettura delle scelte. I “pungoli” non sono ordini veri e propri ma, hanno lo scopo di migliorare il benessere delle persone orientando le loro decisioni, pur mantenendo comunque la loro libertà di scelta (l’argomento è stato trattato in maniera molto approfondita nel libro di Richard Thaler e Cass Sunstein: Nudge: la spinta gentile). Nei dipartimenti delle grandi aziende, soprattutto quelle digital, la figura dell’architetto della scelta (o behavioral designer) sta diventando sempre di più una figura centrale proprio perché interviene sul contesto che fa da sfondo alle nostre decisioni, e quindi anche dei lavoratori o consumatori, per cercare di renderlo più chiaro e più consono al nostro agire. Sono molti gli ambiti di applicazione di questo approccio psicologico all’architettura, ne è un esempio il campo della nutrizione e della salute. Ad Harvard, per esempio, si è iniziata ad utilizzare la scala cromatica per differenziare le etichette dei cibi all’interno della mensa: verde per verdure ed insalata, rossa per dolci e snack, riprendendo la figura del semaforo, per invogliare i consumatori all’uso di cibo più salutare. Anche una ricollocazione dei banchi alimentari può servire a questo scopo: è provato infatti che le persone privilegiano le prime cose che vedono e che trovano più facilmente raggiungibili, e quindi verdure al centro della mensa e dessert agli angoli più lontani. La strategia del contatto visivo viene utilizzata in ogni campo di marketing, per lo stesso motivo all’interno di un supermercato i ripiani che si trovano ad un altezza sguardo sono anche quelli che hanno un costo maggiore nel posizionamento dei prodotti. Gli esseri umani sono tipicamente pigri ed inerziali ed in un processo di scelta tendono spesso a scegliere l’opzione di default anche quando le opzioni alternative non hanno costi maggiori. Un esempio classico è quello della macchinetta di caffè che ha pre-impostata l’opzione “zucchero medio”. Una volta consolidata una routine è difficile cambiarla e per farlo bisogna saper usare le leve giuste. Proprio per questo lo spazio delle decisioni, che sia lavorativo o abitativo, va arredato in modo funzionale al suo utilizzo. Tanti elementi marginali uniti insieme, specialmente in una grande azienda, possono fare la differenza e produrre risultati significativi. Dal momento che ogni giorno, volenti o nolenti, siamo portati a compiere decisioni più o meno importanti, e più o meno bombardati da una quantità di informazioni spesso fuorvianti, la figura del behavioral designer può essere fondamentale per suggerire in maniera positiva i comportamenti della gente. 

Anna Lapini

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Mon, 8 Aug 2016 22:35:03 +0000 http://www.annalapini.it/mc/498/1/behavioral-designer-o-architetto-della-scelta-come-rendere-migliore-il-lavoro Anna Lapini
Food And Wine in Progress: la seconda edizione torna alla Leopolda http://www.annalapini.it/mc/497/1/food-and-wine-in-progress-la-seconda-edizione-torna-alla-leopolda-

È stata presentata questo pomeriggio in Consiglio regionale la seconda edizione di ‘Food&Wine in Progress’, manifestazione dedicata alle eccellenze della filiera enologica, ristorativa e agroalimentare toscana che approderà il prossimo autunno alla Stazione Leopolda di Firenze. La seconda edizione dedicata a comunicare al grande pubblico tecniche, cultura e processi creativi che si celano dietro alla trasformazione degli alimenti – “dal campo alla tavola”, “dalla vigna al bicchiere” – si terrà domenica 27 e lunedì 28 novembre 2016. Una enorme area espositiva commerciale sarà il centro delle attività di promozione dei prodotti e dei produttori di eccellenze enogastronomiche della Toscana. “Il Consiglio regionale aveva scommesso già sulla prima edizione. Scommessa vinta, non si cambia – dice la vicepresidente dell’assemblea toscana, Lucia De Robertis –. Rappresentiamo qui in Consiglio tutti i territori della Toscana, portiamo avanti una politica che è promozione della nostra cultura. Dietro al cibo, all’olio e al vino c’è una grande forza economica della nostra regione. Creare sinergie tra agroalimentare e prodotti enologici, intercettare le migliaia di professionalità fatte con maestria impagabile, significa far fare alla Toscana ‘la Toscana’. Dobbiamo promuoverla ed essere orgogliosi di questa ricchezza”.

“La Toscana dell’eccellenza, dell’agroalimentare di qualità la nostra regione fa sempre la sua parte in questo settore – dice l’assessore regionale Marco Remaschi -. Essere qui a rappresentare oggi i nostri bei prodotti, con chi li porta in giro per il mondo e li trasforma in vere opere d’arte significa dar vita a un momento di promozione importante, nel quale si fa anche programmazione.

La Regione ha chiaro il ruolo che la Toscana esercita in questo campo”. Con la vicepresidente del Consiglio regionale De Robertis e l’assessore Remaschi, sono intervenuti il presidente Ais (Associazione italiana sommelier) Toscana Osvaldo Baroncelli, il presidente Unione Regionale Cuochi Toscani Franco Mariani, il presidente vicario Urct con delega all’organizzazione di Food&Wine in Progress Roberto Lodovichi, il presidente Confcommercio Toscana Anna Lapini, il presidente Coldiretti Toscana Tulio Marcelli. Fonte: Toscana Consiglio Regionale

gonews.it
 

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Wed, 3 Aug 2016 17:26:28 +0000 http://www.annalapini.it/mc/497/1/food-and-wine-in-progress-la-seconda-edizione-torna-alla-leopolda- Anna Lapini
Le donne che hanno cambiato e cambiano il design italiano http://www.annalapini.it/mc/496/1/le-donne-che-hanno-cambiato-e-cambiano-il-design-italiano

W. Women in Italian Design è il titolo della mostra che è stata allestita alla XXI Triennale di Milano e che, dal 2 Aprile 2016 resterà aperta fino al 19 Febbraio 2017. Questa mostra, che ha inteso celebrare la creatività al femminile, ha avuto l’allestimento di Margherita Pelli ed è stata curata da Silvana Annicchiarico.

L’idea di fondo che l’ha ispirata è la questione del “genere”, ovvero l’idea che la creatività al femminile non derivi solo da un dato biologico o naturale ma anche da una questione culturale. Osservando, però, le più di 600 opere in mostra (oggetti, manufatti e progetti di oltre 350 creative) si può rilevare come la creatività femminile abbia un denominatore comune: la sua caratteristica essenziale è quella di essere basata sulla sensibilità e sulla cultura dell’accoglienza e della cura. Mentre gli uomini vedono le cose in maniera selettiva le donne mostrano una capacità onnicomprensiva e riescono a creare forme che uniscono le esigenze pratiche a quelle estetiche. Nonostante questo la progettualità al femminile è stata messa ai margini e pressoché ignorata dagli storici e teorici del Design. Proprio a questa lacuna intende rimediare la mostra attuale, che propone un percorso attraverso il Novecento e le designer emergenti del XXI secolo. Si accede alla mostra attraverso una passerella scenografica che conduce ad una stanza buia, quasi grembo femminile, dedicata al tema della tessitura, fin dall’antichità, infatti, la creatività con cui le donne hanno saputo intrecciare i fili (come Penelope o come nel mito delle Parche dove vengono tagliati) ha rappresentato la loro capacità di intrecciare vite e destini. La mostra prosegue, poi, con un percorso cronologico che permette di conoscere la storia del design femminile nel secolo scorso fino ai nostri giorni. Non solo attraverso i prodotti delle grandi protagoniste (come Gae Aulenti, Cini Boeri, Lina Bo Bardi) ma con le opere di centinaia di altri designer. La mostra si snoda anche coniugando alcuni verbi: “Intrecciare e procreare”, “Proteggere” (e qui si possono osservare numerose illustrazioni di Sante protettrici che vengono raffigurate con un attrezzo di lavoro), “Rappresentare” (ovvero gli elementi che sono stati alla base della mostra), “Riflettere” (con numerose tavole rotonde che consentiranno un dibattito ed un confronto sul divenire del design). Si può, quindi, affermare che la mostra sia il giusto riconoscimento della creatività femminile che sa dar vita ad un design più spontaneo e dinamico rispetto a quello maschile.

Anna Lapini

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Wed, 3 Aug 2016 17:14:35 +0000 http://www.annalapini.it/mc/496/1/le-donne-che-hanno-cambiato-e-cambiano-il-design-italiano Anna Lapini
Il vestito giusto al posto giusto: come mettere ordine nel proprio guardaroba http://www.annalapini.it/mc/495/1/il-vestito-giusto-al-posto-giusto-come-mettere-ordine-nel-proprio-guardaroba

Cambio di stagione o no è ora di rendere il vostro armadio un po' meno caotico, perché sono molte le persone che una volta aperta l’anta del loro armadio si trovano con capi sovrapposti, ammucchiati e mischiati tra loro. Se la sensazione è quella di aver fatto scoppiare una granata dentro il vostro armadio, è giunto il momento di organizzare in maniera più precisa il vostro spazio, ci guadagnerà il vostro tempo e la vostra psiche.

I nostri scaffali ospitano strati di vestiti, collezioni autunno - inverno / primavera - estate che aumentano di anno in anno e di cui ormai abbiamo persino dimenticato l’esistenza. Il primo passo è forse il più lungo ma, anche indispensabile: svuotare completamente l’armadio per scoprire e riscoprire tutti i vari capi di abbigliamento che abbiamo comprato e collezionato negli anni. Vi sorprenderete così di quanti capi probabilmente vi eravate dimenticati di possedere. Mentre tirate fuori i vestiti dall’armadio cominciate già da ora a separarli per categoria, evitando così mucchi caotici di capi di vestiario. Il momento delle grandi pulizie è arrivato: disinfettate ogni anta ed angolo dell’armadio utilizzando, inoltre, un deodorante per ambiente. In questa fase di suddivisione degli abiti cercate di capire quali sono gli abiti che usate più spesso, con cui vi trovate più a vostro agio e che rispecchiano il vostro stile personale. Individuare il proprio stile è fondamentale per esprimersi al meglio e sentirsi a proprio agio: i vestiti rispecchiano la vostra persona e quello che indossate comunica agli altri molto più di quello che potete immaginare (o che magari volete dar a vedere). Indossate tutto quello che avete trovato e valutate se rispecchia ancora l’immagine che avete di voi stessi: davanti allo specchio con quel vestito indossato come vi sentite? Dovreste sentirvi altrettanto attraenti e a vostro agio in ogni abito che tirate fuori dall’armadio: non accettate niente che non vi convince. Per ogni capo valutate se è ancora buono, se va sistemato, se è usurato, se è stato messo negli ultimi tempi, se potrà mai tornare di moda. Se la risposta a queste domande sarà negativa cominciate a pensare di fare una bella busta e di portarlo a qualche ente che raccoglie abiti usati per i più bisognosi (la Caritas per esempio); buttare un capo è uno spreco, poterlo regalare per donargli nuova vita invece è un gesto caritatevole e utile a molti. Dopo aver deciso quali abiti tenere e quali invece dare via possiamo suddividerli per utilizzo, tessuto, colore, frequenza di utilizzo; ognuno ha il suo ordine mentale che poi si manifesta anche nell’ordine fisico nel proprio armadio. Ricordiamo che l’obbiettivo finale del nostro lavoro è avere un armadio pieno di vestiti pronti da indossare e facili da combinare…

Personalmente scelgo come criterio per organizzare i capi quello del “tipo” e quindi: gonne, pantaloni, jeans e giacche nell’armadio mentre ai cassetti lascio magliette, maglioni e biancheria intima. All’interno di questa macro-categoria poi se ne possono affiancare delle altre minori, e così per esempio nel cassetto delle magliette metto vicine quelle che hanno un colore ed una pesantezza simile, così da poter creare in tempo record un outfit perfetto legato alle sfumature cromatiche. Scatole, contenitori e porta abiti possono aiutare a tenere in ordine l’armadio ma, il rischio di dimenticarsi ciò che ci sia dentro i contenitori è alto, meglio quindi, se possibile a livello di spazio, tenere tutto in evidenza magari utilizzando un armadio per l’autunno/inverno e uno per la primavera/estate. Utilizzeremo gli scatoloni (scrivendo fuori quello che contengono) solo per il cambio di stagione, così potremo riporre quei vestiti che non andremo usare per qualche mese nella parte alta dell’armadio. Tenere in ordine il guardaroba è sempre un problema, spesso bisogna indossare la divisa per andare a lavoro e una volta finito qualcosa di più comodo da casa, e magari cambiarsi di nuovo in vista di un’uscita tra amici o speciale con il proprio ragazzo o ragazza. Riporre ogni volta tutto nel modo giusto e nel posto giusto può sembrare un’impresa specie se non si ha tempo, o voglia, per farlo. Il segreto è quello di organizzare gli spazi in modo tale da avere a portata di mano gli indumenti che si utilizzano più spesso e realizzare un piano della settimana e del weekend con quelli che si indosseranno nei giorni seguenti.

Da studi effettuati dalla “National Association of Professional Organizers” di Philadelphia è emerso inoltre che chi possiede il dono dell’ordine tende a vedere la realtà in maniera più positiva, a conseguire maggiormente i propri obiettivi e ad avere una capacità d’agire maggiore rispetto ai disordinati. La buona notizia per i disordinati, però esiste: nessuno nasce con il gene dell’ordine ma tutti possono diventare delle persone organizzate. 

Anna Lapini

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Sat, 30 Jul 2016 15:29:44 +0000 http://www.annalapini.it/mc/495/1/il-vestito-giusto-al-posto-giusto-come-mettere-ordine-nel-proprio-guardaroba Anna Lapini
Tempo di Saldi estivi: come allestire una vetrina di successo http://www.annalapini.it/mc/494/1/tempo-di-saldi-estivi-come-allestire-una-vetrina-di-successo

Amanti dello shopping pronti ai blocchi di partenza, si parte! Anche quest’anno inizieranno a breve, ed in alcune regioni sono già partiti da qualche giorno, i saldi estivi 2016. Un’occasione utile per riempire il proprio guardaroba, e la propria casa, con capi ed oggetti che magari a prezzo pieno non avremmo mai comprato. Una doppia occasione, sia per i clienti che possono così “assaltare” le vetrine alla ricerca del regalo desiderato da mesi, sia per i commercianti che possono così rifarsi di una stagione estiva partita un po' in sordina quest’anno a causa del maltempo in tutta la penisola.

Ma per riuscire ad attirare più clienti e convincerli ad acquistare è opportuno riuscire prima ad allestire le vetrine per i saldi in modo tale da farle notare rispetto alle altre. Come fare? Ecco qualche semplice consiglio utile per tutti i commercianti che aspettano con tanta speranza questo momento. Dopotutto i saldi cominciano dall’esterno del negozio! Cercate, quindi, di attirare l’attenzione del cliente sin da quando è nelle vicinanze del negozio, dategli una ragione per avvicinarsi al vostro store rispetto agli altri. In una vetrina tutto conta: come sono posizionati i manichini, come vengono allestiti, l’abbinamento dei colori usati, l’altezza a cui vengono posizionati i  prodotti, i font utilizzati per le scritte, le loro proporzioni, l’altezza a cui vengono poste, insomma tutto. Scopo primario della vetrina: far fermare il passante!

Dietro ad ogni grande vetrina di successo si nasconde un grande lavoro di marketing.

Per l’allestimento delle vetrine innanzitutto vi consiglio il PVC adesivo rispetto al classico manifesto in cartone, sarà più dispendioso ma sicuramente risulta più accattivante grazie ad una resa grafica e ad un’estetica superiore. Per invogliare la clientela potete inoltre utilizzare rollup, striscioni e decorazioni che possono trasformare il vostro store in qualcosa di diverso e magico in grado di raccontare una storia diversa per legare di più il cliente al prodotto di consumo. Le percentuali di saldo, anche se possono risultare banali e ripetitive, non devono mancare in vetrina. Esse devono essere ben visibili, chiare e leggibili. Un’idea semplice e poco impegnativa per realizzare una vetrina dei saldi, è quella di munirsi di stickers semitrasparenti e tappezzare la vetrina del proprio negozio. Non è necessario esporre un gran numero di prodotti in vetrina, ma bisogna scegliere quelli che riteniamo più importanti cercando di creare una storia legata al prodotto che sia al tempo stesso ordinata e attraente. Evitate quindi di riempire troppo la vetrina creando in questo modo confusione nella testa del cliente, ma puntate su pochi prodotti ma buoni, posizionati in primo piano (nel cosiddetto” punto focale” ossia il punto che cattura l’attenzione del cliente e che corrisponde a quella zona posta nella parte centrale della vetrina ad un’altezza di circa 1,5 metri e con un diametro di circa 0.80-1 metro). La vetrina a tema riesce a catturare maggiormente l’attenzione rispetto ad una che ne è priva: scenografia, elementi fisici e magari un poster del marchio per raccontare la vostra storia. In estate i colori preferiti sono quelli dai toni caldi, proporre quindi un’esplosione di colori dona maggiore vivacità alla vostra esposizione e sicuramente più impatto. Potreste usare adesivi colorati, addobbi di carta ed oggetti che rimandano a cocktail e feste sulla spiaggia in maniera tale da creare una scenografia fresca ed originale. Sfruttare i colori per catturare l’attenzione dal momento che abbinare lo stesso colore in diverse gradazioni esprime equilibrio e l’accostamento cromatico assicura un risultato garantito giocando con l’inconscio del target di riferimento. Ricordatevi dell’importanza di una giusta illuminazione per le vostre vetrine, visto che le giornate estive sono più lunghe il consiglio è di utilizzare materiali opachi che non riflettono la luce del sole in giornata e di notte, dove sia necessario, usare una illuminazione calda. L’installazione di luci deve essere pensata in modo artistico in modo tale da creare la giusta scenografia d’impatto tramite un’illuminazione curata nei minimi particolari. Meglio usare quindi faretti orientabili, posizionati a filo vetro, con la luce direzionata verso il singolo prodotto in maniera tale da evidenziare il punto focale. Senza di esse non potremo avere la giusta valorizzazione del prodotto. Stupite inoltre il cliente donandogli le informazioni che non si aspetta. Da quando il web ha cambiato tutto, le persone desiderano informarsi il più possibile ed essere consapevoli di ciò che stanno acquistando, per questo utilizzate bollini di diverso colore sopra i prodotti specificando il prezzo originario e quello scontato del prodotto. Volendo potrete creare anche un qrcode da mettere in vetrina in modo tale che una volta fotografato dallo smartphone di un potenziale cliente vi porti ad una pagina web dove poter trovare dettagliatamente tutte le informazioni dei prodotti esposti in vetrina. Insomma lasciate spazio alla fantasia e non ponete limiti alla creatività. I Saldi sono iniziati!

Anna Lapini

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Mon, 25 Jul 2016 21:43:16 +0000 http://www.annalapini.it/mc/494/1/tempo-di-saldi-estivi-come-allestire-una-vetrina-di-successo Anna Lapini
Associazioni di consumatori e volontariato contro lo spreco alimentare http://www.annalapini.it/mc/493/1/associazioni-di-consumatori-e-volontariato-contro-lo-spreco-alimentare

Lo scorso anno l’EXPO di Milano, aveva creato tante aspettative per quanto riguarda l’utilizzo corretto dei cibi e specialmente il loro spreco, ma, sino ad oggi non si sono avuti grandi cambiamenti, si continuano a gettare nei rifiuti miliardi di alimenti che sarebbero ancora commestibili. Si calcola che in Italia se ne gettino ogni anno circa 47kg a persona mentre in altre nazioni, come la Danimarca o la Francia lo spreco è più che dimezzato (ma negli Stati Uniti si arriva a 124 kg a persona). In Francia, addirittura, sono state fatte delle leggi che puniscono il conferimento dei cibi nei rifiuti e si è creata una sinergia tra negozianti, associazioni di volontariato e cittadini. I negozianti, ad esempio, effettuano forti sconti sui cibi prossimi alla scadenza (ricordiamo che c’è una grande differenza tra la dicitura “Consumare preferibilmente entro il…” che indica la possibilità di usare i cibi anche dopo la scadenza, e la frase “Consumare entro il…” che indica la necessità di non usarli dopo quella data, perché potrebbero diventare nocivi) oppure donano alle associazioni di volontariato tutte quelle eccedenze che sono ancora utilizzabili. Lo stesso accade in Danimarca, dove addirittura chef famosi partecipano a trasmissioni televisive in cui si indica come riutilizzare gli avanzi e nelle scuole si fanno lezioni ed incontri per insegnare ad evitare gli sprechi. Nei ristoranti si diffonde sempre di più l’uso della “Doggy bag”, stilisti famosi ne hanno create alcune particolarmente belle e riutilizzabili. Anche a Milano si è avviata la campagna “Doggy bag. Se avanzo mangiatemi.” ideata da COMIECO (il Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi Cellulosici) e Slow Food Italia. A più di 70 ristoranti milanesi e lombardi sono stati forniti Kit di contenitori in modo da consegnare ai clienti il cibo avanzato al ristorante. Anche alcuni Hotel lombardi hanno iniziato la sperimentazione del recupero di cibo delle colazioni: pane, torte, brioche e biscotti da parte della Fondazione Banco Alimentare Onlus Siticibo. Questa fondazione dal 1989 recupera anche le eccedenze della filiera agro-alimentare e insieme alle 21 organizzazioni diffuse sul territorio nazionale, le ridistribuisce alle strutture caritative che si occupano di offrire aiuti alimentari ai poveri ed agli emarginati in tutta Italia. Questi, secondo una ricerca realizzata nel 2015 dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sono oltre 4 milioni. Tra loro si contano ben un milione di minori che vivono in famiglie costrette a ridurre al massimo le spese alimentari. Proprio per queste situazioni da Papa Francesco risuonano pressanti gli inviti ad un uso corretto del cibo; sua la frase: “Il cibo sprecato è rubato alla mensa dei poveri” e prosegue “Dare il valore di reato allo spreco del cibo serve a ricordare, a tutti, la gravità di un gesto che spesso facciamo per indifferenza, per ignoranza, o anche perché non si paga pegno”. In Francia, a questo proposito come già detto, sono state stabilite multe e perfino pene detentive nei confronti dei negozi con una superficie superiore ai 400 metri quadrati che gettano i prodotti alimentari nei rifiuti; i gestori invece sono obbligati a conferirli alle associazioni di volontariato che lavorano per assistere i poveri. Se ci fosse la stessa legge in Italia si potrebbero raggiungere risultati importanti perché abbiamo una grande rete di volontari che si occupano di mettere in relazione il cibo recuperato con le associazioni di assistenza. Fioriscono, inoltre, molte iniziative anti spreco (Lastminute sotto casa, Food share, Frutta urbana, Pane in attesa) e questo ci coinvolge anche come cittadini e consumatori, oltre a risparmiare e ridurre i consumi, assumendo uno stile di vita più sobrio, dobbiamo stare attenti a non sprecare gli alimenti acquistati e riutilizzare il cibo avanzato per nuove ricette. In Germania, a Berlino, alcuni volontari raccolgono il cibo invenduto e lo espongono in due frigoriferi da cui chi ha bisogno può prelevare gratis il cibo, mentre negli U.S.A. è stato aperto un supermercato dove si dona il cibo appena scaduto ma ancora ottimo.

Queste iniziative sono, purtroppo, ancora piccola cosa nei confronti dello spreco che si effettua nei paesi più ricchi e che si calcola sia il 35% dell’intera produzione. Si è calcolato che con lo spreco di un giorno nella sola Europa si nutrirebbero 120.000 persone. In Inghilterra ogni anno si gettano 15 milioni di tonnellate di cibo con uno spreco enorme di risorse e di denaro. Questo appare immorale se confrontato con le situazioni di estrema povertà che affliggono gran parte dell’umanità. Come diceva Madre Teresa di Calcutta: “In una stanza si spreca, nell’altra si crepa”. Perciò cominciamo tutti a fare la nostra parte per combattere questa ingiustizia

Anna Lapini

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Sun, 24 Jul 2016 21:14:50 +0000 http://www.annalapini.it/mc/493/1/associazioni-di-consumatori-e-volontariato-contro-lo-spreco-alimentare Anna Lapini
Zaha Hadid, la visionaria che ha reinventato l’architettura http://www.annalapini.it/mc/492/1/zaha-hadid-la-visionaria-che-ha-reinventato-larchitettura

Prima donna al mondo a ricevere i tre principali riconoscimenti nel mondo dell’architettura: il Pritzker nel 2004, lo Stirling e la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects (RIBA). Nel 2010 “Time” l’aveva inclusa nelle 100 personalità più influenti del mondo. Da Bahgdad a Beirut per poi diventare cittadina britannica trasferendosi a Londra, il lavoro di Zaha Hadid ha cambiato per sempre il nostro modo di pensare lo spazio in architettura.  Zaha Hadid (1950 - 2016) è riuscita a coniugare perfettamente immaginazione e tecnologia nelle sue creazioni dando vita ad uno spazio fluido e continuo in cui spazi ed oggetti si trovano ad intrecciarsi tra loro e a perdersi gli uni negli altri, il paesaggio così si allunga come se fosse un movimento di un corpo nell’acqua, si trasforma in qualcosa in “movimento”. Proprio questa propensione alla ricerca di costruzioni dove lo spazio è fluido, un marchio impossibile da dimenticare e confondere, le ha consentito di affermarsi nell’Olimpo dell’architettura contemporanea mondiale. Le sue opere sono state capaci di innovare e rinnovare i contesti su cui si appoggiavano grazie ad un connubio unico tra urbanistica, architettura e design. Alcuni critici hanno definito il suo lavoro “una sorta di nuovo barocco” grazie ad uno stile fluido e leggero realizzato anche grazie all’impiego di nuove tecnologie e materiali come vetro, acciaio, lastre di titanio e plastica.

“Quando la gente vede cose fantastiche, la prima cosa che pensa è che non siano possibili. Invece non è vero; siamo capaci di costruire cose formidabili” ha raccontato l’artista durante un’intervista al Guardian.

Dovendo usare un’etichetta architettonica, Zaha Hadid è un’ esponente del decostruttivismo, ossia la corrente architettonica che abolisce le geometrie euclidee, come piani ed assi, sostituendoli con curve, molteplicità prospettiche, edifici plastici e linee che si piegano senza una ragione precisa. La stazione dei vigili del fuoco delle industrie Vitra e il padiglione LF One a Weil am Rhein, il London Aquatics Center a Londra, il trampolino per il salto con gli sci ad Innsbruck, il museo MAXXI a Roma, le abitazioni sull’aerea della Ex Fiera Campionaria a Milano, il terminal traghetti a Salerno, un ponte ad Abu Dhabi, la Guangzhou Opera House in Cina, questi sono solo alcuni dei progetti più famosi realizzati dallo studio di architettura di Zaha Hadid che ha disseminato la terra di opere che univano il futuro, la sua visione, al rispetto del paesaggio. Un’ artista che ha saputo affacciarsi anche al mondo della pittura e del disegno con le sue opere esposte in varie gallerie internazionali, si è, inoltre, occupata di oggetti di design realizzando, per esempio, prodotti unici come un centrotavola a elementi componibili per Alessi o vasi tondi in polietilene per Serralunga in grado di mostrare un profilo diverso da qualsiasi angolazione li si guardi. Zaha Hadid è stata una visionaria assoluta nell’architettura contemporanea, ha reinventato l’idea stessa di Spazio gettandoci nel futuro. Poche persone al mondo sono state capaci di cambiare le regole e i paradigmi della loro arte reinventando totalmente il campo stesso del gioco, Zaha, con il suo stile forte e riconoscibile, ma allo stesso tempo sempre diverso, è stata una di queste.

Anna Lapini

Fonti:

http://www.lastampa.it/2016/03/31/cultura/addio-a-zaha-hadid-genio-dellarchitettura-contemporanea-5qCYGWvhcU5ZWHJfoXHTqM/pagina.html

http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/zaha-hadid-chi-lha-detto-che-grattacielo-o-aeroporto-sono-so-1245070.html

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Tue, 19 Jul 2016 20:48:54 +0000 http://www.annalapini.it/mc/492/1/zaha-hadid-la-visionaria-che-ha-reinventato-larchitettura Anna Lapini
Come avere un’abitazione fresca anche d’estate (e anche senza condizionatore) http://www.annalapini.it/mc/491/1/come-avere-unabitazione-fresca-anche-destate-e-anche-senza-condizionatore

Si è fatta un po' desiderare quest’anno ma, alla fine, tra alti e bassi, è arrivata finalmente l’estate con temperature destinate ad alzarsi sempre di più nei prossimi giorni. Il modo più piacevole per sopravvivere al caldo estivo potrebbe essere quello di prendere costume e valigia e spostarsi in paradisi balneari in giro per il mondo. Una soluzione che sicuramente non tutti potranno permettersi per i motivi più disparati e quindi, rimane un’altra opzione: rendere la propria casa fresca e confortevole, persino dove non è installata l’aria condizionata. Per preservare la casa dal calore, senza far crescere la bolletta elettrica, esistono quindi dei “trucchi” particolari di cui qui vi parlerò.

Considerando che molto del calore esterno entra dentro casa dalla nostre finestre, utilizzando tapparelle, tende e tenendo le persiane chiuse possiamo impedire che la nostra casa diventi una serra in miniatura, riuscendo in questo modo anche ad abbassare le temperature interne dell’abitazione fino ad almeno 20 gradi. Di giorno, inoltre, è consigliabile chiudere anche le porte delle camere per mantenere più fresche le stanze nelle ore più calde della giornata; di notte invece aprirle può servire a far circolare l’aria in maniera naturale attraverso tutta la casa. Durante la notte le temperature scendono ed è questo il momento migliore per far cambiare l’aria alle nostre stanze e rinfrescarle creando una sorta di “galleria del vento” utilizzando un ventilatore o semplicemente i flussi d’aria che si creano spalancando le finestre prima di andare a letto. Non dimenticatevi però di richiudere tutte le tapparelle prima delle 9 di mattina così da mantenere la fresca temperatura interna accumulata durante la notte. Per schermare i raggi solari possiamo inoltre utilizzare, qualora avessimo balconi o finestre esposti al sole, piante e rampicanti in grado di regalarci un sicuro effetto rinfrescante. Cercate di non creare ulteriore umidità all'interno della vostra abitazione: fate il bucato e la doccia nelle ore più fresche, per evitare che condensa e vapore peggiorino la situazione. Sostituendo inoltre le vecchie lampade incandescenti con le più ecologiche lampadine a LED ci guadagnerà sia la temperatura della nostra casa, sia la nostra bolletta energetica. Per evitare di alzare la temperatura interna d’estate inoltre si può cucinare “a freddo” evitando così di accendere fuochi e forno che renderebbero la cucina “infernale”. Gli elettrodomestici come pc, televisori o console di gioco tendono inoltre con le alte temperature a scaldarsi facilmente, ne consegue un maggiore uso delle ventole interne delle stesse con conseguente rumore di disturbo e calore generato aggiuntivo, se potete quindi non li lasciate accessi senza motivo. Un altro trucco per rendere l’aria davvero rinfrescante e confortevole è quello di posizionare un recipiente con del ghiaccio di fronte ad un grosso ventilatore in maniera tale da creare una brezza marina artigianale fatta in casa. Tanti piccoli accorgimenti per vivere un’estate un po' più fresca e confortevole, in attesa di temperature più fresche con l’arrivo dell’autunno. E ora godetevi le vacanze come meglio potete.

Anna Lapini

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Sat, 16 Jul 2016 19:21:11 +0000 http://www.annalapini.it/mc/491/1/come-avere-unabitazione-fresca-anche-destate-e-anche-senza-condizionatore Anna Lapini
Aumenti dell’acqua, Confcommercio: decisione scellerata http://www.annalapini.it/mc/490/1/aumenti-dellacqua-confcommercio-decisione-scellerata

Arezzo, 13 luglio 2016 - “L’aumento ratificato dall’assemblea dell’Autorità Idrica Toscana è sconsiderato, inopportuno, ingiustificato e ingiustificabile. Anche i Sindaci, che siedono in assemblea, ne sono corresponsabili e ne dovranno rispondere di fronte a cittadini e imprenditori, già vessati da tariffe più care qui che altrove”. Lo afferma la presidente regionale e provinciale di Confcommercio Anna Lapini, che a giugno aveva esortato i primi cittadini della provincia, Arezzo in primis, “a coordinarsi meglio per tutelare gli interessi delle loro comunità e a fare chiarezza sui costi e sugli investimenti programmati, con l’obiettivo di ridurre le tariffe senza toccare l’efficienza del servizio”. 

L’aumento proposto da Nuove Acque, ente gestore del servizio, e approvato dall’Autorità Idrica, sarà “spalmato” su quattro anni da ora fino al 2019. “Sarà di poco meno del 4% nel primo anno, poi arriverà quasi al 5%”, anticipa Anna Lapini, “è vero, il massimo consentito per gli aumenti è del 5,5% annuo, quindi dovremmo addirittura ringraziare Nuove Acque per essersi accontentata di mezzo punto percentuale in meno. Peccato però che i costi operativi per abitante da noi siano molto più alti della media nazionale: 130 euro contro le circa 100 del resto d’Italia. E non si sa per quale motivo. In più, oltre agli aumenti, nei prossimi anni ci ritroveremo addebitati in bolletta anche dei costi aggiuntivi per fantomatiche “partite pregresse” e conguagli, per un importo totale di 8 milioni di euro da ripartire fra tutti gli utenti. Neppure di fronte a questi dati i Sindaci hanno pensato di fare il loro dovere chiedendo spiegazioni in nome e per conto dei loro concittadini”.

È mai possibile”, prosegue la presidente, “che non ci siano miglioramenti da fare nel sistema  di gestione dell’acqua pubblica? Eppure, quando i conti non tornano, nelle imprese si passa prima di tutto  a razionalizzare le spese interne, non certo ad aumentare i prezzi ai clienti.”

Aumentare i costi fissi per le imprese non significa solo erodere ancora di più il loro margine di profitto, già molto ridotto in questi anni di crisi e contrazione dei consumi, ma significa anche annullare risorse per la crescita dell’economia locale e per lo sviluppo dell’occupazione. Anche di questo i Sindaci dovranno rispondere”, chiude la presidente di Confcommercio Toscana.

lanazione.it

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Fri, 15 Jul 2016 12:54:53 +0000 http://www.annalapini.it/mc/490/1/aumenti-dellacqua-confcommercio-decisione-scellerata Anna Lapini
Shopping sotto le stelle, conto alla rovescia per il secondo appuntamento http://www.annalapini.it/mc/489/1/shopping-sotto-le-stelle-conto-alla-rovescia-per-il-secondo-appuntamento

Il centro storico pronto a trasformarsi in un’oasi pedonale per lo shopping e il divertimento. Negozi aperti fino a mezzanotte, cene e aperitivi all’aperto e un ricco programma di spettacoli fra concerti dal vivo, balli, dj set, show di magia e giochi per bambini. Alle ore 19 scatta la chiusura al traffico di via Roma, via Crispi, via Madonna del Prato e via Guido Monaco, che ospiterà il taglio del nastro alle ore 21.30. Alle 22 il lancio della lanterne dei desideri in piazza Grande

Mancano ormai poche ore al secondo appuntamento dell’edizione 2016 di “Shopping sotto le stelle”, l’ottava, in programma per domani (venerdì 8 luglio) nel centro storico di Arezzo. Un centro che dalle ore 19 fino alla mezzanotte si trasformerà in una grande area pedonale grazie alla notte bianca dello shopping ideata dalla Confcommercio con il patrocinio del Comune di Arezzo e il contributo di Banca Valdichiana.

Sono infatti confermate le chiusure al traffico di alcune strade, come il boulevard di via Roma-via Crispi, via Madonna del Prato e via Guido Monaco, nel tratto che va verso la stazione ferroviaria e che, a brevissimo, sarà restituito alla città dopo i lavori di rifacimento ormai in fase di ultimazione. Sarà proprio via Guido Monaco ad ospitare il taglio del nastro ufficiale della serata, fissato alle ore 21.30 alla presenza del vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini, dell’assessore alle attività produttive Marcello Comanducci, della presidente di Confcommercio Anna Lapini e del direttore generale di Banca Valdichiana Fulvio Benicchi.

Inizieranno prima, già intorno alle 20, gli eventi che animeranno la città fino a tardi. Protagonisti assoluti della serata restano però i negozi, aperti fino alla mezzanotte con tante sorprese per i clienti fra prodotti in saldo, gadget in omaggio, offerte speciali messe in piedi solo per l’occasione, drink di benvenuto e molto altro ancora. Un posto d’onore lo avranno anche bar e ristoranti, che “invaderanno” con tavolini e sedie le strade restituite alla passeggiata pedonale per offrire cocktail, cene e spuntini sotto le stelle.

Così, grazie anche alle vetrine illuminate e agli allestimenti esterni dei locali, il centro storico farà da palcoscenico ideale per le tante iniziative messe in piedi dagli organizzatori. Dj set e concerti dal vivo, giochi e animazioni per bambini, spettacoli di danza classica e moderna o ispirati al mondo del circo, balli di gruppo latinoamericani e giochi di magia. Non mancherà davvero nulla per attirare l’attenzione di aretini e turisti.

Intanto, anche nelle ultime ore si vanno aggiungendo tasselli importanti al mosaico del divertimento: per esempio via S. Giovanni Decollato, che ospiterà un dj set, a cura di Fabry Flake, per movimentare il ritmo dello shopping. Ma eventi ci saranno un po’ ovunque: in piazza San Jacopo la danza della scuola Piccola Etoile, in via Madonna del Prato la performance dei Rasenna Brass Quintet, in piazza Sant’Agostino la “fiesta latina” di Salsa Na Ma; in via Roma e via Crispi il live di Elena Goti Quartet, il dj set Vogue, la Banda dei pIccoli Chef e i gonfiabili per i bambini; in piazza Guido Monaco (altezza bar Margò) le percussioni di Daniele Cerofolini; in via Guido Monaco la danza aerea 100% Circo, il dj Gianni Luna e il live degli Area 71; in piazza della Badia la musica vintage di “Quelli della solita ora”, in piazza San Francesco il jazz di Organ Trio e il dj set con Niro Perrone; infine in piazza Grande, dove c’è grande attesa per lo spettacolare lancio delle lanterne, previsto intorno alle 22 ma anticipato dallo show del mago Matteo Capriglione, direttamente dalla trasmissione Italia’s got talent, e dall’animazione musicale di Andrea Fognani ed Enzo Scartoni.

Molto alte le aspettative degli operatori, dopo che la prima serata di “Shopping sotto le stelle”, sabato 2 luglio, era stata giocoforza “consacrata” alla partita dell’Italia agli Europei. Venerdì intrattenimenti e shopping torneranno quindi prepotentemente alla ribalta con la speranza, ovviamente, che l’atmosfera festosa e la dolcezza della notte estiva servano anche a rivitalizzare un po’ le vendite

Dopo l’8 luglio, “Shopping sotto le stelle” archivierà l’edizione 2016 per dare appuntamento al 2017 nel primo sabato di luglio 2017, sempre in concomitanza con l’avvio dei saldi di fine stagione.

arezzonotizie.it

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Fri, 8 Jul 2016 18:55:18 +0000 http://www.annalapini.it/mc/489/1/shopping-sotto-le-stelle-conto-alla-rovescia-per-il-secondo-appuntamento Anna Lapini
Come preparare la valigia perfetta per ogni destinazione http://www.annalapini.it/mc/488/1/come-preparare-la-valigia-perfetta-per-ogni-destinazione

Con l’arrivo del caldo e delle prime ferie, per godere finalmente del meritato riposo da lavoro, stress e vita quotidiana, arriva come ogni anno il momento di concedersi qualche giorno di vacanza, tra mare, montagna, città d’arte, capitali europee o isole paradisiache. Voi avete già pianificato le vostre ferie, e se si, la vostra valigia è già lì, pronta che vi aspetta?

Ogni viaggio ha il suo bagaglio, il che significa che esistono zaini, trolley e valigie su misura a seconda della meta che ci aspetta. I viaggi avventurosi, con molte camminate, richiedono principalmente di essere leggeri, specialmente se viaggerete a piedi: ogni oggetto non indispensabile diventerebbe altrimenti una zavorra inutile al vostro cammino. Se pensate di partire in aereo, invece, può andare bene una valida semi-rigida. Ricordatevi comunque di controllare attentamente i limiti di peso e dimensioni del vostro bagaglio a mano sui siti del vostro vettore aereo, spesso sono proprio questi i modi che utilizzano le compagnie per “rientrare” economicamente dei biglietti venduti a prezzi bassi. Nei bagagli a mano portati in aeroporto, inoltre, ormai da anni, non possono essere portati quantità di liquidi superiori a 100 ml per contenitore (fino ad un massimo di un litro), e anche con quantità minori questi devono essere separati dal bagaglio da stiva al momento dei controlli e inseriti in contenitori trasparenti. Se prendete autobus, treno o macchina invece non avrete particolari problemi, dipenderà a voi comunque riuscire ad organizzare il bagaglio perfetto per portare l’indispensabile per le vostre vacanze in poco spazio. Iniziamo.

Per non perdersi proprio niente di utile per il vostro viaggio prendete carta e penna e preparate una lista di viaggio con tutto l’indispensabile che vi servirà per partire (esistono anche diverse app da utilizzare sullo smartphone come PackPoint o Triplist che permettono di farlo). Calcolate quanti giorni sarete in viaggio e, seguendo il programma delle cose che farete, decidete a priori quale sarà il “dress code” delle giornate che vi aspettano, creare fin da subito delle combinazioni di massima è la cosa migliore. Inevitabile controllare anche le previsioni meteo così da non finire impreparati al primo acquazzone (ma un buon impermeabile non dovrebbe mai mancare). Una volta completata la lista, rileggetela attentamente e chiedetevi se davvero ogni oggetto inserito è davvero fondamentale e se siete disposti così a portarlo con voi, se la risposta risulta negativa: lasciatelo tranquillamente a casa. Prendete solo ciò di cui non potete fare a meno ed eliminate ciò che non avete mai indossato negli ultimi mesi (a meno che non siano acquisti fatti ad hoc per il viaggio). Fare la valigia una volta era il mio incubo e anche la cosa che mi rubava più tempo in assoluto, prendetevi quindi il vostro tempo e non riducetevi all’ultimo momento.

Cercate di ridurre il numero di capi ed accessori scegliendo vestiti di pochi colori facilmente abbinabili tra loro e portando calzature che possono andare bene in più situazioni: dal fresco al caldo, dal sole alla pioggia. Portate biancheria intima per la metà dei vostri giorni di viaggio, lavare l’intimo vi porterà via solo pochi minuti e vi servirà per recuperare spazio utile nella vostra valigia, utilizzate tessuti che si asciugano in fretta (come il polipropilene che è leggero ed assorbe il sudore). Evitate oggetti ingombranti come gli accappatoi, la maggior parte degli hotel o resort ne offrono di gratuiti all’arrivo. Conta molto anche come deciderete di inserire i vostri capi di vestiario all’interno della valigia; su Internet troverete diversi video che vi illustrano alcuni particolari modi per piegare i vestiti: c’è chi decide di posizionare i vestiti uno all’interno dell’altro (questo il link su youtube) e poi piegati in modo tale da fare un mega pacco, e chi, come me, tende ad arrotolarli a forma di cilindro così da essere facilmente tirati fuori dalla valigia all’evenienza senza creare disordine aggiuntivo. Mettete le cose più ingombranti in fondo: iniziate con pantaloni, gonne, golfini, giacche e vestiti; scarpe e accessori ai lati; poi terminate con magliette, intimo e costumi. Per ogni evenienza portate con voi qualche medicinale in caso di imprevisti vari, evitate invece shampoo, bagnoschiuma o altri liquidi facile da reperire un po' ovunque. Comprate dei contenitori da viaggio per i vostri prodotti da bagno, questo per evitare che eventuali perdite di dentifricio o profumi finiscano sui vostri vestiti.

Se una volta a destinazione scoprirete che i vostri abiti più importanti si sono stropicciati esiste un metodo semplice per stirarli: appendeteli in bagno ed aprite l’acqua calda della doccia per almeno 10 minuti, il vapore eliminerà le pieghe stirando naturalmente e rinfrescando gli abiti. Infine non perdete la famosa guida su YouTube “the Art of Packing” di Louis Vuitton e ricordate il primo consiglio per ogni bagaglio impeccabile: less is more, meno è meglio.

Anna Lapini

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Thu, 7 Jul 2016 19:41:27 +0000 http://www.annalapini.it/mc/488/1/come-preparare-la-valigia-perfetta-per-ogni-destinazione Anna Lapini
I cactus salveranno il mondo http://www.annalapini.it/mc/487/1/i-cactus-salveranno-il-mondo

Con il termine “Cactacee” si indica un grande numero di piante diffuse specialmente nel continente americano dal Canada alla Patagonia. Crescono nelle steppe, nelle praterie, nelle zone semidesertiche (giungendo, però, anche a 4000 metri sulle Ande) e persino in ambienti tropicali con particolari forme di piante epifite, ma non vivono nei deserti perché hanno bisogno di almeno un periodo di acqua durante l’anno o di umidità ambientale.

I cactus comprendono un centinaio di generi e due migliaia di specie per lo più a fusto succulento con forme molto diverse, così come diverse sono le dimensioni che vanno da pochi cm fino ad un’altezza di decine di metri, vere e proprie colonne vegetali che caratterizzano il panorama di zone semidesertiche del Messico e della California. Per sopravvivere in zone climatiche tanto difficili queste piante hanno dovuto modificare la loro forma ed il funzionamento dei tessuti. La maggior parte ha sviluppato parti in grado di immagazzinare i liquidi quando piove o c’è l’umidità, in modo da utilizzarli nei periodi anche molto lunghi di siccità. Anche le foglie sono spesso trasformate in spine per evitare l’evaporazione, la forma sovente è ovale o cilindrica, la superficie esterna è coperta da uno strato impermeabile, le radici sono estese. Le piante hanno messo in atto diversi accorgimenti per attirare gli insetti impollinatori o per diffondere i loro semi. Sono, inoltre, in grado di ridurre il loro metabolismo nei periodi di riposo. Spesso si confondono le cactacee con le succulente (comunemente dette in modo meno corretto “piante grasse”). Mentre quasi tutti i cactus sono succulente, non tutte le succulente sono cactus. Comunque anche le piante grasse hanno sviluppato tessuti “succulenti”, i parenchimi acquiferi in grado di accumulare liquidi e sono in grado di sopravvivere a periodi anche lunghi di siccità. Proprio per trovare delle soluzioni plausibili al problema della siccità in California è stato promosso dal portale “Archinect” un contest per promuovere la ricerca in architettura: vincitore di questo contest è stato l’architetto di origini cinesi Ali Chen che ha proposto, in vaste aree desertiche, la coltivazione intensiva dei cactus,  che, con le loro proprietà caratteristiche possono scongiurare la piaga della siccità che da quattro anni affligge la California. I cactus possono essere, infatti, sia mangiati, sia utilizzati come filtri per purificare l’acqua, sia trasformati in foraggio. Un premio che dimostra ancora di più quanto fondamentale sia questa pianta per l’equilibrio del nostro ecosistema.

Ed ecco spiegato il motivo del mio interesse per questo tipo di piante. Anche per chi non ha proprio il pollice verde o non ha molto tempo da dedicare alla coltivazione, le cactacee e le piante grasse offrono così tante specie ed hanno così poche esigenze da dare grande soddisfazione a chi inizi ad occuparsi di loro. Una ciotola od un bel vaso di terracotta (con un terreno costituito da: ghiaietta, sabbia grossa, sabbia fine, limo, terriccio di foglie, mattoni tritati per evitare che le radici marciscano) sono sufficienti per iniziare la nostra collezione di succulente. Le annaffiature saranno ridotte ad una volta ogni tre settimane in autunno, quasi assenti in inverno, non più di una volta a settimana in primavera (bisogna aspettare, comunque, che il terreno sia asciutto) e durante il grande caldo le piante vanno semplicemente spruzzate perché spesso bloccano o rallentano l’attività ed hanno meno bisogno di acqua. Ovviamente ci sono delle differenze tra una specie e l’altra ma, per mia esperienza, posso dire che sono piante molto pazienti con chi le accudisce e tollerano anche i nostri errori. Crescono meglio all’aperto, ma anche in casa, se troviamo una posizione luminosa, ma non in pieno sole, con temperature né troppo fredde, né eccessivamente calde, potremo avere la soddisfazione di veder crescere e prosperare le nostre piantine giungendo anche a vederle fiorire. Se poi lo desideriamo veramente potremo anche avere nuove piante tramite la semina o le talee (io in verità preferisco acquistare le nuove piantine, è più semplice) ma la semina è una procedura un po' complessa che richiede particolari condizioni di calore, umidità, luce, circolazione dell’aria. Se ci riuscite certo sarà di grande soddisfazione per voi. Molto più semplice è ottenere nuove piante per mezzo di talee. Questo procedimento si può attuare in qualsiasi periodo dell’anno, ma è preferibile farlo in primavera. Si potranno ottenere le talee tagliando un pezzo dalla pianta madre con un coltello molto affilato. Sul taglio della pianta madre dovrete mettere del carbone vegetale in polvere o della sabbia per far cicatrizzare la ferita. Il pezzo tagliato, invece, andrà fatto riposare all’aria aperta per qualche giorno e potrà essere interrato quando non ne uscirà più liquido. Molte piante grasse producono alla base piccoli cactus che vanno, comunque, tolti per salvaguardare la pianta madre e da ognuno di essi potremo ricavare una nuova piantina. Per le piante più grandi può essere necessario il rinvaso quando fuoriescono delle radici dai fori di scolo. Con l’ausilio di guanti appositi sarà facile far uscire la pianta dal vaso, se le radici fossero troppo lunghe sarà opportuno tagliarle nella parte terminale, in tal caso sarà necessario attendere qualche giorno prima del rinvaso con apposito terriccio. Le nostre piante grasse o cactus potranno anche donarci le loro fioriture, che in genere vanno da maggio a novembre, se sapremo diversificare le nostre piante potremo avere un lungo periodo di fioritura. A questo punto spero che anche voi diventiate appassionate di questo genere di piante, con poco impegno avrete un bel giardinetto di specie caratteristiche ed originali e potrete anche collezionarle vista la loro grande varietà.

Anna Lapini

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Sun, 3 Jul 2016 17:29:42 +0000 http://www.annalapini.it/mc/487/1/i-cactus-salveranno-il-mondo Anna Lapini
Stile Zen o minimal style, arredare casa seguendo il design giapponese http://www.annalapini.it/mc/486/1/stile-zen-o-minimal-style-arredare-casa-seguendo-il-design-giapponese

Linee pulite e moderne, spazi sempre più spesso verso open space o loft, materiali naturali e colori neutri, è uno degli stili d’arredamento più amati del momento, uno stile arrivato direttamente dal Giappone, parliamo, ovviamente, dello stile “minimale”. A differenza di America ed Europa dove troviamo case piene di mobili, suppellettili ed oggetti vari, la cultura orientale preferisce da sempre la semplicità, con spazi interni leggeri e poco affollati, planimetrie ampie e pareti semplici per abbracciare la semplicità della natura esterna. I materiali preferiti da questo stile sono proprio quelli che richiamano la natura: bambù, graticcio, ferro o rock sono alla base dell’arredamento giapponese. Spesso nelle case, proprio per rompere gli spazi interni sia visivamente che fisicamente, vengono creati dei giardini, tipici della cultura giapponese e caratteristica unica per valorizzare l’importante unione con la natura, ricreata, artificialmente o veramente, in maniera tale da porre in connessione gli esseri umani e la loro abitazione con l’ambiente naturale che li circonda. Ampia importanza viene data all’elemento luce grazie a grandi vetrate, prive di tende, che favoriscono l’entrata della luce naturale ed il contatto con l’ambiente esterno.

I principi su cui si basa l’arredamento di una camera con stile minimalista sono le linee geometriche semplici, l’assenza di elementi decorativi e infine la scelta di colori neutri (come il bianco, utilizzato in tutte le sue tonalità ed affiancato anche da blocchi di colore più acceso per contrastare i toni più neutri). Completano il tutto mobili da forme geometriche pure e linee rette, preferibili quelli bassi e con toni chiari. Fondamentale è che lo spazio non sia riempito di decorazioni che non abbiano delle funzioni concrete; i dettagli architettonici vengono quindi preferiti agli elementi decorativi della stanza. La sobrietà viene prima di tutto, a seguire viene l’ordine dal momento che l’affollamento è visto come una forma di distrazione visiva: minore affollamento quindi, minore stress. Alcune ricerche emergenti hanno, infatti, dimostrato che una stanza troppo disordinata può produrre ansia, un ambiente troppo scuro renderci depressi, uno spazio troppo luminoso maggiore stress. Proprio per queste ragioni è bene scegliere uno stile d’arredamento in grado di eliminare questi possibili problemi: il design minimalista, eliminando gran parte del disordine abitativo, è uno degli stili di arredamento più indicati dal momento che ha un aspetto pulito, ordinato e caloroso, è uno stile quindi in grado di rendere l’ambiente meno stressante e basilare. Una camera minimalista dovrebbe contenere solo alcuni mobili essenziali: divano, sedia, tavolino, libreria, televisione e qualche lampada per il soggiorno; letto, comò e un comodino per la camera da letto. L’essenzialità e la semplicità vanno ricercate anche nelle poche decorazioni che affiancano le varie zone della casa: oggetti di design, qualche opera d’arte o un numero limitato di accessori per esempio, prediligendo la qualità alla quantità.

L’arredamento minimalista si afferma in occidente in tempi moderni, intorno agli anni sessanta, anche per questioni pratiche: chi vive in appartamenti poco ampi è, infatti, alla ricerca di soluzioni salvaspazio e la scelta di arredi senza troppi fronzoli è anche una scelta quasi obbligata. Obbligata non intende però che porti l’ambiente ad essere freddo e poco accogliente ma anzi, ogni dettaglio in questo stile viene perfettamente curato, scelto con attenzione per non dover dare spazio ad altri oggetti di design che vengono invece ridotti al minimo. Ambienti semplici da pulire e ordinare, dove ogni cosa è al suo posto. Ordine, eleganza, funzionalità e praticità sono le parole chiavi di questo genere di arredamento, l’atmosfera che viene a crearsi risulta così molto piacevole e rilassante. Secondo il motto guida del designer tedesco Mies Van der Rohe, famoso proprio per i suoi arredi minimali e all’avanguardia, “Less is more”.

Anna Lapini

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Mon, 27 Jun 2016 19:27:54 +0000 http://www.annalapini.it/mc/486/1/stile-zen-o-minimal-style-arredare-casa-seguendo-il-design-giapponese Anna Lapini
Il design della cucina italiana nel tempo http://www.annalapini.it/mc/485/1/il-design-della-cucina-italiana-nel-tempo

La storia della cucina italiana (intesa come ambiente fisico adibito alla preparazione dei cibi) cambia nel tempo e nei diversi stati sociali. Fino all’Ottocento e per buona parte del Novecento nelle case borghesi la cucina, come la dispensa o altri locali di servizio, era un luogo riservato ai domestici, la padrona di casa vi entrava per organizzare o controllare il lavoro, il padrone di casa non vi entrava affatto, nelle case del popolo, invece, la cucina, spesso, era l’unico ambiente dove si viveva, si preparavano i cibi, ci si scaldava intorno al focolare. Il cambiamento nell’arredamento della cucina inizia quando le classi lavoratrici diventano meno povere e, contemporaneamente, sempre meno famiglie possono permettersi personale di servizio, ormai diventato troppo costoso, a quel punto la cucina diviene un luogo dove la donna trascorre molto tempo e desidera, perciò, che sia un ambiente funzionale e piacevole. All’indomani della prima guerra mondiale venne creata la Frankfurt Kitchen (1926-1927 da Grete Schutte-Lihotzky, prima opera del genere concepita da un architetto donna ed ora esposta al museo MOMA di New York). Questo modello di cucina venne realizzato in migliaia di copie per l’arredamento di alloggi pubblici che le aziende della zona di Francoforte costruivano. Dal design compatto ed ergonomico riflettevano il progetto di trasformare in modo positivo la vita delle famiglie medie.

La creazione delle cucine divenne, in seguito, terreno di prova per i nuovi materiali e tecnologie con una particolare attenzione alla praticità ed all’igiene ed anche alla razionalizzazione che potesse contribuire al risparmio di tempo. Dopo la seconda guerra mondiale la cucina divenne il primo ambiente da ricostruire e tanti mobilieri italiani si trasformarono in imprenditori proprio in questo settore. Sempre più numerose donne italiane iniziarono a lavorare e la sera non avevano voglia di restare da sole a lavorare in cucina, così questa stanza arredata con le nuove cucine realizzate in quegli anni divenne il centro della casa, un ambiente da mostrare anche agli ospiti, dove mangiare tutti insieme, il nucleo della vita familiare. Nel primo dopoguerra i Designer italiani crearono opere che hanno lasciato il segno come il frigorifero (primo frigorifero d’autore ideato nel 1954 da Marco Zanuso) o la prima cucina componibile (intesa come attrezzature inserite all’interno di mobili pensati e prodotti dall’industria) creata da Augusto Magnaghi sempre nel 1954 e premiata con il “Compasso d’Oro” per “la sua indipendenza stilistica rispetto al dilagante modello americano”. I designer italiani, infatti, pur partendo dallo studio dei modelli stranieri, volevano creare un proprio stile basato sulla scelta dei materiali (come l’ulivo e il frassino), dei colori e delle luci che rendessero questa stanza sì funzionale, ma anche calda ed accogliente. Nel 1963 Joe Colombo ideò la Mini-Kitchen: un monoblocco su ruote che in un solo metro cubo conteneva tutto l’occorrente per cucinare (il modello originale in legno è esposto al MOMA). Negli anni ’70 si crearono i primi modelli ad incasso e si inserirono il congelatore e la lavastoviglie, inoltre per rispondere alle esigenze della clientela di avere un luogo personalizzato si crearono le prime cucine su misura. Risale, poi, al 1988 la creazione, da parte di Luca Meda di “Nuvola” la prima cucina sospesa. Negli ultimi anni la cucina ha subito un’ulteriore evoluzione aprendosi al living. Le zone operative sono spesso state inserite nella penisola che contiene lavabo e fornello e che è solo una parte del grande spazio contenente salotto e sala da pranzo. Ciò che importa per i costruttori è ormai riuscire ad unire materiali ricercati, insieme eco-compatibili ed accessibili, alle ultime novità tecnologiche perché questo spazio sia sempre più funzionale ed accogliente.

Anna Lapini

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Fri, 24 Jun 2016 18:24:07 +0000 http://www.annalapini.it/mc/485/1/il-design-della-cucina-italiana-nel-tempo Anna Lapini
Paese che vai, Galateo che trovi http://www.annalapini.it/mc/484/1/paese-che-vai-galateo-che-trovi

Che si parli di bon ton, etichetta o il più comune “galateo” ci riferiamo comunque a quella serie di norme, a volte neanche scritte, con cui identifichiamo la buona educazione, la norma convenzionale e le aspettative del comportamento sociale.

Il termine originario deriva dal trattato “Galateo overo de’ costumi” di monsignor Giovanni Della Casa. L’ecclesiastico e letterato di origine fiorentina lo intitolò così perché lo dedicò al suo amico Galeazzo (latinizzato Galatheus) Florimonte, vescovo di Sessa Aurunca in Campania, noto per essere una persona dai modi cortesi, e che gli aveva consigliato di pubblicare il trattato. Dal 1558, anno di pubblicazione del trattato originario, molte regole del galateo si sono smarrite nella nostra quotidianità; eppure in certe situazioni pubbliche e private sarebbe molto utile conoscerle e soprattutto praticarle, dopotutto, l’etichetta è in continua evoluzione e riesce a unire sia nuove esperienze che vecchi usi. Le regole del galateo oltre ad essere cambiate con il passare degli anni cambiano e sono cambiate anche rispetto al paese in cui ci troviamo, se un determinato comportamento viene accettato in un paese non è detto che lo stesso sia ugualmente ben visto appena superiamo i confini della nostra casa, il famoso detto “paese che vai, usanza che trovi” è sempre valido, anche quando si parla di buone maniere.

E così scopriamo che in Francia è buona educazione tenere entrambe le mani sulla tavola anche quando non si stanno consumando delle pietanze, così da far vedere a chiunque cosa facciamo ed evitare “maliziosi” pensieri.  In Germania invece considerano educato schiacciare le patate, uno dei piatti tipici della cultura tedesca, con la forchetta e mai con il coltello, come da voler lasciar intendere che uno dei cibi più caratteristici è così tenero da non aver bisogno di esser tagliato ma solo schiacciato. La tradizione Inglese vuole che gli asparagi  vengano mangiati usando le dita, come se fossero patatine fritte, e non con le posate, prendendoli dal gambo ed immergendoli nell’eventuale salsa di accompagnamento. Il rito del pasto in Spagna è sempre accompagnato dalla “sobremesa” ovvero il tempo adeguato alla digestione, quindi mai alzarsi da tavola subito dopo aver finito di mangiare ma prendersi il tempo adeguato per rilassarsi e magari godersi anche la compagnia dei commensali.

Spostandosi fuori dall’Europa continuano le particolarità legate al cibo e così in Messico scopriamo che è consigliato adoperare le mani per mangiare i tipici tacos, inzuppandone magari la punta nella salsa, ed evitando categoricamente le posate. In Giappone è consigliato, per non passare come portatori di sventura, non conficcare mai le bacchette nella ciotola di riso, il classico pasto più consumato della giornata. Durante le cerimonie funebri buddiste infatti il piatto di riso con le bacchette conficcate dentro viene offerto ai defunti, meglio quindi mantenerle orizzontali sulla ciotola o sul piatto. Altra curiosità arriva dalla Thailandia dove la forchetta perde il tipico uso che gli attribuiamo noi Italiani, non si adopera infatti per portare il cibo alla bocca ma solo per riempire la posata più utilizzata per mangiare: il cucchiaio.

Anna Lapini

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Mon, 20 Jun 2016 17:31:00 +0000 http://www.annalapini.it/mc/484/1/paese-che-vai-galateo-che-trovi Anna Lapini
Feng shui, come portare armonia ed ordine nelle proprie abitazioni http://www.annalapini.it/mc/483/1/feng-shui-come-portare-armonia-ed-ordine-nelle-proprie-abitazioni

Vivere ed abitare in armonia con le forze della Natura è l’obiettivo principale dell’antica arte geomantica taoista, ausiliaria dell’architettura, del Feng Shui. Un’antica arte che coniuga filosofia ed architettura, sapienza e pragmatismo nel costruire e nell’arredare. Diffusa in Occidente a partire dalla fine dello scorso millennio, questa tradizione, di origine cinese e tibetana, partendo dai principi dell’I Ching e dalla teoria dei cinque elementi (fuoco, metallo, terra, legno e acqua) analizza come essi influenzino il movimento dell’energia nell’ambiente. Il Feng Shui non è uno stile, ma una serie di regole da mettere in pratica con l’arredo per ritrovare benessere, equilibrio e armonia. Letteralmente Feng Shui significa “vento e acqua”, due elementi che plasmano la terra e sono a loro modo indispensabili per la vita: il vento che muove le nuvole gonfie di pioggia e l’acqua che è elemento fondamentale per la vita di ogni creatura sul pianeta. Il punto di partenza è il Ch’I, il respiro della natura, l’energia vitale che scorre nel mondo, la quale risponde ai principi universali racchiusi nel concetto di Li, ossia l’ordine naturale delle cose. La strada migliore è quella di vivere in simbiosi con quell’energia naturale che permea ogni cosa, il Feng Shui ci consiglia proprio questo, dandoci i consigli giusti su come arredare la nostra abitazione in modo da sfruttare le energie favorevoli ed allontanare gli influssi negativi.

Piccoli cambiamenti nella disposizione dei mobili o nelle tinte delle pareti possono, infatti, rivelarsi strategici per ritrovare l’armonia con l’ambiente che ci ospita e che , talvolta, ci sembra meno accogliente del solito causandoci ansia o disturbi psicofisici. Nei paesi Orientali, molto più che da noi Occidentali, esistono esperti di Feng Shui che, nel loro lavoro, valutano le abitazioni dal punto di vista energetico e decidono così quali sono i “rimedi” da adottare per armonizzare l’energia all’interno delle case e portare alle famiglie che le abitano serenità e benessere. Nella disposizione degli arredamenti i principi del Feng Shui tengono inoltre conto della presenza di campi magnetici ed energetici. La prima regola da seguire è l’ordine: bisogna liberarsi dagli oggetti superflui poiché questi impediscono il fluire delle energie positive. Un ulteriore argomento da analizzare, in caso di tinteggiatura della casa, è quello della scelta dei colori più adatti che, non deve essere casuale, ma adeguata ad ogni ambiente: rosso e arancione sono adatti al salotto poiché facilitano la conversazione, blu e verde favoriscono il relax e il sonno nelle camere da letto, il giallo dona energia e stimola l’appetito quindi è più adatto alla cucina. Equilibra bene l’elemento Fuoco (rosso, arancione, viola, rosa, giallo intenso) all’interno dell’abitazione, ti fornirà energia positiva per raggiungere i tuoi obiettivi. L’elemento della Terra (giallo pallido, beige) ti aiuterà a creare un’atmosfera protettiva. L’elemento Metallo (grigio e bianco) rafforza invece qualità come l’astuzia, la precisione, la chiarezza e l’efficienza. I colori pastello (azzurro, rosa chiaro, verde chiaro, violetto) una volta aggiunti alla camera da letto possono portare pace, quiete e serenità mentale agli abitanti della casa. La giusta scelta dei colori, che potrà garantirci il miglior umore possibile, è una combinazione delle proprietà dei colori, dell’energia e delle sinergie tra loro.

La disposizione dei mobili è uno dei principi chiave del Feng Shui, ordinare quindi la camera da letto in primis, la cucina e le altre stanze della casa può rendere l’abitazione molto più accogliente e vivibile. Cercate di scegliere complementi d’arredo quanto più naturali possibili (legno, pietra, metallo), gli stessi mobili non dovranno essere trattati con sostanze chimiche inquinanti per l’ambiente e per l’aria che respiriamo. La camera da letto deve essere vista come un rifugio per corpo e mente, deve essere una sorta di barriera con il mondo e le preoccupazioni esterne. Prima regola, ancora una volta, eliminare qualsiasi oggetto non utile alla funzione della camera da letto. Il principio chiamato “posizione di comando” ci consiglia di posizionare il letto nell’angolo più lontano dalla porta della stanza, con la schiena appoggiata ad una parete solida, questo per creare una zona “sicura”. Se si cerca di riposare gli specchi stimolano tantissimo la nostra energia e questo non ci aiuta, quindi né specchi, né televisori, né connessione internet all’interno della camera da letto, sono elementi che “distraggono”. Fondamentale è l’illuminazione poiché la luce è la nostra fonte primaria di “nutrienti” per la mente, mai diretta in camera da letto ma soffusa, meglio ancora se regolabile in luminosità. Sì alle immagini tranquille tratte dalla natura, paesaggi neutri o evocativi che portino a stati d’animo di calma e tranquillità. No a foto di parenti o amici che sembrano invece fissarti (vale lo stesso discorso anche per le figure religiose). La ricerca dell’equilibrio, in camera da letto così come nella vita, è l’obiettivo finale per il benessere di ognuno di noi.

Anna Lapini

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Thu, 16 Jun 2016 19:30:51 +0000 http://www.annalapini.it/mc/483/1/feng-shui-come-portare-armonia-ed-ordine-nelle-proprie-abitazioni Anna Lapini
Lamezia, cerimonia di inaugurazione della sesta edizione di Trame http://www.annalapini.it/mc/482/1/lamezia-cerimonia-di-inaugurazione-della-sesta-edizione-di-trame

Lamezia Terme – Si è svolta nel Chiostro San Domenico la cerimonia di inaugurazione della 6° edizione di “Trame”. Dopo i ringraziamenti a sponsor e partners, Gaetano Savatteri – direttore artistico del Festival – ha ribadito che “Trame festival non è solo il circo che si allestisce in 5 giorni, ma è un laboratorio, un presidio attivo tutto l’anno in Calabria ma anche nel resto d’Italia. Il nostro obiettivo è rendere Lamezia Capitale delle legalità. L’aumento dei nostri volontari – quest’anno sono 146 venuti da tutta Italia – è un segnale di questo processo in crescita. I giovani volontari non sono soltanto coloro che ci aiutano a rendere possibile il festival, ma sono anche attenti spettatori e partecipano con interesse alle nostre attività. Perché conoscere è condizione essenziale per radicare il pensiero anti-mafia.

Uno speciale ringraziamento del direttore è andato poi a Confcommercio, che quest’anno ha rinnovato la collaborazione con “Trame”. Per Anna Lapini, componente di giunta Confcommercio Imprese per l’Italia con incarico per la legalità e la sicurezza, “Il tema del contrasto a ogni forma di criminalità è una delle priorità di Confcommercio, poiché l’illegalità, in tutte le sue declinazioni, ha un effetto diretto e negativo sulla competitività delle imprese e dell’intero sistema economico: oltre 27 miliardi. Abbiamo deciso di rinnovare il nostro sostegno e la collaborazione a “Trame” perché questo Festival ci dà l’occasione di poter comunicare, senza retorica ma con linguaggi nuovi, la volontà delle imprese di essere libere da quelle forme di criminalità – racket, usura, corruzione – che minano l’attività imprenditoriale, e di diffondere una maggiore consapevolezza su quali possano essere gli effetti devastanti di un fenomeno quale la contraffazione. A questi due temi abbiamo dedicato gli eventi realizzati in collaborazione con Trame 6, il reading di Paolo Briguglia, “Una impresa libera…. Costi quel che costi” su testi selezionati insieme e lo spettacolo teatrale anticontraffazione scritto da Andrea Guolo e interpretato da Tiziana Di Masi , “Tutto quello che sto per dirvi è falso”, che rientra nel “Progetto nazionale di educazione all’acquisto legale e responsabile” di Confcommercio”.

Il Prof. Antonio Viscomi, vice Presidente della Regione Calabria, presente alla cerimonia ma invitato a intervenire sul palco fuori programma, ha ringraziato il Festival a nome della Regione e a nome di tutti calabresi: “Tutti dobbiamo ringraziare gli organizzatori, i volontari e gli ospiti. Perché per combattere la mafia dobbiamo cambiare la testa. E “Trame” è un esempio emblematico di come si costruiscono trame positive. “Trame” è diventato un modello culturale per la Calabria è per tutti i calabresi. Per rispondere alla ‘ndrangheta” ha concluso il vice Presidente della Regione Calabria, noi dobbiamo stare insieme. Grazie a “Trame” che ci ricorda costantemente che non basta dire dei no, ma dobbiamo saper dire tutti insieme dei sì.

calabrianews.it

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Thu, 16 Jun 2016 07:48:44 +0000 http://www.annalapini.it/mc/482/1/lamezia-cerimonia-di-inaugurazione-della-sesta-edizione-di-trame Anna Lapini
Completare la tua casa moderna con un pizzico di Vintage http://www.annalapini.it/mc/481/1/completare-la-tua-casa-moderna-con-un-pizzico-di-vintage

Certi oggetti non passano mai di moda, ricordi di un passato mai davvero trascorso del tutto ed ancora vivo nei nostri ricordi e nelle tante foto dell’epoca passata. L’arredo vintage attinge proprio allo stile che, negli anni cinquanta e sessanta, cominciò ad entrare nelle case a seguito del boom economico arrivato dopo le due guerre e del nuovo clima di speranza ed entusiasmo che permaneva nei vari paesi. La modernità di quel tempo portò cambiamenti nei gusti e  nei modi di vivere grazie ai primi elettrodomestici (radio, televisione e frigorifero in primis) e ancora oggi quegli oggetti permettono, a chi ha vissuto quegli anni, di tornar indietro nel tempo con i ricordi. I complementi d’arredo, anche nelle case più moderne, sono soprammobili ed oggetti che completano e danno personalità alla nostra casa, accostare questi oggetti dallo stile vintage ai moderni stili, quasi in contrapposizione tra moderno ed antico , è una delle mode del momento poiché i diversi elementi contrapposti tendono ad integrarsi e completarsi a vicenda.

Lo stile vintage impazza oggi più che mai nelle case degli italiani e sulle riviste d’arredamento grazie al fascino retrò che può dare alla casa conferendole un tocco davvero originale. Sembra un controsenso portare un pizzico di stile vintage nella propria casa moderna ed invece con il termine “ arredamento vintage moderno” ci riferiamo proprio all’attuale utilizzo di oggetti, abbigliamento e mobili di un tempo integrati oggi nella vita di tutti noi, arricchendo la nostra casa con riferimenti al passato in grado di creare un’atmosfera accogliente e suggestiva.

Un complemento d’arredo per essere definito “vintage” deve avere almeno venti anni,  guardando quindi agli anni ’80 e ’90, magari aiutandoci frugando nella soffitta dei nonni o in garage potremmo regalarci qualche oggetto interessante a cui ridare nuova vita, in alternativa ci sono negozi specializzati dedicati a questo stile, antiquari o anche la rete può essere utile per trovare quello che stiamo cercando per la nostra casa. Il consiglio nell’arredare casa è quello di non utilizzare oggetti di epoche troppo  diverse, cercando quelli che si sposino meglio tra loro senza appesantire troppo gli ambienti, scegliere quindi un’epoca di riferimento, quella che più ci aggrada, e usare quei particolari oggetti per arredare magari non tutta la casa ma solo alcune stanze come il soggiorno o la cucina. Per esempio per uno stile vintage anni ’50-’60 immancabili sono le vecchie radio, la carta parati con colori che tendono al verde bottiglia e all’amaranto e delle splendide stampe di ragazze pin up a completare il tutto. Uno stile di arredamento vintage anni ’70 invece si basa su colori sgargianti, forme simmetriche e i motivi a pattern ripetuti, espressione di un tempo che è stato rivoluzionario sotto ogni punto di vista. In salotto trovano spazio lampade vintage come una piantana oppure lampadari , ricordi di un passato che affiora alla memoria, accompagnati da stampe vintage e magari da un bel telefono; in camera da letto trovano spazio invece bauli vintage ricchi di fascino utilizzati come contenitori per coperte o cuscini, imponenti librerie sempre in questo stile e quadri antichi alle pareti; in sala da pranzo potremo aggiungere i delicati servizi di piatti e di tazze della nonna abbinati a tende vintage e orologi dal gusto retrò; in bagno pavimenti e piastrelle a scacchi e una vasca  da bagno non incassata con piedini sono must have. Non possono mancare, poi, delle colorate sedie in legno con la forma tipica che si trovava nelle case italiane degli anni 70, così come una poltrona in ferro arricchita da comodi cuscini bianchi o magari con qualche stampa pubblicitaria degli anni passati.

Non dimentichiamo,inoltre, che esistono due diversi tipi di mobili antichi: quelli che lo sono veramente, originari di decenni passati e ricchi di storia, e gli altri mobili di un passato più recente o ricreati nuovi ma seguendo lo stile degli anni a cui si riferiscono. I mobili vintage originali spesso non sono neanche facilmente reperibili , ma gli appassionati di questo stile cercano sempre di acquistare mobili autentici e ricchi di valore. Altri prodotti vengono creati invece nuovi ma in perfetto stile vintage, ne è un esempio la serie di elettrodomestici della Smeg che ripropone con la tecnologia moderna vere e proprie icone del passato come frigoriferi, lavatrici e tostapane, oppure l’”Original Radio” della Philips che integra nel design della radio Philips del 1955 alte prestazioni audio, bassi potenti e audio cristallino a testimonianza dell’attaccamento a un’immagine del passato che , non solo non ha stancato ma  continua ad essere ricercata e scelta per i nostri appartamenti. Scegliere lo stile vintage per la propria casa non è difficile, quindi, basta avere ben chiaro il periodo a cui ci si vuole ispirare, senza eccedere con la quantità di mobili e accessori , ma optando solo per quelli in grado di donare uno stile unico alla nostra casa, è l’attenzione ai dettagli che denota gusto e sapienza nel miscelare i diversi elementi, fondendo vecchio e nuovo in uno stile di arredo eccezionale.

Anna Lapini

Fonti:

https://www.dalani.it/vintage/

http://magazine.deghishop.it/idee-arredamento-vintage/

http://www.lavorincasa.it/il-vintage-nell-arredamento/

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Wed, 15 Jun 2016 18:58:58 +0000 http://www.annalapini.it/mc/481/1/completare-la-tua-casa-moderna-con-un-pizzico-di-vintage Anna Lapini
Arredare micro appartamenti, soluzioni per estetica e funzionalità. http://www.annalapini.it/mc/480/1/arredare-micro-appartamenti-soluzioni-per-estetica-e-funzionalita

Sono tante le persone ormai che pur di vivere la vita della città ad un prezzo accessibile decidono di prendere in affitto micro appartamenti. Per rendere queste esperienze più vivibili possibili per fortuna ci vengono in aiuto diversi studi di architettura capaci di rendere 20mq, 12mq o persino 8mq degli ambienti ricchi di design e capaci di rendere accogliente anche la vita delle persone che li abitano.

I micro-appartamenti saranno, secondo la rivista “USA Today", la prossima grande tendenza negli Stati Uniti, causa l’aumento dei prezzi degli appartamenti di città, dove gli americani vedono il “downsizing”: pratico, economico ed eco-friendly, anche perché monolocali e bilocali mantengono meglio il prezzo sul mercato.

Grazie a soluzioni con mobili ad incasso e zone living che si trasformano in zone ufficio, c’è spazio anche per una camera da letto, mini-cucina e bagno. A causa dello spazio limitato, secondo ricerche effettuate sulla vita nei monolocali, risulta che gli abitanti di questi micro spazi abitativi si concentrino solo sui beni essenziali, tendendo ad evitare l’accumulo di oggetti superflui, compresi vestiti ed accessori. La parte più impegnativa è quella della creazione del progetto di suddivisione degli spazi, evitando di dare alla casa quel senso di claustrofobia che spesso si prova entrando in un luogo di piccole dimensioni. Nonostante gli spazi ridotti, l'appartamento deve risultare funzionale per dormire, cucinare, mangiare e lavorare. Gli architetti in questo caso spesso si affidano a soppalchi per creare due livelli differenti: uno per la zona living e uno per la zona notte, accessibile tramite una scala. E così le varie aree, utilizzando controsoffitti e scaffalature, vengono sovrapposte su livelli differenti in modo da essere comunque sempre fruibili. Gli interni sono sempre semplici e funzionali in maniera tale da fare vivere armoniosamente soggiorno e zona pranzo. Il materiale più utilizzato per la ristrutturazione della casa è il legno, un materiale caldo e naturale che si intona sempre bene con gli arredi della casa. Anche gli angoli dovranno essere accuratamente sfruttati: scarpiere sottili, mini dispense, mobiletti vari, scaffali su misura, con la giusta creatività e fantasia ogni soluzione è lecita. Porte a scomparsa per sfruttare meglio gli spazi, librerie e armadi incassati per sparire dalla superficie calpestabile, un tavolo espandibile per cene tra amici, sedie pieghevoli da abbinare al tavolo appena descritto, TV appeso al muro e magari un letto con contenitore eo nascosto all’interno di un mobile. L’arredamento è minimalista e dà personalità allo spazio libero, nessun centimetro quadrato deve essere sprecato.

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Mon, 13 Jun 2016 17:45:24 +0000 http://www.annalapini.it/mc/480/1/arredare-micro-appartamenti-soluzioni-per-estetica-e-funzionalita Anna Lapini
L’arte di ricevere: a tavola con stile http://www.annalapini.it/mc/479/1/larte-di-ricevere-a-tavola-con-stile

L’arte di ricevere è senza dubbio una pietra miliare dello stile.        

Invitare qualcuno vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che trascorre sotto il nostro tetto -  Anthelme Brillant Savarin
(1755-1826 politico e gastronomo francese, autore del famoso libro “la fisiologia del gusto”)

Ricevere ospiti a pranzo è sempre una grande occasione di convivialità.

Lo stile vuole la sua parte: ecco qualche consiglio per approntare una tavola con stile e modernità. Benché alcune regole del Galateo possano sembrare un residuo del passato, ricordate che queste piccole regole, in linea generale, sono frutto di attenzione alla comodità e alla funzionalità di ciascun elemento della tavola. L’arte di apparecchiare la tavola con stile è da sempre un modo di esprimersi (facendosi apprezzare!) in tutte le occasioni, dalle più importanti e formali alle cene rilassate con gli amici di sempre: è un tocco di eleganza necessario, che fa sentire gli ospiti graditi e tenuti in considerazione. Teniamo sempre presente che è fondamentale, comunque, bandire le rigidezze: apparecchiare con stile, infatti, non consiste solo nel seguire un canone prestabilito. È necessario anche saperlo conciliare con la propria personalità e soprattutto con quella degli invitati. Una ricercatezza forzata e ostentata crea facilmente disagio negli ospiti e certo non fa fare bella figura al padrone di casa.

Come apparecchiare dunque?

Posti a sedere: indicate voi il posto riservato a ciascun invitato, si eviteranno così tutti quei piccoli disagi e imbarazzi tipici di eventuali situazioni di vicinanza… non esattamente gradita. Fate in modo che la distanza tra ciascun invitato sia né troppo breve (effetto ‘scatola di sardine!’), né troppo lunga da impedire la conversazione tra i convitati, costringendoli in alternativa ad alzare la voce, sortendo in ogni caso lo spiacevole effetto di raffreddare l’atmosfera.

Il tovagliato: se si tratta di un pranzo informale potremo scegliere di optare per le tovagliette “all'americana”, minimal, piacevoli e moderne; per occasioni più formali, invece, sarà opportuno ricorrere alla classica tovaglia, ampia il giusto e ovviamente… stirata con cura! Un soluzione potrebbe essere quella di utilizzare il cosiddetto "mollettone" di protezione sotto la tovaglia: quella che potrebbe apparire una scelta superflua e superata si rivela in realtà molto utile per attutire i rumori che si fanno nel poggiare gli oggetti in tavola). Un'ottima scelta contemporanea è il "runner", cioè una tovaglia lunga e stretta che percorre tutta la lunghezza della tavola e può essere posta sopra la tovaglia grande, permettendoci tra l’altro di giocare a creare contrasti tra colori, forme e tessuti delle due. Il tovagliolo, che va di regola sul piatto, può essere impreziosito da un segnaposto personalizzato (qui la nostra creatività è ben accetta e, anzi, fortemente incoraggiata!), il segnaposto studiato per l’apparecchiatura può diventare un gentile cadeaux per il nostro ospite.
La disposizione di piatti, posate e bicchieri: al centro poniamo ovviamente il piatto (a cui può essere aggiunto un sottopiatto). La buona maniera tradizionale vuole che non vengano sovrapposti più di tre piatti e che due piatti piani non si trovino mai l’uno sull’altro e che mai e poi mai il piatto da antipasto si ponga sopra la scodella. 
A sinistra porremo le forchette (ovviamente con i ‘denti’ rivolti verso l’alto) , a destra i coltelli e poi i cucchiai: tutto allineato e in sequenza, secondo l'ordine di portata, dall'esterno all'interno. Sopra il piatto, verso il centro della tavola, vanno le posate da dessert, disposte orizzontalmente.  Un’alternativa ‘contemporanea’ prevede, invece, che si dispongano le posate solo al momento della singola portata: una soluzione ‘di cortesia’, che solleva l’eventuale ospite ‘sbadato’ dall’imbarazzo di non conoscere la corretta disposizione delle posate
I bicchieri, invece, andranno disposti da sinistra a destra, da quello per l’acqua a quello del vino. Ricordate che sarebbe buona norma dotare i convitati di un bicchiere diverso per ogni qualità di vino che si andrà a servire e che un bicchiere colorato per servire magari un vino bianco fruttato può essere una straordinaria decorazione che può ispirarsi con il colore stesso alla stagione o alla ricorrenza.

Decorare con stile e creatività

La cura dei dettagli e il giusto equilibrio di accostamenti renderanno l'atmosfera ospitale e gradevole. 
Un centrotavola fresco conferirà sempre quel tocco di eleganza e stile al desco, lasciandoci al contempo un ampio margine per esprimere al meglio la nostra personalità e dare fondo alla creatività; si raccomanda solo di non esagerare nelle dimensioni, in quanto un centrotavola troppo grande, oltre a rovinare l’equilibro e le proporzioni tra gli elementi presenti sulla tavola, sortirà lo spiacevole effetto di ridurre eccessivamente la capacità di movimento dei convitati sulla tavola. Nel caso in cui si prediliga l’elemento floreale (ottima scelta per un pranzo di primavera), attenzione che il profumo dei fiori non sia troppo forte! Se è vero, da un lato, che un bouquet che solletica il nostro olfatto risulta sempre piacevole, non dimentichiamo che una profumazione eccessiva o inadatta rischia comunque di saturare i nostri sensi compromettendo l’appetito. Lo stesso discorso vale per le creazioni composte con le spezie (cannella, anice, adottate soprattutto nelle cene natalizie), che vanno dosate e ‘giocate’ tanto con creatività quanto con gusto, intelligenza e parsimonia.

Anna Lapini

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Sun, 5 Jun 2016 12:06:44 +0000 http://www.annalapini.it/mc/479/1/larte-di-ricevere-a-tavola-con-stile Anna Lapini
A ’scuola’ di legalità http://www.annalapini.it/mc/478/1/a-scuola-di-legalita

A Roma si è tenuta la cerimonia di premiazione dei vincitori della seconda edizione di "Disegna la legalità", iniziativa realizzata da Confcommercio Roma in collaborazione con l'Ambulatorio Antiusura Onlus e CittadinanzAttiva Lazio e con il patrocinio del Comune di Roma, della Regione Lazio e dell'Ufficio Scolastico per il Lazio per sensibilizzare i giovani studenti al rispetto delle regole e alla legalità.

Presso la sede nazionale di Confcommercio a Roma si è tenuta la cerimonia di premiazione dei vincitori della seconda edizione di "Disegna la legalità", l'iniziativa realizzata da Confcommercio Roma in collaborazione con l'Ambulatorio Antiusura Onlus e CittadinanzAttiva Lazio e con il patrocinio del Comune di Roma, della Regione Lazio e dell'Ufficio Scolastico per il Lazio (MIUR), per sensibilizzare i giovani alle questioni della sicurezza ed educarli al rispetto delle regole e della legalità. Sono intervenuti il vicepresidente nazionale di Confcommercio, Renato Borghi, e l'incaricata per la legalità e la sicurezza della Confederazione, Anna Lapini. Borghi ha sottolineato come sia stato difficile per la giuria scegliere i vincitori visto l'alto livello qualitativo delle proposte. "Questa è la casa delle imprese - ha aggiunto Borghi - e parlare di legalità vuol dire sottolineare che si può competere sul mercato se c'è rispetto delle regole  e lo si fa nell'ambito della legalità. Usura estorsione e contraffazione sono temi discussi e purtroppo molto diffusi. La contraffazione ad esempio, e lo dico proprio perché sono nel settore della moda, è un vero crimine contro le idee e l'intelletto". "La legalita è piacevole - ha aggiunto il vicepresidente di Confcommercio - e se praticata ti fa sentire bene ma è anche una cosa che conviene. Se ci fosse una legalità diffusa tutti i cittadini starebbero meglio e si pagherebbero tasse più basse.  Noi continuiamo a credere che le cose possano cambiare anche se nel nostro Paese c'è ancora un grande deficit di legalità nella vita di tutti i giorni. Costruire un cittadino responsabile è fondamentale. Grazie a tutti i giovani che si sono impegnati in questo concorso e ai loro insegnanti che li hanno spinti a credere in questo progetto". Anna Lapini ha voluto evidenziare l'impegno di Confcommercio nella diffusione della legalità. "Noi ci occupiamo di legalita perchè non è solo un fatto etico ma anche economico: tutte le attività illegali tolgono alle imprese sane 27 miliardi di euro all'anno togliendo 260 mila posti di lavoro. A Palermo abbiamo celebrato il Premio Libero Grassi e poi abbiamo anche isituito il premio Giorgio Ambrosoli e quest'anno abbiamo lanciato un progetto contro la contraffazione e per sostenere gli acquisti legali. Sosteniamo anche Trame, il festival dei libri contro le mafie". "Per combattere i fenoimeni illegali e la criminalità diffusa - ha concluso Lapini - è necessario fare capire a tutti la portata di questi problemi ed è importante coinvolgere voi giovani che sarete gli imprenditori del futuro". 

confcommercio.it

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Fri, 27 May 2016 07:33:57 +0000 http://www.annalapini.it/mc/478/1/a-scuola-di-legalita Anna Lapini
A Palermo le premiazioni del -Libero Grassi- http://www.annalapini.it/mc/476/1/a-palermo-le-premiazioni-del--libero-grassi-

L'aula magna della facoltà di Economia ha ospitato la manifestazione conclusiva dell'edizione 2016 del Premio promosso da Solidaria con il sostegno di Confcommercio-Imprese per l'Italia e con la collaborazione del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Lapini: "la criminalità in tutte le sue forme sottrae alle imprese 27 miliardi di euro l'anno e 260mila posti di lavoro".

"Il premio Libero Grassi è una lezione di buona cittadinanza. Palermo è una città simbolo della lotta alla mafia". Così il comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri, colonnello Giuseppe De Riggi, ha aperto la cerimonia di consegna del premio Libero Grassi, intitolato all'imprenditore antiracket ucciso a Palermo da cosa nostra e quest'anno dedicato alla lotta contro la corruzione. L'iniziativa è promossa da Solidaria, con il sostegno di Confcommercio, la collaborazione del Miur e il gratuito patrocinio del Comune di Palermo.  "Ci sono tanti pubblici funzionari che fanno onestamente il loro lavoro e portano avanti un'idea di Stato e di politica che è necessaria - ha aggiunto De Riggi – e per questo voglio affidare ai ragazzi presenti qui un messaggio positivo di impegno".  Alla cerimonia, che si è svolta nell'aula magna di Economia, a Palermo, sono intervenuti anche Marcello Chiodi, direttore del dipartimento di Economia dell'Università di Palermo (in rappresentanza del rettore dell'ateneo), Totò Cernigliaro, presidente della cooperativa Solidaria, Pina Maisano Grassi con la figlia, Alice Grassi, Anna Lapini, incaricata per la legalità e la sicurezza in Confcommercio nazionale, Rosanna Montalto, per Confcommercio Palermo, e l'assessore comunale alla scuola, Barbara Evola. "La criminalità in tutte le sue forme sottrae alle imprese 27 miliardi di euro l'anno e 260mila posti di lavoro - ha detto Anna Lapini – e per questo Confcommercio sostiene questo premio che rientra in un progetto di diffusione della cultura della legalità". Per la sezione fotografica ha vinto un gruppo di studenti dell'Its Mita Academy di Scandicci (Fi) e Federica Stabile del liceo classico Garibaldi di Castrovillari (Cs). Per i video, le sceneggiature vincitrici sono dell'Istituto Monti di Asti, a pari merito con la scuola primaria Carlo Pisacane di Roma, e, al secondo posto, la scuola superiore Ivan Piana di Lovere (Bg). Un premio speciale, del valore di un milione di euro, è stato consegnato all'istituto comprensivo via Laparelli di Roma e consiste in due tablet (da circa 500 euro ciascuno) e due software per facilitare l'apprendimento e la scrittura per studenti in difficoltà. Le classi degli studenti vincitori sono state premiate con un viaggio turismo responsabile a Palermo e provincia. I loro filmati saranno proiettati alla prossima edizione del festival dei libri contro le mafie che si svolgerà a Lamezia Terme il prossimo 15 giugno. 

confcommercio.it

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Mon, 23 May 2016 11:58:15 +0000 http://www.annalapini.it/mc/476/1/a-palermo-le-premiazioni-del--libero-grassi- Anna Lapini
Quest’anno colori ’da sogno’: per un 2016 sereno e lontano dallo stress http://www.annalapini.it/mc/472/1/questanno-colori-da-sogno-per-un-2016-sereno-e-lontano-dallo-stress

Cos’è Pantone?

Molti di voi conosceranno sicuramente il brand Pantone, ed alcuni di sicuro lo assoceranno ai famosi pennarelli ed evidenziatori che ci hanno accompagnato sui banchi di scuola.

Vero, ma non solo! Pantone, infatti, è un’azienda USA considerata la massima autorità in fatto di classificazione, abbinamenti e tendenze nel mondo del colore.

Ogni anno la società statunitense, che si occupa per lo più di tecnologie per la grafica e della messa a catalogo dei colori, per i quali  sviluppa anche un apposito sistema di identificazione, pubblica un vero e proprio manifesto sulle tendenze e gli abbinamenti di colori e palette cromatiche, che puntualmente diviene un vero e proprio vademecum per gli addetti ai lavori nei settori dell’arredamento, del design e della moda!

Negli anni, dunque, il sistema Pantone (chiamato Pantone Matching System) si è ormai consolidato come riferimento internazionale per quanto riguarda la grafica (ogni grafico e designer che si rispetti attinge quotidianamente a questa preziosa fonte), e in generale per la gestione dei colori industriali e chimici.

Pantone Color of the Year

Nel 2000, Pantone annunciò la prima designazione di un “Colore ufficiale dell’anno”. Da allora, puntualmente, l’appuntamento annuale si riconferma: di volta in volta, Pantone individua il colore che farà tendenza durante l’anno, ed ovviamente appassionati e addetti ai lavori aspettano con impazienza l’esito di questa scelta!

Avvalendosi di un team di professionisti, attraverso un grande programma di studi e analisi, Pantone esamina le tendenze in atto o ancora in sviluppo (si parla di vera e propria color intelligence!) in svariati campi come quello cinematografico, artistico, musicale… oltre ovviamente a quelli della moda e del design.

Entrando nel vivo della scelta effettuata per quest’anno, vi confessiamo subito che Pantone ci ha davvero stupiti con una scelta fuori dall’ordinaria prassi adottata fino ad oggi. I colori selezionati per rappresentare il 2016, infatti, sono per la prima volta sono ben due: il Rose Quarz ed il Serenity.

L’unione fa l’armonia

La combinazione di Serenity (che ci sembra posizionarsi tra il blu e l'azzurro chiaro e ci ricorda un delicato cielo estivo) e Rose Quarz (appunto, “rosa quarzo”, un colore romantico e tenue) si pongono come un antidoto cromatico alla turbolenza dei nostri tempi, troppo spesso percorsi da stress, ansietà e incertezze. Due nuances pastello, che sembrano darsi forza ed al contempo equilibrio a vicenda.

Pace, relax, calma interiore

Una scelta, quella della Pantone, che sembra quasi voler rispondere ad istanze di matrice psicologica. Al giorno d’oggi infatti, lo stile di vita frenetico e le nuove tecnologie ci sommergono con carichi di informazioni e ci sottopongono a veri e propri tour de force sia mentali che fisici. Ma…l’abitudine non basta sempre ad ‘incassare’, ed a volte si accumulano in noi la stanchezza ed un crescente desiderio di… staccare la spina! Rose Quarz e Serenity arrivano dunque per questo motivo, con l’obiettivo di portare un po’ di  ariosità e morbidezza nella nostra vita, a cominciare dallo spazio che ci circonda nei momenti di relax quotidiano, ovvero l’interno delle nostre case. La tonalità gentile e sensuale del rosa quarzo, unita alla leggerezza del blu cielo chiaro, sembrano davvero in grado di infondere quello spirito di calma e pace di cui spesso avvertiamo l’esigenza.

Simboli benefici

Il colore del cielo sereno offre da sempre suggestioni legate alla calma ed alla tranquillità, ed è un vero e proprio sollievo per gli occhi di chi è sottoposto quotidianamente ad un’enorme quantità di stimoli visivi. Il rosa quarzo è il colore dell’omonima pietra millenaria, utilizzata anche nella cristalloterapia, secondo cui la pietra di quarzo rosa avrebbe qualità sensuali, portatrici di amore ed empatia,  e sarebbe in grado di ‘ricongiungere’ la nostra parte mentale con quella delle emozioni e quella astrale.

La pace nel proprio ambiente: un arredamento dai colori accoglienti ma leggeri

Per questo 2016, dunque, potremmo considerare uno stile di arredamento che veda protagonista questo suggestivo binomio di benessere e distensione. La scelta dei modi attraverso i quali dare spazio a queste tinte è davvero vastissima: dal colore delle pareti all’arredamento tessile, dai mobili agli oggetti di design ai più piccoli tocchi decorativi. Ricordiamoci sempre, però, di rispettare il senso di ordine e misura insito nella combinazione di queste due delicatissime nuances. Insomma, quello di quest’anno è un must have cromatico particolare: in spiccata controtendenza rispetto alla turbolenza della vita contemporanea, costituisce una sorta di garbato antidoto che si offre come sollievo per i nostri occhi e tregua distensiva per le nostre menti.

Anna Lapini

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Fri, 20 May 2016 21:43:42 +0000 http://www.annalapini.it/mc/472/1/questanno-colori-da-sogno-per-un-2016-sereno-e-lontano-dallo-stress Anna Lapini
’Impegno per un’antimafia sociale’, viaggio a Palermo per gli studenti del Mita http://www.annalapini.it/mc/474/1/impegno-per-unantimafia-sociale-viaggio-a-palermo-per-gli-studenti-del-mita

Viaggio a Palermo “Tra il dovere della memoria e l’impegno per un’antimafia sociale” da martedì 17 a giovedì 19 maggio 2016 per gli studenti del corso Mita 5 dell’Istituto Tecnico Superiore Made in Italy Tuscany Academy, a seguito della partecipazione alla dodicesima edizione del Premio Libero Grassi 2016. Ad accompagnare gli studenti la Direttrice del Mita Antonella Vitiello, la responsabile internazionalizzazione di Mita Erica Franchi e Anna Lapini, Presidente di Confcommercio Toscana e incaricata legalità e sicurezza presso Confcommercio Imprese Italia. 

Gli studenti e gli accompagnatori partecipano ad un viaggio alternativo”, spiegano gli organizzatori dell’iniziativa, “per conoscere un territorio coniugando il dovere della memoria con l'impegno concreto nella lotta alla mafia, portando inoltre alta la tutela del Made in Italy con la lotta alla contraffazione”. 

Un percorso di conoscenza e di riflessione sul patrimonio di ideali e di pratiche che ci vengono dai tanti eroi involontari vittime della mafia”, si legge nel programma del viaggio, “dalla strage di Portella delle Ginestre, alla vicenda umana e politica, particolarissima di Peppino Impastato, ai tantissimi altri esempi di uomini e donne di tutte le età e condizioni, che non si sono sottratti al loro dovere per realizzare una società più libera e giusta”. 

met.provincia.fi.it

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Fri, 20 May 2016 13:15:39 +0000 http://www.annalapini.it/mc/474/1/impegno-per-unantimafia-sociale-viaggio-a-palermo-per-gli-studenti-del-mita Anna Lapini
’Hellò Friday’, venerdì di shopping all’insegna degli sconti http://www.annalapini.it/mc/471/1/hello-friday-venerdi-di-shopping-allinsegna-degli-sconti

Arezzo, 17 maggio 2016 - Sarà un giorno da leoni per tutti gli appassionati dello shopping: venerdì 20 maggio arriva infatti ad Arezzo “Hello Friday” e porterà “sconti” del 30% in oltre sessanta negozi del centro. Un’opportunità da non perdere per risparmiare facendo acquisti in vari settori, dall’abbigliamento alle calzature, dagli alimentari bio all’erboristeria passando per fiori, occhiali, cosmetici e arredo casa. La riduzione sul prezzo del cartellino si tradurrà in crediti da spendere con calma per fare ulteriori acquisti nei negozi convenzionati del circuito “Hellò Arezzo”, la speciale App lanciata il 17 ottobre scorso dalla Confcommercio aretina in partnership con Origami srl. Scaricabile gratuitamente, la App rappresenta l’evoluzione 2.0 delle tradizionali carte fedeltà e permette di conservare i crediti ottenuti ad ogni acquisto direttamente sullo smartphone o sul tablet.

Oltre diecimila gli utenti che l’hanno già scaricata in questi mesi. Venerdì 20 potranno aumentare la loro raccolta di crediti, da utilizzare poi per fare nuovi acquisti negli esercizi convenzionati oppure per pagare i parcheggi gestiti da Atam, direttamente dal telefonino. La moda degli sconti di venerdì, rigorosamente fuori dal periodo dei saldi, arriva da oltre oceano. In principio infatti fu il “Black Friday” (venerdì successivo al giorno del Ringraziamento), durante il quale i negozi statunitensi ancora oggi applicano sconti molto consistenti ai prodotti in vendita. A volte così consistenti da spingere alcuni clienti a passare la notte davanti all’entrata per essere pronti, la mattina, ad aggiudicarsi gli affari migliori. Da qualche anno il “Black Friday” è sbarcato anche in Italia e nel 2015 ha iniziato a celebrarlo perfino qualche negozio aretino.

Con “Hello Friday”, adesso, trova una declinazione primaverile, offrendo vantaggi ancora più evidenti ai possessori della Hellò Card. E, per finire la serata in bellezza, si potrà anche approfittare dello speciale aperitivo Hellò, al prezzo convenzionato di 4 euro nei bar convenzionati. Per conoscere i punti vendita aderenti ad “Hellò Friday” basta controllare il sito www.helloarezzo.com, dove sono inseriti anche i nomi di tutti gli altri esercizi convenzionati con “Hellò Arezzo”, ormai circa 160 in città. Al momento dell’acquisto, venerdì 20 maggio i possessori della App “Hellò Arezzo” si vedranno riconoscere un numero di crediti pari al valore del 30% del prodotto acquistato. Ad esempio, su 100 euro di spesa trenta saranno caricate sul telefonino sotto forma di crediti, pronti per essere spesi in un’altra occasione. “L’iniziativa di venerdì 20 maggio è un’occasione per rilanciare al grande pubblico l’esperienza di Hellò Arezzo”, ha sottolineato la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, “la App si propone come una sorta di “salvadanaio digitale” che premia i clienti. È un’applicazione vincente sotto molti punti di vista, sia per i consumatori, ai quali offre molti vantaggi economici, sia per i commercianti, che così possono fidelizzare i propri clienti e trovarne di nuovi, visto che si diventa parte di una rete convenzionata”. “L’esperienza di Hellò Arezzo, prima in Italia nel suo genere, ha segnato un passo in avanti per il commercio locale, che non può che trarre benefici dagli stimoli che provengono dall’innovazione digitale”, ha detto il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, “adesso la App è pronta per essere esportata in altre realtà, ma va ancora più rafforzata sul territorio per far sì che tutti possano apprezzarne i benefici. È un tentativo importante, all’insegna della creatività, per uscire da quella crisi che ormai da qualche anno ha lasciato al palo i consumi interni”.

lanazione.it

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Thu, 19 May 2016 07:44:43 +0000 http://www.annalapini.it/mc/471/1/hello-friday-venerdi-di-shopping-allinsegna-degli-sconti Anna Lapini
Il terziario motore dell’economia aretina. E’ ora di intervenire su pressione fiscale http://www.annalapini.it/mc/470/1/il-terziario-motore-delleconomia-aretina-e-ora-di-intervenire-su-pressione-fiscale

Commercio e servizi contribuiscono in maniera forte al saldo positivo nel numero delle imprese aretine registrato dalla Camera di Commercio a fine 2015. Un saldo che, come ha sottolineato il segretario dell’ente camerale Giuseppe Salvini, matura soprattutto in questi settori”.

Sono queste le parole di Anna Lapini, presidente Ascom Arezzo e Toscana a margine della 14esima giornata dell’economia che si è tenuta all’interno della Borsa Merci di piazza Risorgimento.

Non dimentichiamo – ha aggiunto – che negli anni della crisi sono stati proprio questi settori il bacino occupazionale che ha ammortizzato le perdite della produzione. Proprio per questo, Confcommercio rivendica per il terziario un ruolo di primo piano all’interno del sistema imprenditoriale aretino, sia per numero di aziende e di occupati, sia per ricchezza prodotta. Auspichiamo quindi misure di sostegno che aiutino le nostre imprese ad abbracciare l’innovazione in maniera più consistente, non solo attraverso l’uso delle  tecnologie digitali, ma anche attingendo al capitale creativo che potrebbe venire dai giovani. Altrimenti, si potrebbe dare l’illusione che aprire una nuova impresa in settori tradizionali come il commercio o i pubblici esercizi sia una cosa facile e alla portata di tutti. Ma così non è: ci vogliono competenze manageriali e professionalità specifiche che non si improvvisano, oltre ad idee originali che aiutino a competere sul mercato. Alla politica nazionale, poi, chiediamo poi di spingere il tasto delle agevolazioni per le imprese che assumono. Bene il taglio dell’Irap, bene le misure del Jobs Act, ma ora intervenire sulla riduzione del cuneo fiscale diventa indispensabile per non perdere altro tempo prezioso alla crescita economica del Paese”.

arezzonotizie.it

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Tue, 17 May 2016 17:13:50 +0000 http://www.annalapini.it/mc/470/1/il-terziario-motore-delleconomia-aretina-e-ora-di-intervenire-su-pressione-fiscale Anna Lapini
Delicata eleganza, leggera compostezza: lo Stile Naturale http://www.annalapini.it/mc/469/1/delicata-eleganza-leggera-compostezza-lo-stile-naturale

Parimenti alla scelta di ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale, si fa strada un’esigenza (che fa tendenza!) di tornare alle cose più "semplici".

Il 2016 è l’anno dell’impegno nell’ecosostenibilità, il tema del green è sotto l’attenzione del mondo dell’home decor. L’interior design è sempre più orientato verso uno stile naturale e sobrio nei toni.

Avere cura di sé stessi e della natura.

È questa la nuova tendenza dello stile abitativo contemporaneo. Quando si sceglie di pensare la casa come uno spazio per la mente, bisogna adottare lo stile della leggerezza. E’ prima di tutto una filosofia di vita, che sceglie l’eleganza insita nella compostezza (senza peraltro  cadere nell’austerità).

Largo ai materiali naturali: legno, cotone, lana, vimini. Da sempre infatti l’uomo ama gli elementi organici e naturali, che sono in grado di conferire calma e pace all’ambiente in cui si vengono a trovare.

Quali colori scegliere?

Oltre alle tonalità ruvide delle terre, sono da prediligere le tonalità morbide del pastello e le tinte chiare. La delicatissima nuance di rosa e azzurro dona quiete al nostro ambiente abitativo, nel quadro di un clima rilassante e poetico. Dai violetti pallidi al color pesca,  dal delicato verde menta (che dà il suo meglio negli accessori) ai grigi caldi, la gamma è ampia, basta spaziare con gusto e cura dell’armonia. Teniamo presente che il giallo sarà uno dei colori della primavera 2016.

Spazi raccolti ma non chiusi

Alle camere nettamente delimitate prediligiamo spazi appartati ma definiti dagli stessi complementi d’arredo: così una libreria può diventare un’ottima soluzione divisoria che separa il soggiorno dall’angolo studio, ed una semplice tenda basta a creare lo spazio per un’area relax.

Interpretare la leggerezza in chiave eco-friendly

Complementi dallo stile leggero e naturale: evitiamo ogni elemento massiccio che renderebbe l’arredamento troppo corpulento e facciamo spazio ad un design discreto ed elegante. La predilezione per il legno, specie se rivelato nelle sue splendide venature, sposa la nostra idea di eleganza naturale… ma attenzione a non sfociare nel rustico: manteniamo una linea fatta di forme essenziali, morbide e leggere. La scelta di qualche originale arredo pensile (indoor e outdoor) può dare un grande tocco di eleganza alla nostra abitazione.

Una delle novità portate dalla filosofia eco-friendly sono i complementi di arredo in cartone: funzionali, resistenti, leggeri, duraturi e adattabili ad ogni contesto. Prendono forma di giocattoli, tavolinetti, poltrone, a rendere funzionale ed elegante un’abitazione che ha cura della natura.

… con qualche tocco di stravaganza!

Naturalmente, alla sobrietà e alla prudenza nell’arredo bisogna dare un certo ‘contrappeso’: un angolo quieto e discreto è una splendida collocazione per un oggetto di decorazione dalla geometria originale e anche un po’ stravagante (il trend si orienta sulle forme triangolari ed esagonali). Vi raccomando però di badare a non cadere in scelte decorative troppo lontane dalla funzionalità, componente fondamentale dello stile naturale. Vasi, ciotole e orologi sono componenti decorative imprescindibili perché donano accoglienza all’ambiente. Forme tondeggianti e accoglienti possono far da contrasto con eleganza alle geometrie più spigolose.

Geometrie e fibre naturali

Nei nostri interni, diamo largo spazio alle fibre tessili naturali come lino e cotone, in tutte le possobili lavorazioni (ma il consiglio è di scegliere ciò che è più vicino alla vostra personalità senza esagerare con le mescolanze!). Anche qui si può giocare con la forte presenza visiva della geometria, con un tocco di creatività. A piccole dosi, sono gradevoli e appropriate anche le lavorazioni a mano (come quella dell’uncinetto).

Infine, l’uso dei led nell’illuminazione dei nostri spazi è sicuramente una scelta ecologica. Nei colori caldi possiamo trovare una scelta completamente in linea con lo stile naturale.

Ricordate dunque che gli elementi chiave di questa nuova tendenza cono risiedono in una combinazione equilibrata di sobrietà, leggerezza, quiete e meditazione, ma con spiccata originalità e gusto delle forme inusuali…tutto sotto il segno della sperimentazione ecosostenibile! 

Anna Lapini

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Mon, 16 May 2016 16:32:46 +0000 http://www.annalapini.it/mc/469/1/delicata-eleganza-leggera-compostezza-lo-stile-naturale Anna Lapini
Ordine e filosofia Zen per trasformare spazi e vita http://www.annalapini.it/mc/468/1/ordine-e-filosofia-zen-per-trasformare-spazi-e-vita

Tutti siamo alla ricerca, consciamente o inconsciamente, di una vita quotidiana più semplice, meno complicata e oberata da contrattempi e perdite di tempo, vi sorprendereste se vi dicessi che questo può partire anche da come tenete in ordine la vostra casa?

In Giappone, la scrittrice Marie Kondo ne ha fatto sia un lavoro, sia una filosofia di vita, elaborando un metodo capace di garantire ordine ed organizzazione degli spazi domestici e conseguente serenità; il metodo, legato alla filosofia Zen, vede il riordino fisico come un rito che può portare diversi vantaggi spirituali come liberare la mente, valorizzando solo le cose veramente importanti e riuscendo a staccarsi in questo modo dal passato e dai pesi che ci legano ai pensieri negativi. Marie Kondo, partendo da una fissazione quasi maniacale, è riuscita a crearsi un nuovo lavoro e vendere più di quattro milioni di copie del libro che l’hanno resa famosa prima in Giappone e poi in tutto il mondo: “Il Magico potere del riordino”, pubblicato in Italia dall’editore Vallardi.

Le teorie di Kondo si basano su un approccio filosofico un po' Zen ed un po' New-Age: l’azione del riordinare uno spazio corrisponde ad una pulizia della mente e ci rende più calmi e rilassati. Le regole sono semplici: piegare e non appendere i vestiti, buttare tutto quello che non serve e fare tutto in una volta senza posticipare. Il magico potere del riordino non è solo un manuale per «casalinghe disperate», ma un libro unico che libera gli spazi e la mente di manager e professionisti. Rimanere nel caos significa invece voler allontanare il momento dell’introspezione e della conoscenza.

"Buttare via tante cose non è uno spreco. Potete dire in tutta onestà che vi state prendendo cura di quei vestiti nascosti nel fondo dei cassetti di cui avete dimenticato l'esistenza? Senza perdere altro tempo liberateli da quella prigione, da quell'isola remota in cui li avete esiliati. Quando avrete finito di riordinare, sono convinta che non solo voi, ma anche loro si sentiranno sollevati” questa l’affermazione di Kondo in una forma di animismo estremo dove collant e mutande partecipano del divino proprio come ciascuno di noi.

A detta dell’Autrice, l’ordine materiale nel quale decidiamo di vivere è il riflesso dell’ordine interiore che abbiamo dentro di noi; eliminando tutto quello che non è essenziale alla nostra vita potremo capire realmente chi siamo e cosa vogliamo, modificando quell’ordine troveremo un senso di armonia che ci guiderà nelle nostre scelte future.

Il metodo per trovare l’ordine si basa su due punti principali: il decluttering e il riordino. Chiunque abbia letto un solo articolo o libro a proposito di decluttering saprà che l’operazione consiste essenzialmente nell’eliminare il superfluo andando per categoria di oggetti anziché stanza per stanza. Il concetto è semplice ma anche veritiero: se amiamo davvero qualcosa ce ne prendiamo cura. E questo sentimento dovrebbe essere il motore che ci fa muovere nel processo di riordino. Per selezionare gli oggetti quindi, considerando le cose come entità semi-senzienti, ci si deve basare sulle sensazioni che le cose ci comunicano: se ispirano gioia meritano di rimanere ancora con noi, in caso contrario hanno già esplicitato la loro missione e quindi possiamo liberarcene senza pesi, ovviamente tutto il pensiero è permeato da una certa cultura orientale che al nostro orecchio può sembrare anche particolarmente bizzarra.

Grazie al grande successo che il libro ha avuto in tutto il mondo, negli Stati Uniti il verbo “to Kondo” è diventato sinonimo di ordinare, mentre in Giappone il manuale ha creato anche nuovi posti di lavoro, l’Autrice ha infatti organizzato diverse lezioni di addestramento che hanno portato le persone a ricevere un attestato per “esercitare” il lavoro di “ordinatore”, lavoro che può portare circa 300 euro per una consulenza di 4 o 5 ore sulla propria casa. Proprio in queste settimane è stato inoltre pubblicato il nuovo libro dell’autrice giapponese che riprende le teorie del primo libro in maniera ancora più chiara: “Spark Joy: An Illustrated Master Class on the Art of Organizing and Tidying Up”.

Anna Lapini

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Sun, 15 May 2016 08:08:12 +0000 http://www.annalapini.it/mc/468/1/ordine-e-filosofia-zen-per-trasformare-spazi-e-vita Anna Lapini
Rieti, tappa al teatro Flavio per "Fermiamo la contraffazione" http://www.annalapini.it/mc/465/1/rieti-tappa-al-teatro-flavio-per-fermiamo-la-contraffazione

RIETI - "Fermiamo la contraffazione" fa tappa a Rieti. Il progetto nazionale di Confcommercio per l'educazione all'acquisto legale torna in scena al teatro Flavio Vespasiano con lo spettacolo di Tiziana Di Masi "Tutto quello che sto per dirvi è falso".

Mercoledì 11 maggio al teatro Flavio Vespasiano in via Garibaldi (ore 9.30), seconda tappa del  "Progetto nazionale di educazione all'acquisto legale e responsabile" l'iniziativa di Confcommercio  - Imprese per l'Italia finalizzata alla sensibilizzazione e l'informazione su tutti i fenomeni illegali che alterano il mercato e  falsano la concorrenza a scapito delle imprese "sane" , ma con una particolare accento su contraffazione e abusivismo. "La forma scelta per questo progetto - spiega una nota di Confcommercio - è la rappresentazione teatrale, e una particolare attenzione è destinata - oltre che alle imprese e alle istituzioni - al mondo della scuola, muovendo dalla convinzione che per la costruzione di una diffusa coscienza etica è utile e necessario lavorare con gli  studenti, che sono già i consumatori di oggi, ma  saranno i cittadini, gli imprenditori e i lavoratori di domani. Il progetto, che segue un format standard, prevede alcune tappe in giro per l'Italia della rappresentazione dello spettacolo teatrale interpretato da Tiziana Di Masi "Tutto quello che sto per dirvi è falso" un esempio di teatro civile che affronta il tema della contraffazione in tutte le sue sfaccettature".

"Il tema del contrasto ad ogni forma di criminalità - ha dichiarato Leonardo Tosti, presidente di Confcommercio Rieti   - è una delle priorità della nostra Associazione, poiché l'illegalità, in tutte le sue declinazioni,  ha un effetto diretto e negativo sulla competitività delle imprese. Per aumentare la consapevolezza di quali possano essere gli effetti dell'acquisto di merci contraffatte,  abbiamo quindi deciso di puntare  su una comunicazione più immediata, quella del linguaggio teatrale. All'incontro, al quale sono stati invitati a partecipare gli studenti delle scuole superiori della provincia reatina che avranno modo di interloquire, dopo la rappresentazione teatrale, con i rappresentanti delle forze dell'ordine e delle istituzioni, interverranno la presidente Anna Lapini componente di giunta nazionale Confcommercio incaricata per la Legalità e la Sicurezza ed il presidente della Camera di Commercio di Rieti Vincenzo Regnini".

ilmessaggero.it

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Wed, 11 May 2016 07:21:22 +0000 http://www.annalapini.it/mc/465/1/rieti-tappa-al-teatro-flavio-per-fermiamo-la-contraffazione Anna Lapini
Arte e design nel quotidiano, le creazioni di Richard Sapper http://www.annalapini.it/mc/461/1/arte-e-design-nel-quotidiano-le-creazioni-di-richard-sapper

Sarebbe stato il sogno di molti quello di avere una proposta di collaborazione direttamente da Steve Jobs in persona per entrare nel mondo Apple a capo del dipartimento design, ma lui Richard Sapper, uno degli uomini più geniali del pianeta, rifiutò e non si pentì mai della sua scelta.

Nato nel 1932 a Monaco di Baviera, Richard Sapper è stato uno dei più incisivi designer nel panorama internazionale del secondo Novecento, ottenendo, nella sua lunga carriera, per ben 11 volte (di cui l’ultimo alla carriera nel 2014), il più antico e prestigioso premio mondiale dedicato al design: il Compasso d’oro.

Una carriera, la sua, iniziata alla fine degli anni 50 in Italia presso lo studio dell’architetto Giò Ponti a Milano, prima di approdare nel dipartimento design de La Rinascente. Il capoluogo lombardo è stato per Sapper l’epicentro sia della sua vita sia del suo lavoro permettendogli di confrontarsi con un design che fosse al contempo sofisticato, di massa e all’avanguardia in tecnologia e materiali.

Per tanti anni, in tantissime case del mondo, le sue opere di design hanno fatto bella mostra e sono state utilizzate da milioni di persone, stupefacente la sua abilità di trasformare le sue idee in forme ed oggetti reali che hanno contribuito a modificare lo stile di vita di tante persone.

Da sempre interessato al disegno di prodotti tecnicamente complessi, i suoi progetti andavano dalle navi agli orologi, dai computer all’arredamento, fino agli utensili da cucina. É molto probabile, anche oggi, che molti di voi abbiano avuto o possiedano ancora alcuni degli oggetti nati dalla mente e dal tavolo di disegno di Sapper, una fama la sua legata a numerosi oggetti di uso quotidiano riproposti in stile minimalista.

La bicicletta pieghevole da città Zoombike per Elettromontaggi, la macchina da caffè Coban di Alessi, la lampada da tavolo Tizio per Artemide, la radio Cubo per Brionvega, il televisore portatile Algol per Telefunken, l’orologio da tavolo Static per Lorenz, i computer portatili Thinkpad per IBM, il telefono Grillo per Siemens, la sedia per bambini K1340 per Kartell, il sistema di mobili per ufficio per Castelli, tanto per citare alcune delle sue realizzazioni.

Il segreto degli oggetti disegnati da Sapper sta probabilmente nella straordinaria combinazione creata tra innovazione dei materiali ed essenzialità del disegno. Le qualità principali delle sue opere: eleganza, efficienza, essenzialità.

Un design intelligente e non fine a se stesso quello di Sapper che ha saputo sintetizzare progresso tecnico e problem solving (da sempre prerogativa dei designer) in oggetti caratteristici ed in grado di innovare e fare la differenza sul mercato (caffettiere svitabili con una mano sola, lampade alogene a basso costo, computer con un’ergonomia potenziata, bollitori che invece di fischiare intonavano note musicali).

Richard Sapper ci ha lasciato lo scorso 31 dicembre all’età di 83 anni, le sue opere rimangono invece nella nostra quotidianità e nei tanti musei, centri di ricerca e università di tutto il mondo, dal MoMA di New York al Design Museum di Londra fino, ed ovviamente, alla Triennale di Milano.

Anna Lapini

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Mon, 9 May 2016 18:18:54 +0000 http://www.annalapini.it/mc/461/1/arte-e-design-nel-quotidiano-le-creazioni-di-richard-sapper Anna Lapini
Bagno in stile Shabby Chic http://www.annalapini.it/mc/460/1/bagno-in-stile-shabby-chic

Lo shabby chic è uno stile ‘internazionale’ che sta conquistando molte case italiane, perfetto per chi ama le atmosfere sognanti e avvolgenti, un po’ nostalgiche ma pienamente glamour.

Sognante e romantico, è un mix che unisce il gusto per lo stile d'epoca, ispirato alle case di campagna inglesi e all’età vittoriana, all’amore per atmosfere incantevoli e sognanti di ispirazione provenzale, strizzando nel contempo anche l’occhio al country. Ma a rendere unico lo stile shabby chic è forse quel tocco eccentrico, sbarazzino e smaliziato dal gusto pienamente  contemporaneo.

Sono in molti a sostenere che il bagno sia in realtà il vero ‘specchio’ della casa e della personalità dei suoi abitanti. Perciò, nel caso vi rispecchiate in questo simpatico stile, eccovi  qualche piccolo consiglio per arredare il vostro ambiente intimo e privato in pieno stile shabby chic!

Mobili d’epoca ‘rivisitati’

“Shabby” significa letteralmente “logoro”, “usurato”. Questo aggettivo si riferisce in primo luogo soprattutto i mobili: sono pertanto sconsigliati quelli dal design troppo minimal e lineare. Perfetti, al contrario, saranno quelli quelli molto lavorati ed impreziositi dalla presenza di intarsi e fregi.

I mobili lavorati ricorrendo a tecniche di invecchiamento ‘artificiale’(come il decapé) sono l’ideale per creare l’effetto che potremmo definire un po’ ‘polveroso’, assolutamente tipico dello shabby chic. Per quanto riguarda le colorazioni, ricordate che i mobili dovranno essere assolutamente monocromi… saranno pertanto perfette quelle tinte pastello chiaro (rosa o bianco ad esempio) che lasciano scoperte zone di verniciatura più ‘grezza’ in cui il legno è a tratti messo a nudo e visibile. Vetrinette, cassapanche portabiancheria, cassettiere: tutti i mobili dal sapore un po’ vittoriano potranno risultare apprezzabilmente affini a questo stile!

Lo shabby chic deve la sua diffusione anche al fenomeno/processo cosiddetto di upcycling, ovvero di “riuso creativo”: ecco dunque che con sommo stupore scopriremo di poter ‘recuperare’ anche quell’armadio della nonna  che non ci è mai piaciuto troppo, dandogli una nuova vita (shabby-)chic solo ricorrendo ad una eclettica verniciatura fai-da-te.

Vasca da bagno, (quasi) immancabile

In un’atmosfera dal gusto retrò, si rivela fondamentale la presenza della vasca da bagno, elemento che crea anche molti spunti di decorazione.

Mi raccomento, non scoraggiatevi anche a causa del poco spazio a disposizione dovrete rinunciare alla vasca da bagno e optare per la doccia…ricordate che saranno proprio gli angoli più ristretti a risultare più intimi e fascinosamente deliziosi. E’ questa la forza dello shabby chic: una grande adattabilità ad ogni spazio.

Per quanto riguarda la rubinetteria, sono preferibili materiali come il bronzo o l’ottone (molto rivalutato quest’anno), meglio se declinati in linee di design tondeggianti. Anche qui, un design troppo ‘asciutto’ facilmente può risultare fuori luogo.

Biancheria pastello

Perfetta se esposta in una vetrinetta o sistemata in ceste di vimini. Visto il grande ritorno delle tinte pastello, lo shabby chic più contemporaneo protende per la biancheria monocroma che gioca con delicate nuances  (il rosa chiaro è sicuramente dominante in quest’atmosfera sognante, accostabile all’azzurro cielo o al tortora).

In generale, tuttavia, lo shabby chic si orienta tanto sul pastello a tinta unita quanto sui motivi floreali.

Pareti desaturate, rivestimento parziale

Anche il rivestimento delle pareti ricopre un’importanza cruciale, rispetto al quale sono consigliatissime le tinte cosiddette ‘desaturate’. Si può anche pensare di rivestire solo la parete della vasca, o piastrellarla con disegni floreali.

Le piastrelle maiolicate sono adattissime, ma fate attenzione comunque a non appesantire troppo l’ambiente: un rivestimento parziale è perfetto a realizzare lo stile e rimanere nella contemporaneità.

La primavera nel tuo bagno: decorazioni allegre e variegate

E’ nella piccola decorazione che lo shabby chic si rivela in tutto il suo incanto. E’ importante decorare con pezzi unici e accessori dal gusto d’epoca rivisitati in chiave contemporanea, soprattutto nell’accostamento.

Che siano veri, di carta, di lattice o in tessuto, i fiori sono fondamentali anche in bagno. Stanno benissimo in contenitori di latta o in legno stile cassetta della frutta. Delicati richiami all’atmosfera provenzale, come la presenza di lavanda e saponi artigianali dalle forme e dai colori più vari  possono rendere davvero magico l’ambiente.

Nella scelta dei tessuti, orientiamoci su stampe a fiorami a fondo chiaro con colori sgargianti e primaverili.

Ma, come sempre… occhio a non esagerare!

E’ un fatto, dallo stile shabby chic ci si lascia facilmente prendere la mano. Valutate sempre in maniera oculata gli accostamenti per non correre il rischio di cadere nel kitsch sortendo l’effetto indesidetato  di banalizzazione dell’ambiente!

Una certa ‘abbondanza’ nella decorazione è certamente parte integrante di questo stile un po’ eccentrico, ma questo non deve mai farci abbandonare il senso del buon gusto ed il senso della moderazione, tenendoci sempre ben lontani dal mero e banale ‘accumulo’.

Anna Lapini

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Sun, 8 May 2016 09:05:35 +0000 http://www.annalapini.it/mc/460/1/bagno-in-stile-shabby-chic Anna Lapini
Invito al Workshop Tracciabilità & Contraffazione http://www.annalapini.it/mc/456/1/invito-al-workshop-tracciabilita-e-contraffazione

Il giorno venerdì 6 maggio, presso la sede istituzionale del GSE – Via Maresciallo Pilsudski 92, Roma, si terrà il convegno sul tema “Tracciabilità & Contraffazione”, del quale siamo sponsor ufficiale.

Il Convegno è stato reso possibile grazie alla collaborazione del Presidente GSE Dott. Francesco Sperandini, del Gen. Gennaro Vecchione Comandante delle Unità Speciali della Guardia di Finanza, dell’ Avv. Caterina Flick professore presso UTIU di “Informatica e Logica Giuridica”.

Inoltre, prenderanno parte agli interventi la Sig.ra Avel Lenttan 3C Company CEO, Dott. Denis Torri fiscalista internazionalista e la Dott.sa Anna Lapini Confcommercio Imprese per l’Italia componente di Giunta, incaricata per la legalità e la sicurezza e Presidente Confcommercio Toscana.

L’occasione che mancava per aggiornare tutti i presenti sui nostri attuali servizi e sul panorama della contraffazione online e offline.

http://www.threec.com/eventi/

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Fri, 6 May 2016 13:27:11 +0000 http://www.annalapini.it/mc/456/1/invito-al-workshop-tracciabilita-e-contraffazione Anna Lapini
Appunti di stile dell’Italia a tavola http://www.annalapini.it/mc/439/1/appunti-di-stile-dellitalia-a-tavola

Una tavola lunga 100 anni dedicata al 900 - Anna Lapini

"Un percorso emotivo e sensoriale nella storia del secolo scorso attraverso 22 apparecchiature scenografiche ispirate ai principi dell'armonia e della bellezza utilizzando oggetti di aziende leader, italiane e non, dell'arte della tavola, che sono ancora oggi icone di riferimento. Usando nell'apparecchiare quello straordinario stile Italiano con lo scopo di far riscoprire ai visitatori il piacere del convivio, logo di affetti e di affari"

Una Tavola lunga tutto il Novecento ed altre tavole di famiglie nobili e famose della Toscana sono esposte al museo Stefano Bardini per offrire ai visitatori un esempio di stile italiano

Nel quotidiano assordante parlare mediatico di cibo, cuochi e vino, raramente si pone l'attenzione alla tradizione della "tavola" intesa come gusto nell'accoglienza e nella cura del dettaglio di stoviglie, bicchieri, centrotavola e argenteria. In breve, tutto quanto rappresenta l'arte italiana nel ricevere

Anna Lapini ed Anna Maria Tossani curatrici della mostra Appunti di Stile

Firenze Museo Stefano Bardini 1 Aprile 30 maggio

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Sun, 3 Apr 2016 19:37:38 +0000 http://www.annalapini.it/mc/439/1/appunti-di-stile-dellitalia-a-tavola Anna Lapini
L’arredamento in stile toscano http://www.annalapini.it/mc/408/1/larredamento-in-stile-toscano

Tra le regioni italiane più conosciute, visitate ed amate, un posto d’onore spetta senza dubbio alla Toscana. Le sue cascine immerse in una campagna senza tempo,  i suoi profumi semplici ed antichi, i suoi colori naturali e vibranti ispirano da sempre l’immaginario di ogni sorta di creativi.

Quando la creatività in questione è destinata a prendere le forme del design e dell’arredamento d’interni, poi, la toscanità possiede un’identità tanto forte da assurgere a vero e proprio stile. Lo stile toscano infatti, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, traduce in elementi architettonici e di arredo la raffinata semplicità, la valorizzazione di elementi naturali, la tradizionale eccellenza nelle lavorazioni artigianali che contraddistinguono questa Regione.

Tradizione e innovazione

La storia è fatta di ricordi e di tradizioni...ma non dimentichiamo che la nostra vita si declina al presente! E la sfida che la contemporaneità ci consegna, dunque diventa triplice: rispettare e valorizzare il tesoro delle tradizioni, mescolarlo con gusto ed intelligenza con quanto di meglio ci offre il presente…non dimenticando di mantenere e la nostra sensibilità ‘aperta’ alle tendenze future.

Cerchiamo dunque di ‘rileggere’ il tradizionale stile toscano con sobrietà, mescolandolo equilibratamente con un pizzico di contemporary chic!

Quali sono gli elementi che contraddistinguono lo stile toscano contemporaneo?

  1. Tinte e pattern di colori per le pareti: il suggerimento è di lasciarci ispirare dalla natura e dai colori della campagna. Per quanto riguarda la pittura delle pareti, ad esempio, consiglio di utilizzare tinte naturali e dai toni caldi come il bianco antico, il bianco di zinco o il bianco floreale. Se vi piace l’idea di ‘accendere’ le pareti, anche le tonalità più naturali del giallo e dell’arancione potrebbero fare al caso vostro. Per quanto riguarda le tecniche di realizzazione, consiglio quelle dalla resa più naturale e rustica, come il colore a calce o la spugnatura ‘a levare’.

  2. Pavimenti e soffitti: anche in questo caso le parole d’ordine sono semplicità e raffinatezza. Per quanto riguarda la realizzazione dei pavimenti, materiali d’elezione sono senza dubbio il parquet naturale o grezzo, il marmo (travertino) ed il cotto. I più fortunati avranno la possibilità di valorizzare i soffitti con l’impiego di travi di legno a vista (solitamente in tonalità scure). Ricordate, poi, che potete ricorrere al mattonato cotto o alla pietra anche per incorniciare ed impreziosire alcuni angoli della casa, come la zona camino, l’ingresso o magari una porta ad arco.

  3. Arredo tradizionale…: l’eleganza degli elementi d’arredo tradizionalia è nel ricorso alla lavorazione sapiente di materiali come il legno e la terracotta, a cui fanno da contrasto elementi e dettagli in ferro battuto.

    Non dimenticate che in molti casi gli utensili tradizionali possono trasformarsi in veri e propri elementi di decoro. Perché, dunque, non scegliere ad esempio degli accessori per il caminetto dal design tradizionale e dal sapore rustico o attrezzare una parete con una struttura in legno per sorreggere a vista gli utensili da cucina tipici (come il tradizionale pentolame in rame)? 

    Nella scelta dei rivestimenti e dei tessuti, infine, orientate la vostra scelta su pattern e materiali naturali caratterizzati da lavorazioni semplici e raffinate come la pelle nei toni più scuri del marrone (per i divani), il lino ed il cotone grezzo (ad esempio per il tovagliato).

  4. ….ma con un tocco di contemporaneità! Incorniciare una raffigurazione paesaggistica in una cornice di legno naturale potrebbe essere un’idea, così come posare in salotto un vaso di terracotta con una pianta ornamentale o disporre qualche piastrella decorata con delicati motivi floreali. Ma… facciamo attenzione a non esagerare o rischieremo di costruire un ambiente anacronisticamente sovraccarico e kitsch!

    È questo, dunque, il momento di integrare nello stile toscano tradizionale elementi di arredo dal gusto contemporaneo. Il mio consiglio è quello di privilegiare un design sobriamente moderno, minimal-chic, che sia però realizzato (come vuole la tradizione) con materiali assolutamente naturali ed ecosostenibili. Sono moltissimi infatti, ad oggi, i designer che hanno fatto propri i valori dell’ecologia, rivisitando l’uso di materiali antichi, naturali ed ‘assoluti’ come legno, sughero, canapa. Coniugando le loro qualità con il concetto di “less is better” prendono così vita oggetti di altissima qualità, dal design minimalista e maliziosamente semplice ma al contempo lontanissimo dalla banalità.

Sono questi, dunque, gli elementi da tenere a mente nell’immaginare un arredamento in stile toscano...’2.0’. Non dimentichiamo che l’obbiettivo è valorizzare con gusto ed equilibrio il meglio della contemporaneità con la solidità del passato cercando una sintesi tra la semplicità della natura, l’autenticità delle tradizioni, la sobria raffinatezza artigianale e la costante tensione all’innovazione che contraddistinguono da sempre questa splendida terra.

Anna Lapini

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Tue, 8 Mar 2016 12:37:23 +0000 http://www.annalapini.it/mc/408/1/larredamento-in-stile-toscano Anna Lapini
Il nuovo senso del vivere, armonia e rispetto per l’ambiente: Il Bosco verticale http://www.annalapini.it/mc/406/1/il-nuovo-senso-del-vivere-armonia-e-rispetto-per-lambiente-il-bosco-verticale

Al termine dell’Expo, chi oggi si rechi a Milano, ha una nuova meta da visitare; nel quartiere di Porta Nuova oggetto di una importante opera di riqualificazione, è stata creata una struttura che può assurgere a simbolo dell’architettura contemporanea: il “Bosco verticale” creato dagli architetti Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni Lavarra. Il sogno di unione con la natura, anche all’interno di ambienti cittadini, perseguito dall’uomo già in tempi remoti (basti pensare ai giardini pensili di Babilonia tramandataci dalla storia, ai lecci che svettano sulla Torre dei Giungi a Lucca, agli alberi che fuoriescono dai palazzi creati dall’architetto Friedensreich Hundertwasser a Vienna) sembra essersi realizzato in questi due edifici che appaiono realmente come due boschi verticali; sulle ampie terrazze sono stati piantati oltre mille alberi, 4000 arbusti, 15.000 tra rampicanti e piante perenni scelti in base all’esposizione delle facciate in modo che, nel corso delle stagioni, muti l’aspetto della vegetazione donando agli edifici sempre nuovi colori. Le piante, però, non svolgono una funzione semplicemente estetica, ma hanno una preziosa funzione ambientale (riparano dal sole, dal freddo e dal calore, creano un microclima favorevole, filtrano l’anidride carbonica regalando ossigeno, creano un habitat per la biodiversità di piante ed animali.) Si pensi infine che, se fosse esteso in orizzontale, il bosco si estenderebbe per due ettari ed avere tutto questo in soli 1500 metri quadri in pieno centro è realmente strabiliante. Anche per questi motivi i due edifici hanno ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, nel 2014, infatti, il Bosco Verticale è stato premiato dall’International Highrise Aword come miglior palazzo a molti piani e nel novembre 2015, è stato eletto dal Council on tall buildings and urban habitat (CTBUH) come il miglior edificio europeo e mondiale dell’anno, sbaragliando la concorrenza di grattacieli famosi.

Un sogno realizzato, quindi? In parte sì, anche se il Bosco Verticale è divenuto già un icona ambientalista, ci si possono porre delle domande sulla effettiva sostenibilità di questo mix tra natura ed architettura. Costruiti utilizzando i più sofisticati dispositivi tecnologici i due edifici hanno avuto costi di realizzazione molto alti ed oggi richiedono costi di manutenzione proibitivi (da qualche mese sono stati ceduti al fondo immobiliare del Qatar), saranno, quindi, a disposizione di “inquilini” molto abbienti.

Nonostante ciò, resta il merito per Boeri di avere reso straordinario un edificio ordinario e di aver lanciato un messaggio comprensibile a tutti: l’uomo può ancora creare nuovi rapporti e nuove comunanze con la natura.

Anna Lapini

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Tue, 8 Mar 2016 12:37:23 +0000 http://www.annalapini.it/mc/406/1/il-nuovo-senso-del-vivere-armonia-e-rispetto-per-lambiente-il-bosco-verticale Anna Lapini